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31 agosto 2012

Ressa a Medicina.Test in inglese! Every law has its loophole?

Alla Sapienza di Roma ci sono già oltre 7mila iscritti al test per 938 posti fra Medicina e Odontoiatria

All’Università Tor Vergata di Roma, le difficoltà di ingresso aumentano, perché i posti tra le due facoltà sono soltanto 260 con un ampio numero, ben 2.700,  di aspiranti.

Le prove si terranno il prossimo 4 settembre, in contemporanea in tutta Italia. Stesso test per entrambe le facoltà, come da riforma del 2011.

I calcoli preventivi della Conferenza dei presidi delle facoltà mediche indicano in oltre 8mila le iscrizioni già perfezionate.

La media sale a più di 10 candidati per ogni posto disponibile. La facoltà pubblica di Odontoiatria offre 931 posti e quella di Medicina si apre agli aspiranti medici con 10.173 posti.

Si annota che il tenue calo totale delle domande, rispetto allo scorso anno, è dovuto al fatto che alcuni atenei, come la Cattolica di Milano, hanno anticipato la selezione e le immatricolazioni sono già state completate.

Novità di di Medicina, in lingua inglese: ecco in cosa consiste

La novità in auge quest’anno sta nelle iscrizioni ai test per i corsi di Medicina, in lingua inglese.

La Sapienza di Roma ha raccolto 1.042 adesioni che sono per tre volte quelle degli iscritti, 342,  di un anno fa.

Dunque, 1042  studenti si cimenteranno a Roma, 16 a Londra, 2 a Monaco di Baviera, 3 a Varsavia e 3 a New York.

Per il test in inglese la data è stata fissata con lo slittamento di un giorno, ossia il 5 settembre, in nove paesi.

Pare ci sia stato il boom di iscrizioni alle facoltà in inglese e alcuni giornali hanno ipotizzato si tratti più che di attitudine alla lingua di Albione, da parte degli iscriventi, forse, di un piano B, considerato il numero chiuso delle facoltà pubbliche di Medicina e di Odontoiatria, soprattutto.

A noi pare che ci siano due buone notizie in prospettiva: una conforterebbe l’aumento dei corsi in inglese, finalmente, nelle nostre università e l’altra individuerebbe la crescita numerica di giovani diplomati che, all’uscita dalla maturità, li vogliano frequentare.

Naturalmente i corsi in english riguardano anche altre facoltà, dunque, una bella performance si proporrebbe a chi può scegliere in un vasto catalogo.

Alla Luiss di Roma c’è il nuovo corso in Politics, Philosophy and Economics attivato dalla facoltà di Scienze Politiche, con ben 200 domande, a fronte di soli 40 posti. Non solo le materie scientifiche devono essere affrontate in inglese!

I nostri atenei, ahinoi, hanno un basso livello di internazionalizzazione, infatti, gli studenti stranieri sono soltanto il 3,6%, contro la media dei paesi industrializzati che raggiunge il 10% (non calcolando in essa la Gran Bretagna, dove in aula gli stranieri sono uno su cinque).

I primi dati affidano agli studenti italiani il primato della maggioranza di domande ai test in lingua inglese.

Parrebbe, quindi, che i richiedenti dei test nella seconda lingua non abbiano paura di un percorso impegnativo e, proprio per questo, con qualche chance in più.

L’offerta di questa modalità di corsi è aumentata del 28%.

Sorge spontanea una domanda: se soltanto il 30%  dei nostri giovani possiede una certificazione linguistica di base in inglese, livello A, come si fa a seguire una facoltà i cui corsi sono in lingua inglese?

Al di là dell’immaginare la difficoltà in sé, i giornalisti più sospettosi hanno fantasticato, però, che gli studenti italiani siano un po’ come gli azzeccagarbugli, figuri con uno sport nel dna assai in voga nella nostra Italia: quello del “fatta la legge, trovato l’inganno”.

Per dirla in inglese, giacché ci siamo: every law has its loopholeStrani soggetti che a voler essere buoni ci ricordano Totò, a voler essere cattivi, qualcun altro …

Facciamo due conti. Chi si rivolge alle facoltà a numero chiuso, come Medicina, può partecipare anche al test in inglese.

Se tanto ci dà tanto, proviamo il test in lingua madre, il giorno 4 settembre, e  in differita, il giorno 5 settembre, proviamo a svolgere anche il test di selezione in inglese.

Se vanno bene entrambi, saremo sicuri di poter scegliere di entrare in A o in B; se una delle due prove va male, la scelta è determinata dal destino.

Se vanno male tutte e due, embé, è la volta buona che cambiamo facoltà. Le domande per le facoltà di Medicina in lingua inglese sono minori e maggiori le probabilità di ingresso. I test si tengono in giorni diversi e ciò permette il doppio tentativo. Magari dopo due anni, si può chiedere il trasferimento e si tornerà nel grembo della propria lingua madre.

Un escamotage, soltanto, dunque? Si suggerisce da più parti di far svolgere i test, entrambi, nella stessa giornata, per evitare che questo strumento utile a qualificare le nostre università diventi il ruotino per gli azzeccagarbugli di cui dicevamo sopra.

Se le università italiane vogliono sollevare le sorti della cultura di casa nostra devono dare un taglio all’autarchia, permettendo ai nostri studenti di fare esperienza all’estero e agli studenti stranieri di avere accesso ai nostri atenei, in modo fruibile.

La via autarchica taglia le gambe all’istruzione, alla formazione e alla ricerca.

Maggiore attrattività si ha con la qualità della professionalizzazione degli studi e grazie alla possibilità di parlare una lingua tranchante, nel senso di indispensabile alla comprensione reciproca.

Attiriamo studenti stranieri e inviamo studenti italiani. “Fuga e controfuga, entrate e uscite”(Lorenzo Salvia, Corsera).

La tendenza all’internazionalizzazione è raccontata dai numeri dei corsi in inglese nelle università italiane: da 102 a 130 e non solo in Medicina, ma anche Ortofrutticoltura internazionale a Bologna, International Management a Milano, Relazioni internazionali comparate a Venezia, Coastal and marine biology and ecology a Lecce.

Atenei con il doppio canale e anche atenei che hanno abolito il corso in italiano di laurea magistrale in Ingegneria informatica alla Sapienza di Roma. 

I presupposti per cambiare ci stanno tutti, ma come la mettiamo con la preparazione dei docenti: Do they have the fluent english or not!?

Secondo una fonte informata, il preside della facoltà di Medicina della Bicocca di Milano, a poter tenere lezione completamente in lingua a discenti in aula, sarebbe in grado di farlo solo il 10 – 20% dei docenti.

Per  fare opera completa d’informazione, indichiamo i dettagli della Gazzetta Ufficiale, contenente le regole per i test per professioni sanitarie e l’elenco dei corsi a numero chiuso per ateneo.

  • Due decreti per stabilire le regole di accesso alle lauree magistrali dell’area sanitaria e il numero di posti disponibili per ogni ateneo, Gazzetta Ufficiale n. 197 del 24 agosto 2012.
  • Un decreto per fornire l’elenco di tutti i corsi di laurea i cui accessi a numero chiuso sono programmati dalle singole università, Gazzetta Ufficiale n. 198 del 25 agosto 2012.

Melina Rende

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