• Google+
  • Commenta
6 settembre 2012

Aria di test: dopo quelli di ammissione arrivano i test di valutazione

Da pochi anni in Italia, oltre ai più discussi test di accesso per le facoltà universitarie a numero chiuso, sono stati istituiti i test di valutazione dello studente che devono o per meglio dire dovrebbero, verificare il grado di preparazione del candidato.
Vengono adottati nella maggior parte delle facoltà ad acceso libero, non precludono la possibilità di immatricolazione in caso di bocciatura, ma obbligano lo studente a frequentare dei corsi aggiuntivi.
Come per i tanto chiacchierati test di accesso c’è da chiedersi anche in questo caso se i criteri di valutazione siano giusti e se le prove previste siano davvero utili per capire non solo il grado di preparazione della persona, ma anche le sue capacità psico-attitudinali. Un esempio su tutti il test usato per le materie umanistiche: in molti atenei italiani è stata una analisi del testo a fare da verifica, uguale non solo per il corso di lettere o di filosofia, ma anche per scienze dei beni culturali, discipline dello spettacolo e scienze della comunicazione. La domanda sorge spontanea: se queste verifiche sono indispensabili basta un analisi del testo per capire uno studente? E sopratutto, è utile fare una prova identica per così vari corsi di laurea compresa scienze della comunicazione che fino a pochi anni fa prevedeva uno dei test più difficili in assoluto?
Forse sarebbe bastato un semplice test di cultura generale o forse, ancora meglio, nessun test.
A pochi giorni dalla prova di medicina la polemica sull’accesso programmato è incalzante; il Codacons accusa il Ministro dell’Istruzione Profumo di limitare il diritto allo studio e l’ esercizio delle professioni, colpevole un test proibitivo e spesso inutile per comprendere davvero l’attitudine di uno studente ad intraprendere una professione così nobile. L’ impressione che si ha è quella di un sistema universitario in panne, accusato di far cassa con i test di ammissione e di valutazione, incapace di sviluppare altri metodi di giudizio avvalendosi di criteri che siano utili per capire moralmente lo studente ed aiutarlo nell’orientamento universitario.

 

Fonte foto: controcampus.it

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy