• Google+
  • Commenta
7 settembre 2012

Si usano gli spinaci all’Università Vanderbilt per avere energie rinnovabili

Si usano gli spinaci all'Università Vanderbilt per avere energie rinnovabili
Si usano gli spinaci all'Università Vanderbilt per avere energie rinnovabili

Si usano gli spinaci all’Università Vanderbilt per avere energie rinnovabili

Secondo uno studio una proteina degli spinaci potrebbe migliorare e potenziare la produzione di energia solare e dunque elettrica: ecco perchè si usano gli spinaci per avere energie rinnovabili.

Braccio di Ferro ribadiva in ogni puntata, in conclusione di una delle sue piccole avventure, che gli spinaci rappresentano un’ottima fonte di energia: da oggi gli si dovrà necessariamente credere.

Un team di ricercatori della Vanderbilt University -Tennessee – guidato da David E. Cliffel avrebbe infatti rintracciato un metodo che consentirebbe l’estrazione e l’impiego di una macromolecola degli spinaci per la produzione di energia.

La macromolecola in questione sarebbe una proteina, chiamata Photosystem 1 (Ps 1) e potrebbe risultare utile nel funzionamento dei pannelli fotovoltaici,  nonché nel processo di conversione dell’energia solare in elettrica.

L’équipe, nel particolare, ha trovato un metodo per legare la proteina con il silicio – il materiale più utilizzato per la costruzioni di celle solari – riuscendo ad ottenere un maggior quantitativo di corrente elettrica rispetto a quanto è stato riportato da precedenti celle solari bioidride.

Cliffel, a capo dello straordinario studio, ha dichiarato in proposito: “Questa combinazione produce energia elettrica pari a circa mille volte quella che siamo stati in grado di raggiungere depositando la proteina su altri tipi di metalli, e produce anche un modesto aumento di tensione”.

E ha poi aggiunto, nella speranza di poter proseguire la ricerca e impiegare materiali che non danneggino l’ecosistema: “Se siamo in grado di continuare il nostro attuale percorso, potremmo aumentare i livelli di tensione e di corrente, raggiungendo le prestazioni degli altri tipi di moduli fotovoltaici in tre anni”.

Un progetto ambizioso, ma che, per le sue qualità, ha già ottenuto un proficuo finanziamento dall’Environmental Protection Agency, che l’ha concesso senza esitazioni al collaboratore della ricerca Kane Jennings. 

Jennings ha già promesso che cercherà di sviluppare un nuovo prototipo insieme al gruppo di studenti di ingegneria che nel mese di Aprile aveva vinto il premio del National Sustainable Design Expo per la creazione di un pannello solare.

Secondo le stime il nuovo pannello solare dovrebbe avere un potenziale straordinario: 60 centimetri quadrati di superficie per 100 milliAmpere sotto una tensione di 1 Volt. In pratica, l’energia sufficiente ad alimentare diversi tipi di dispositivi elettrici si concentrerebbe in uno spazio minimo ed ecologico.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Advanced Materials e, come previsto, è già stata depositata la richiesta di brevetto, un atto utile che salvaguarderebbe le proprietà intellettuali degli inventori e l’invenzione stessa.

Da oggi, dunque, gli spinaci non saranno più unicamente sulle nostre tavole ma – metonimicamente – anche sui nostri tetti.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy