• Google+
  • Commenta
22 agosto 2012

Le università che torturano

Green Hill chiude, le università restano. Secondo i dati della Gazzetta ufficiale n. 53 del 5 marzo 2011 gli animali che ogni anno vengono destinati alla vivisezione sono circa seicentottantamila. Oltre ai, purtroppo famosi, beagles vi sono capre, gatti, maiali, scimmie, furetti, topi, conigli, pesci, hamster, uccelli e roditori di varia razza che nascono equipaggiati di biglietto di sola andata per i laboratori di sperimentazione e vivisezione.

Gli esperimenti che vengono tenuti sulle cavie sono per meno di un terzo a scopo farmaceutico, medico e veterinario, mentre la restante percentuale riguarda sperimentazioni di altra natura che spesso si avvicinano ad essere vere e proprie torture gratuite.

Tutto ciò però era già ben noto, quello che ora suscita scalpore è la scoperta, avvenuta quasi in sordina, che un terzo dei seicentottantamila animali è destinato alle università italiane. Oltre duecentomila cavie vengono spedite in laboratori e cliniche universitarie senza fare più ritorno.

Le sedi universitarie in questione, autorizzate alla sperimentazione ai sensi dei decreti del 2008 e 2009, sarebbero Torino, Milano, Brescia, Pavia, Genova, Trieste, Udine, Ancona, Camerino, Verona, Padova, Piacenza, Parma, Cremona, Modena, Bologna, Ferrara, Siena, Firenze, Perugia, Roma, Istituto superiore sanità di Roma, L’Aquila, Chieti, Napoli, Caserta, Bari, Reggio Calabria, Arcavata di Rende, Roccelletta di Borgia, Palermo, Catania, Cagliari e Sassari.

 

immagine tratta da www.lettera43.it

Google+
© Riproduzione Riservata