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11 agosto 2012

Rosanna Lovino: La ragazza disabile rifiutata dall’Università

Rosanna Lovino: La ragazza disabile rifiutata dall'Università
Rosanna Lovino: La ragazza disabile rifiutata dall'Università

Rosanna Lovino: La ragazza disabile rifiutata dall’Università

Il caso di Rosanna Lovino, la diciannovenne neodiplomata con il massimo dei voti (100 e lode), cui è stata negata la possibilità di iscriversi all’università solo perché disabile, è solo il più recente e di sicuro il più barbaro, finora.

Il diritto allo studio è un concetto sempre più relativo in Italia, come ci ricordano i tanti casi di iniquità sociale, morale e civile cui assistiamo attoniti con sempre maggiore frequenza.

«Siamo spiacenti non siamo un’università telematica e per gli esami occorre essere sottoposti, in presenza di una commissione, a prove e verifiche ufficiali. La sua distanza da Milano ci obbliga, purtroppo e con rammarico, a comunicarle che siamo impossibilitati a predisporre un iter dedicato per risolvere il problema», con queste poche righe, che si apprendono dal forum la riserva, la Cattolica ha scaricato la richiesta della ragazza, desiderosa di intraprendere gli studi in psicologia e risposte simili le sono giunte anche dagli atenei di Chieti e di Urbino.

Accogliere l’istanza di Rosanna e di chi come lei già quotidianamente affronta numerose sfide per vivere “alla pari”, per non doversi sentire un diverso, significherebbe per gli atenei dover sopportare dei costi eccessi, relativi alla registrazione video delle lezioni o all’invio del materiale didattico a domicilio. Le stesse spese che il Comune di Terlizzi, la Provincia di Bari e la Regione Puglia hanno sostenuto per anni, garantendo alla ragazza di poter andare avanti negli studi, ora sarebbero un ostacolo insormontabile anche per quegli istituti tanto blasonati e celebrati, definiti, forse troppo superficialmente, virtuosi.

Oggi lo studio non è più un diritto, è un privilegio, appannaggio di pochi. Interrompere un percorso di studi come quello di Rosanna Lovino, fatto di sacrifici, tanta volontà, amore per i libri, dedizione per il sapere, costante ricerca del contatto umano e interpersonale, significa fare scempio di tutti quei buoni principi, in primis quello di “merito”, propagandati e sbandierati quotidianamente in faccia a chi vorrebbe, ma non può; a chi ha la capacità, ma ha pochi mezzi; a chi ha la determinazione e la passione, ma non il giusto sostegno.

Se questo è il futuro che ci accingiamo a vivere, sarebbe il caso di fermarsi un attimo, prendere coscienza e dare con forza una radicale scossa al sistema degenerato e plutocratico in cui viviamo.

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