• Google+
  • Commenta
20 agosto 2012

L’Italia si classifica ultima tra le prime cinquecento università del mondo

Roma – Italia ultima anche nell’istruzione. Che il mondo fosse in crisi lo si sapeva, che il Belpaese avesse mal attutito il colpo era evidente, ma essere gli ultimi nella classifica mondiale delle università è la ciliegina su questa catastrofica torta.

La Jiao Tong University di Shanghai ha pubblicato l’Accademic ranking of world university, vale a dire la classifica dei primi cinquecento atenei del mondo.

Il dato terrificante è che dopo i più sofisticati e prestigiosi 150 college statunitensi, di cui ben trentasei nelle prime cinquanta postazioni, con Harvard al primo posto, segue trionfante niente poco di meno che la Cina, piazzatasi con quarantadue atenei. Immediatamente dopo vi sono Inghilterra e Germania, rispettivamente con trentotto e trentasetta piazzamenti. L’Italia si posiziona al solo ottavo posto con venti piazzamenti, pari merito con la Francia.

Tra gli esaltanti dati che gratificano e inorgogliscono lo Stivale, vi è anche la scomparsa delle Università di Siena e Pisa dalla decima ricerca dell’Università cinese, insieme alla vorticosa caduta dell’ateneo palermitano che dallo scaglione compreso tra trecentunesimo e quattrocentesimo posto, si è posizionata nella meno comoda classe compresa tra il quattrocentunesimo al cinquecentesimo posto.

Stessa sorte è toccata alla Scuola Normale di Pisa che è passata dal gruppo trecentunesimo-quattrocentesimo allo scaglione duecentunesimo-trecentesimo. Roma e Pisa si collocano tra centunesima e centocinquantesima posizione, a seguire Milano e Padova collocate nel gruppo compreso tra centocinquantuno e duecento. Immediatamente dopo Bologna, Firenze, Torino, Politecnico di Milano compresi tra duecentouno e trecento. Ultime Genova, Federico II di Napoli, Roma Tor Vergata comprese tra trecentouno e quattrocento. Infine vi sono La Cattolica, il Politecnico di Torino, l’Università di Bari, Ferrara, Palermo, Parma, Perugia e la Bicocca di Milano.

Questi dati, al dir poco allarmanti, dovrebbero scuotere l’opinione pubblica e le stesse istituzioni essendo veri e propri campanelli d’allarme. Il nostro Paese sembra essere diventato come un programma del palinsesto televisivo famoso solo perchè appartenente alla cosiddetta TV-spazzatura. Purtroppo però pare evidente che nè lo Stato, nè gli stessi cittadini siano preoccupati della visione turpe e corrotta che ha assunto l’Italia agli occhi del mondo.

La strada per il Belpaese sembra essere già solcata e a quanto pare è tutta in discesa verso un precipizio sudicio e mostruoso. Non è forse ora di cambiare rotta? “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello.”  Mai versi danteschi risuonarono tanto attuali.

immagine tratta da arwu.org

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy