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16 agosto 2012

Più spazio alla scuola in ospedale e all’istruzione domiciliare

 

Ognuno ha diritto ad un’istruzione”. Recita così l’incipit dell’articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti umani riconosciuta dall’Onu nel 1948.

Diritto sancito anche dagli articoli 33 e 34 della Costituzione italiana che riconoscono l’istruzione come uno dei diritti fondamentali dell’uomo.

E sulla base dei principi impartiti dalle suddette leggi, il Miur  – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – ha stanziato un piano di risorse finanziarie destinato agli Uffici Scolastici Regionali per diffondere sul territorio italiano il diritto all’istruzione anche negli ospedali e a domicilio.

Il finanziamento complessivo tocca la somma di 2.820.000 euro divisi in: 1.200.000 destinati all’istruzione per gli alunni ricoverati negli ospedali o  nei day hospital; 1.520.000 per favorire l’istruzione domiciliare agli alunni già ospedalizzati; e i restanti 100.000 euro per consentire dei percorsi formativi per il personale scolastico in ospedale e domiciliare sia fisici che on line.

L’iniziativa del Miur nasce dal bisogno di sviluppare e potenziare ulteriormente la scuola, in quanto istituzione, per consentire a tutti un costante e regolare approccio alla cultura e all’istruzione anche nei momenti particolari della propria vita.

E a decretare la sua attuazione sono intervenuti soprattutto alcuni fattori come la crescente richiesta del servizio di istruzione domiciliare, il progressivo numero di docenti ospedalieri, e la rilevante complessità che presentano alcune regioni italiane.

La scuola in ospedale e a domicilio è un progetto molto importante ma anche molto impegnativo che richiede grande flessibilità e adattabilità da parte dei docenti, i quali dovranno tener conto del variare delle situazioni e delle condizioni psicologiche che si presenteranno di volta in volta a contatto con i malati.

Ciò fa della scuola un “laboratorio in continuo rinnovamento”, sempre alla ricerca di soluzioni  nuove e avvincenti per rispondere in maniera soddisfacente alle esigenze di ogni singolo alunno.

Se il piano godrà di risultati positivi, questo approccio potrà essere messo a disposizione anche nelle scuole ordinarie.

 

Foto tratta dal sito: educati20n.blogspot.it

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