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23 luglio 2012

Unisa: la tassa regionale raddoppia! Studenti in rivolta

Ormai è chiaro. Non c’è altra via d’uscita. O la tassa o la vita. C’è poco da scegliere. Ancora una volta Monti & Co. puntano la calcolatrice alla testa dello studente e noi muti. Pagare!

Ovviamente parliamo dell’ultimo, vergognoso aumento delle tasse approvato dal Governo, a gennaio di quest’anno, dal consiglio ministri.

Si tratta, più nello specifico, della famigerata “Riforma del mercato del lavoro”, che ha, tra i vari fiori all’occhiello, può vantare ora anche due decreti niente male: i numero 436 e 437, attuativi della mai troppo “cara” Legge Gelmini.

Obiettivo non dichiarato: ritoccare le tasse verso l’alto e, col denaro forzosamente prelevato dalle tasche degli studenti, finanziare il diritto allo studio e il reclutamento del personale.

Particolarmente indigesto il 436, decreto che ha portato la tassa regionale ad una soglia minima di 120€ su tutto il territorio nazionale, provocando la reazione sdegnata di atenei e studenti.

Indignazione e rabbia soprattutto in Campania, con in testa il campus di Fisciano, la realtà universitaria più prestigiosa del territorio,letteralmente shockato da un provvedimento che ha fatto schizzare la tassa dai  62,00€ dell’anno scorso ai ben più “sanguinosi” 140€ attuali!

Cifre più che raddoppiate insomma. Per l’incredulità delle migliaia di iscritti, cui il rettore Pasquino, dicendosi consapevole di un momento storico difficile e delicato, aveva promesso (solo un mese fa) tasse invariate e “processi virtuosi di controllo della spesa e di rigore finanziario”.

Ma sentiamo cosa ne pensano i nostri ragazzi.

Tassa regionale più che raddoppiata. “Solo” 62 euro l’anno scorso, ben 140 oggi. Insomma una mazzata bella dolorosa. Ve lo aspettavate? E come avete preso la notizia?

Risponde Dora, studentessa Unisa : “Non me lo aspettavo per niente, lunedì ho aperto il sito dell’uni per vedere quanto avrei dovuto pagare quest’anno e ho fatto l’amara scoperta: la tassa regionale aumentata di oltre il 100%. Ovviamente appena appresa la notizia il mio pensiero è andato subito a tutti i soldi che dovrò cacciare quest’anno…”

Identica anche la reazione di Veronica: “E chi se lo immaginava! E’ stata una notizia alquanto scioccante. Sappiamo bene (e a malincuore) che ogni anno le tasse universitarie subiscono un aumento, ma che la tassa regionale sia aumentata più del doppio mi lascia esterrefatta!”

Le fa eco Naike: “Non l’avrei mai detto, infatti quando ho controllato la mia area utente sotto la voce” Pagamenti“ non potevo credere ai miei occhi:un aumento così vistoso della tassa da un anno all’altro,una batosta che ho appreso negativamente, perché credo che il nostro sia un “diritto” allo studio ma invece sta diventando un “lusso per pochi eletti”.

Tutta colpa della crisi? O credete che l’Università (mi riferisco in particolare al rettore e al Cda tutto) avrebbe potuto fare di meglio?

Di nuovo Dora: “Non saprei a chi dare la colpa ma posso solo dire che anche questa volta con la “scusa” della crisi chi paga le conseguenze è sempre chi sta messo peggio”.

Veronica: “ Crisi, non si fa altro che dare la colpa a lei! Davvero il nostro Paese può uscire dalla crisi continuando a spillare centinaia di migliaia di € alle famiglie italiane che, oramai, stentano ad arrivare a fine mese?”.

Pressoché identica la riflessione di Naike: “Io credo che sia diventato troppo facile attribuire tutto alla crisi economica che il nostro paese sta vivendo, non so se il Rettore e gli organi competenti potevano fare qualcosa di più ma comunque l’oggettività dei fatti è che noi studenti per continuare nella nostra carriera universitaria dobbiamo pagare e subire gli effetti delle decisioni prese dal Cda”.

Neppure un mese fa Pasquino e i suoi avevano dichiarato: “L’Università di Salerno ha sempre guardato con attenzione alle criticità del territorio e, pur in presenza di tagli dei finanziamenti statali, ha sempre promosso il diritto allo studio come valore democratico e costituzionale”, stabilendo “di non aumentare le tasse ed i contributi universitari, già fra i più bassi d’Italia”. Come giudicate queste parole. Siamo stati presi in giro?

Dora: “Effettivamente, questa storia puzza un pò di “presa in giro” dato che non sarebbe dovuto aumentare nulla secondo le stime del Rettore Raimondo Pasquino, e a dire il vero quando lessi questa notizia tirai un bel sospiro di sollievo dato che in famiglia non solo io frequento l’università ma anche i miei due fratelli. Temevo infatti che le spese si sarebbero triplicate. Andando avanti l’Università diventerà un bene di lusso e non tutti vi potranno accedere”.

Veronica: “Qualche settimana fa appresi la notizia di questa dichiarazione; non ho mai creduto a quelle parole, in fondo – come ho già detto – le tasse universitarie sono aumentate un po’ ogni anno”.

Naike: “Forse la presa in giro più evidente c’è stata nel pronunciare queste parole magari non avendo la certezza che si poteva garantire ciò che si diceva; difatti poi il risultato di queste promesse è sotto gli occhi di tutti.”

Chi provvede alle vostre spese universitarie? E quali sono i sacrifici, piccoli e grandi, che sostenete, in genere, alla vigilia di ogni pagamento?

Dora: “Diciamo che l’anno scorso, trovai un piccolo lavoretto e bene o male riuscii a pagare tutte le spese. Quest’anno la situazione è totalmente cambiata: trovare un lavoro nella mia città, Avellino, è diventato peggio che trovare un ago in un pagliaio, si ricerca solo personale con esperienza (pure per fare la commessa in un negozio). Purtroppo, se non troverò nulla, alle mie spese dovrà provvedere mio padre che già provvede alle spese dei miei fratelli e una cosa è certa: non basterà uno stipendio per sostenere tutte le spese. Se solo Pasquino si decidesse ad intervenire davvero anziché pensare solo ed esclusivamente a salvaguardare l’immagine dell’università all’ “esterno”, con delle false promess,e sarebbe tutto più facile”.

Veronica: “Sono i miei genitori a pagare le tasse; per me sarebbe praticamente impossibile poter lavorare e frequentare l’università contemporaneamente dato che per raggiungere il campus impiego ogni giorno circa 4 ore di viaggio (tra andata e ritorno). Probabilmente vi starete chiedendo perché non prendo un appartamento in affitto nei pressi dell’università… Beh diciamo che questo è uno dei sacrifici che devo affrontare per far fronte alla “crisi”: tanta stanchezza ma risparmio economico!”.

Chiude Naike: “Le mie tasse universitarie sono pagate dai miei genitori con un mio piccolo contributo quando posso. I sacrifici poi se vogliamo psicologici ci sono perché alla stanchezza fisica dei viaggi che faccio ogni volta si aggiungono i mille imprevisti del seguire corsi, fare esami e altro che poi alla fine di ogni anno accademico si fanno sentire. Negli anni della triennale ho lavorato come hostess negli alberghi e fatto un breve periodo di stage presso una redazione giornalistica locale ma negli ultimi anni e specialmente ora che frequento il primo anno della magistrale in comunicazione non mi è stato possibile, dato il notevole impegno che essa ha richiesto e che non mi ha permesso di conciliare serenamente la frequenza accademica con un’attività lavorativa. In definitiva quindi, quest’anno in particolare, le conseguenze dell’aumento delle tasse pesano ancora di più”.

Com’è che si dice? Vox populi?

fonte foto: http://linkfisciano.it

 

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