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20 luglio 2012

Premio Genovesi a due studentesse dell’Unisa: quando la ricerca è “eco”

Dicono che le donne non sono portate per gli studi scientifici. Non la pensano certamente così Michela Sessa e Raffaella D’Elia (nella foto), studentesse al quinto anno di Ingegneria Edile e Architettura al campus di Fisciano e vincitrici del premio “Antonio Genovesi”.

Il premio è stato conferito alle due studentesse Michela, di Baronissi, e Raffaella, di Salerno, in seguito all’analisi condotta da Antonio Nesticò e Rosa Maria Caprino.

Oltre la meritata gloria, le due studentesse Michela e Raffaella si sono aggiudicate un assegno di 1500 Euro, grazie al loro progetto di ricerca 30 isole per Baronissi,  dedicato a un nuovo modello di gestione della raccolta differenziata.

L’analisi condotta dalle due vincitrici, in riferimento a un ipotetico biennio “x”, presenta la possibilità di diminuire fino al 10% la percentuale di rifiuti indifferenziati, che gravano sui Comuni nella procedura di smaltimento ben più di quelli differenziati.

L’aspetto più originale dello studio sono proprio le 30 eco-isole per la raccolta dei rifiuti che danno il titolo al progetto, perché sono a scomparsa. Interrate con un sistema di spostamento verticale che le rende temporaneamente invisibili (salvando anche l’estetica delle zone in cui saranno accolte), le isole si attivano con l’utilizzo di una scheda magnetica personale, che consente l’identificazione di chi conferisce i rifiuti, il tipo di rifiuto depositato, l’ora e il giorno.

Il progetto di Michela e Raffaella contempla con rigore una serie di variabili, come la disponibilità permanente al conferimento dei rifiuti, la riduzione delle quantità di rifiuti da smaltire, la diminuzione dei costi di smaltimento in discarica, l’abbassamento dei costi di gestione del servizio e l’incremento progressivo dei per l’Ente.

Anche le tasse, nelle stime delle due giovanissime e promettenti studiose, si abbasserebbero in due anni del 25%, con un ricavo per il Comune di 2 milioni e 266mila Euro.

Il progetto promuove un’azione di potenziamento nell’ambito della RD a Baronissi – spiegano le due studentesse – L’ipotesi della piattaforma d’intervento prevede l’installazione di 30 mini-centri di riciclaggio consistenti in un sistema di stoccaggio interrato dei rifiuti composto da cinque contenitori: indifferenziato, multi materiale, organico, vetro e carta. Partendo dagli attuali dati della differenziata, senza conteggiare le cifre dell’isola ecologica di Sava, abbiamo elaborato un grafico che mostra l’ipotetico andamento della RD. In particolare, considerando un primo step nel 2015 ed un secondo nel 2016, il rifiuto indifferenziato scenderà dapprima al 23% e poi al 10“.

L’assessore all’ambiente Alfonso Farina comprende la rivoluzione culturale ed ecologica che ne conseguirebbe, e commenta: “È un progetto ambizioso del valore di circa 2 milioni di euro, ma è anche una sfida culturale che intendiamo raccogliere per portare la nostra comunità a livelli mai visti in Italia. Ora occorre trovare una forma adeguata di finanziamento del progetto, che valuteremo attentamente“.

Fonte notizia: cilentonotizie.it, zerottonove.it.

Fonte immagine: mezzostampa.it

 

 

 

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