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30 settembre 2012

Convegno sul benessere psicosociale a Unimore. interventi

Elezione del Senato accademico a Unimore
Convegno sul benessere psicosociale

Convegno sul benessere psicosociale

Convegno sul benessere psicosociale all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – Aula Magna del Centro Servizi Didattici, (Via del Pozzo 71, Modena).

Al crollo degli edifici segue il crollo delle certezze. Una riflessione sugli interventi immediati e quelli da realizzare ora che i segni sulla sfera psico-emotiva diventano evidenti.

Intervengono, fra gli altri, il prof. Alexander McFarlane e il prof. Ernesto Caffo.

L’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia promuove un convegno sul benessere psicosociale (dalle 9.00 alle 18.00) suggerita dalla necessità di raccogliere esperienze di vita e riflessioni prodotte sul territorio dell’Emilia-Romagna a partire dalla prima scossa di terremoto del 20 maggio scorso. L’obiettivo: capire quali siano le prassi realmente efficaci sul piano psico-emotivo e sociale quando intervengono eventi traumatici che colpiscono non singoli ma intere comunità.

Questo è l’assunto da cui prende le mosse il convegno Io NON ho più paura. Il benessere psicosociale dopo il terremoto in Emilia: dalla ricerca all’intervento organizzato dall’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, con il patrocinio del Ministero della Salute, della Regione Emilia-Romagna, del Servizio Sanitario Regionale dell’Emilia-Romagna – Azienda Unità Sanitaria Locale di Modena e del Policlinico, dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia-Romagna, della Provincia di Modena, del Comune di Modena, dell’ANCI, della Croce Rossa Italiana, di SOS – Telefono Azzurro, della Fondazione Child e dell’ANPAS.

Le tragedie non producono solo il crollo di case e di edifici, ma a questo si accompagna lo sconvolgimento degli affetti, un senso di sicurezza indebolito. Al crollo degli edifici segue il crollo delle certezze. A riflettere su questi temi saranno presenti al seminario di studio istituzioni, servizi territoriali e associazioni, tutti attori chiamati a fare la loro parte per la riattivazione delle comunità colpite dal terremoto. Ospite di punta sarà il prof. Alexander McFarlane (Direttore del Centre for Traumatic Stress Studies e Professore di Psichiatria all’Università di Adelaide in Australia), grande studioso degli effetti post traumatici riconosciuto a livello mondiale, che terrà una lectio magistralis dal titolo La gestione dei disastri in una prospettiva a lungo termine, preceduto dall’intervento del prof. Ernesto Caffo, ordinario di Neuropsichiatria Infantile dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e Presidente di SOS – Telefono Azzurro, che introdurrà i lavori.

Seguiranno al convegno sul benessere psicosociale, nel pomeriggio, due tavole rotonde. Alle ore 14.30 la tavola rotonda L’intervento psico-educativo in situazioni di emergenza, moderata da Riccardo Bonacina – Presidente di Vita – non profit magazine e da Bruno Molea – Presidente AICS. A seguire Emergenza e post-emergenza: quale integrazione tra servizio pubblico e associazioni no-profit? i cui moderatori saranno il prof. Roberto Farnè – ordinario di Didattica Generale – Università di Bologna, e Beppe Boni – Vice Direttore de Il Resto del Carlino. Molti gli accademici, i tecnici e gli operatori invitati che porteranno la loro esperienza con interventi e relazioni.

Il sisma che ha colpito la Regione Emilia-Romagna tra il 20 e il 29 maggio 2012 ha riguardato una vasta area che comprende le Province di Modena, Bologna, Ferrara e Reggio Emilia. Dopo le scosse del terremoto più di 50.000 persone hanno vissuto in una situazione di forte precarietà abitativa che ha portato al radicale sconvolgimento delle abitudini e degli equilibri consueti. Le famiglie sfollate dalle proprie abitazioni, circa 15.000 persone solo quelle ospitate nelle strutture allestite dalle organizzazioni di soccorso e pronto intervento, cui si devono correttamente aggiungere le decine di migliaia che per settimane e mesi si sono dovute adattare a vivere in alloggi di fortuna (tende, roulotte e camper, case di vacanza, ospiti di amici, ecc.), si sono ritrovate a vivere la realtà dei centri di accoglienza della Protezione Civile, in cui vigono routine, regole e spazi molto differenti rispetto a quelle a cui erano abituate. La popolazione è stata esposta a fattori di vario tipo che hanno aumentato in modo considerevole le difficoltà psicologiche, il livello di ansia e di paura, di irritabilità e di sofferenza, la privazione forzata della propria privacy.

In un contesto simile diventa urgente l’attivazione di interventi di assistenza e di sostegno psico-educativo a lungo termine, che abbiano l’obiettivo primario di riattivare e rivitalizzare le principali istituzioni, i ruoli e i valori più importanti della comunità.

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