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7 agosto 2012

Aumento tasse, ecco le scappatoie per i fuoricorso

Spending review e maxi aumento delle tasse per i fuoricorso, sono gli argomenti più chiacchierati al momento. Ma se il malumore pareva aver preso il sopravvento, presentando come unica via d’uscita l’abbandono degli studi, ecco in arrivo due soluzioni adatte ad ogni tipo d’esigenza. 

LA SCAPPATOIA– La maxi stangata e alle porte, la pressione aumenta, lo stress pure e la voglia di chiudere sogni e libri nel cassetto anche ma, quando pare impossibile restare sordi alla richiesta di clemenza pervenutaci dai nostri gia magri portafogli ecco arrivare il tanto desiderato miracolo, l’adozione del regime part time o l’università telematica. Rimedi anti-fuga di cervelli dagli Atenei o soluzioni di cui nessuno dello scoppio della bomba Spending review era a conoscenza ?! , poco importa, fatto sta che tali scappatoie permetterebbero agli studenti fuoricorso di poter continuare gli studi senza andare incontro a tasse troppo onerose lontane dalla portata di qualsiasi studente lavoratore e di alcune famiglie.

PART TIME- La soluzione del part-time o opzione per il tempo parziale sembra essere la più chiacchierata al momento. Già adottata da alcune università italiane come la Sapienza di Roma e le Università di Venezia e Siena, sembrerebbe essere la più idonea per gli studenti-lavoratori fuoricorso. Il regime di tempo parziale consente infatti di concordare con l’università la durata degli studi, in base alle proprie esigenze di tempo e di impegno. La domanda di part-time è irrevocabile, una volta passati al tempo parziale non si può tornare al tempo normale. Con il passaggio al tempo parziale il numero e la sequenza degli esami previsti dal proprio ordinamento restano identici, cambia solo il tempo entro il quale i crediti vengono conseguiti. Insomma, il tempo degli studi si allunga ma a norma di legge.

UNIVERSITA’ TELEMATICA- Per quanto riguarda invece l’opzione dello studio a distanza tramite pc, le cose cambiano da Ateneo ad Ateneo e non è possibile redigere un quadro generale a meno che non si parli con i vari responsabili dell’istituzione e il funzionamento dei corsi. Per ora il rettore dell’Università la Sapienza, Luigi Frati , è l’unico ad esporsi in merito in quanto la sapienza, sembra essere l’unica università italiana ad aver avviato per tempo entrambe le soluzioni

«È un corso molto serio, noi non regaliamo lauree. Si tratta di esami veri sostenuti con docenti preparati e filtrati da noi. È un prodotto di qualità». Ha dichiarato lo stesso rettore in un intervista pubblicata dal sito quotidiano.net.

«Mi sono posto il problema dei tanti studenti indietro con gli studi e che si trovano dinanzi alla scelta di un aumento consistente delle tasse se carico, per esempio, trecento euro sui costi per i fuori corso quanti ragazzi lascio per la strada? Circa cinquemila? E quali prospettive hanno questi giovani in un momento tanto difficile?». «Ancora — riprende il Rettore — qual è il costo sociale di questa operazione? Guadagno qualcosa in termini di introiti, ma questi giovani?Chi fa le leggi, in Parlamento, dovrebbe porsi anche questi problemi».

Parole sagge a cui gli adetti ai lavori dovrebbero prestare ascolto.

 

fonte immagine: unito.it

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