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24 settembre 2012

Grado di allerta elevato per gli studenti borsisti: una diffida per salvaguardarli

Una prima diffida all’ente Laziodisu, seguita da una seconda nei confronti della Regione Lazio, è sembrata l’unica via possibile per offrire adeguata tutela alle aspettative degli studenti destinatari delle borse di studio, la cui erogazione è avvenuta in ritardo con conseguenti danni.

L’articolo 34 della Costituzione, comma III e IV, recita: “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso“.

Non è pensabile una palese mancanza di considerazione nei confronti degli studenti meritevoli nè tantomeno si può rischiare che un siffatto atteggiamento si reiteri nel tempo: un diritto sancito dalla Costituzione, come è quello in oggetto, deve essere rispettato.

I ritardi della Regione e dell’Ente per il diritto allo studio, infatti, hanno comportato serie difficoltà per molti studenti che, nell’attesa di ricevere un proprio diritto, la borsa di studio, stentavano ad arrivare alla fine del mese.

Per tale motivo, l’Unione degli universitari per il tramite del loro legale, l’Avv. Michele Bonetti, insieme all’associazione Ricomincio dagli studenti, chiederanno alla Regione un risarcimento per ogni studente vittima del predetto ritardo nell’erogazione della borsa di studio nonché le dimissioni della giunta Polverini.

Michele Orezzi, Coordinatore Nazionale dell’UDU, sottolinea lo scopo dell’azione compiuta: «Questo atto è fatto per tutelare gli studenti borsisti in futuro: con una diffida pendente speriamo che non ci rivivano le situazioni di questo anno accademico, con borse di studio erogate a distanza di mesi, ritardo che ha causato mille difficoltà agli studenti che non possono aver contato su un loro diritto sancito da Costituzione».

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