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25 luglio 2012

Politecnico di Torino, arrivano dal Giappone gli aiuti per salvare la Ghiraldina

Da oggi la Ghiraldina è in mani sicure. L’antica torre, risalente al 12° secolo dopo Cristo e simbolo della città di Modena, è da tempo oggetto di studi e ricerche del Comune emiliano, che ha deciso di analizzare il terreno su cui poggia la torre e valutare i comportamenti della stessa con il passare del tempo o in presenza di eventi sismici. Per farlo l’amministrazione modenese ha deciso di affidarsi a degli specialisti d’eccezione, addirittura provenienti dal Giappone.

Infatti, in collaborazione con il Politecnico di Torino, il docente della Nagoya City University Takayoshi Aoki e Renato Lancellotta,(professore dell’università torinese) in queste ore sono alle prese assieme ai loro collaboratori con l’istallazione di ben 12 accelerometri, strumenti di piccolissime dimensioni che saranno posizionati senza interferire con le normali attività di visita nei muri interni (verranno infatti piazzati dietro gli angoli) e forniranno dati in continuo per un periodo di tempo di almeno un anno. Questi piccoli aggeggi di rilevamento saranno collocati dalla base della torre campanaria fino ai 78 metri di altezza e per completare il montaggio della strumentazione occorreranno almeno 48 ore.

Lo scopo di questa iniziava come detto è quello di monitorare in tempo reale qualsiasi tipo di oscillazione della torre. Sarà dunque possibile valutare in modo diretto il comportamento della torre, rivelarne la possibile vulnerabilità sismica e acquisire altre importanti informazioni per lo studio della sua interazione con il Duomo.  I dati raccolti saranno analizzati dagli esperti delle due università e saranno trasmessi direttamente al Comune di Modena, che ne gestirà dettagli e analisi con il Comitato Scientifico.

immagine tratta da Modenaonline.info

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