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11 settembre 2012

Andrea Bocelli in trionfo all’Università di Pisa

Andrea Bocelli

Il cantante ha ricevuto il Campano d’oro dall’Ateneo

Quando sono solo sogno all’orizzonte a mancan le parole. Così comincia Con te partirò, il più grande successo di Andrea Bocelli, voce tra le più apprezzate ed ammirate in Italia e in Europa. Le parole non saranno sicuramente mancate a Bocelli ai tempi dell’università, dove ha conseguito la laurea in giurisprudenza.

L’ateneo di Pisa, dove il cantante di Lajatico ha passato i suoi anni universitari, non si è scordato di quel giovane cantante che si laureò nel 1986 discutendo una tesi dal titolo Il diritto naturale e la storia nel pensiero di Montesquieu.

Per questo l’Università di Pisa ha deciso di conferire ad Andrea Bocelli il Campano d’oro, come abbiamo già riportato qui, un riconoscimento nato nel 1971 per premiare gli studenti dell’ateneo che si sono distinti in Italia e nel Mondo per meriti scientifici, industriali o culturali.

L’albo d’oro del suddetto premio vanta personalità illustri come Carlo Azeglio Ciampi, Marcello Pera, Tiziano Terzani, Lamberto Maffei, Carlo Rubbia, Giuliano Amato, Remo Bodei e Antonio Cassese. Il premio raffigura la celebre Torre del Campano, la cui campana ha sancito l’inizio e la fine delle lezioni universitarie dal medioevo fino ai giorni nostri.

La cerimonia di premiazione è avvenuta nella Chiesa dei Cavalieri di Santo Stefano giovedì 13 settembre alla presenza di Massimo Augello, rettore dell’Università di Pisa, del sindaco Marco Filippeschi, del presidente della Provincia Andrea Pieroni,e del sovrintendente per le Province di Pisa e Livorno, Gian Carlo Borellini.

Durante i consueti saluti del rettore, come riporta il sito dell’Università, Augello ha celebrato il tenore leggendo dei passi di uno dei suoi scrittori preferiti, Tolstoj. Subito dopo ha ricordato con emozione la recente chiusura del palazzo della Sapienza, scenario di tutti i momenti solenni che hanno scandito la vita universitaria pisana. Mi pare una coincidenza simbolicamente importante che questa prima cerimonia fuori della Sapienza veda come protagonista un laureato in Giurisprudenza; anzi, il laureato più conosciuto al mondo della facoltà e dell’intero Ateneo pisano, che quelle aule ha frequentato, conservando una viva memoria di quegli anni. Spero di ritrovarci presto all’interno del Palazzo della Sapienza per ascoltare la magnifica voce di Andrea Bocelli.

Seguendo la prassi, la cerimonia ha visto la tradizionale laudatio del professor Eugenio Ripepe, preside di giurisprudenza e relatore della tesi di Bocelli, e delle motivazioni del conferimento da parte di Paolo Ghezzi, presidente dell’Alap.

Ripepe sottolinea gli impegni di Andrea Bocelli per diventare dottor Bocelli, e viceversa: questo nostro allievo ha speso tante energie per terminare gli studi, ma dal giorno dopo ha lavorato per tornare a essere semplicemente Andrea Bocelli, senza valorizzare la laurea appena conseguita e anzi impegnandosi ancor di più per trovare una sua strada nel campo della musica.

Paolo Ghezzi, presidente dell’associazione dei laureati pisani, ha motivato il premio per il tenore toscano: Dotato di grande sensibilità e cultura, Bocelli si è dedicato con tenacia e costanza alla ricerca musicologica, rinnovandosi continuamente come artista e come uomo e diventando esempio virtuoso per quei giovani che attraverso l’impegno e lo studio mirano all’eccellenza.

Fondamentale anche il contributo alle tematiche più strettamente sociali: Con il suo costante impegno sociale, richiama ciascuno alla necessità di restituire e condividere parte dei doni e delle fortune a diverso titolo ricevute, ricercando fondamenti di equità e giustizia senza i quali ogni successo professionale e ogni eccellenza non possono che essere fonte di gioia parziale.

Non può mancare un elogio al continuo, grande attaccamento alla città di Pisa, alla sua Università, al suo territorio, valorizzandone la promozione e contribuendo fattivamente al loro progresso.

Un attaccamento dimostrato dallo stesso Bocelli: ognuno di noi è la summa di ciò che ha imparato nella vita e io sono grato all’Università di Pisa per avere contribuito a fare di me quello che sono oggi. Ricordo l’Ateneo con affetto e anche con tenerezza, come capita alle immagini che richiamano alla mente la propria giovinezza, così come ricordo tutti i professori che ho incontrato nel mio percorso di studi. 

Un ultimo ringraziamento ai genitori, che sono stati coraggiosi nell’insegnarmi a essere coraggioso.

A fine serata il dottor Bocelli è ritornato Andrea, salendo sul palco e unendosi al Coro dell’Ateneo, diretto da Stefano Barandoni, per esibirsi sulle note del “Panis Angelicus” di César Franck, tra gli applausi convinti dei presenti.

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