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28 settembre 2012

Studente? Occhio alla pensione!

Il ritornello lo conoscono a menadito anche i sassi: non c’è futuro per neolaureati et similia in un paese di vecchi, per vecchi e governato da vecchi.

E allora, belli di papà, perché non tagliare la testa al toro e premunirvi (ahimè, premunirci) nell’attesa che la terza età sopraggiunga inesorabile?

Scherzi a parte, c’è chi il problema se lo pone con una certa urgenza. Come l’ateneo Ca’ Foscari di Venezia, che ha scelto di ragionare sulla lunga distanza al punto da ideare uno “sportello pensioni” ad hoc per i suoi iscritti.

Infofuturo” è un’iniziativa rivolta a quegli studenti intenzionati sin d’ora a mettere qualche puntino sulle i per quel che concerne un avvenire mai troppo remoto. Già, perché in un panorama talmente incerto e aleatorio da impedirci di sapere cosa ci accadrà dall’oggi al domani, figurarsi quanto può risultare importante acquisire anche solo un briciolo di consapevolezza sulle nostre prospettive.

Ma in realtà i più diretti interessati sono i giovani che a quel futuro neppure ci pensano, perché non ne hanno il tempo o si ritrovano la mente occupata da dilemmi più a breve termine, ad esempio come buscarsi la pagnotta una volta messo il naso fuori dall’università.

Ciò di cui questi ragazzi hanno bisogno, e qui occorre ripetersi fino alla nausea, non sono nient’altro che delle risposte. Ed è proprio ciò che il nuovo sportello di Ca’ Foscari, nato in collaborazione con “Solidarietà Veneto Fondo Pensione” e presentato nell’ambito della Giornata nazionale della Previdenza, intende fornire.

In breve, una buona infarinatura (con tanto di kit “previdenza facile” da ritirare allo sportello) per iniziare a “farsi due spalle così” ed imparare a camminare con le proprie gambe. È quanto sottintende il Rettore Carraro: “Lo sviluppo demografico ha reso necessaria la ridefinizione del sistema pensionistico e ha segnato il progressivo spostamento delle responsabilità dallo Stato all’individuo”.

Le parole chiave sono due: previdenza e programmazione. Per giocare d’anticipo e, soprattutto, non farsi fregare. Poiché se il rischio è sempre più quello di ritrovarsi a 70 anni con la necessità di continuare a lavorare o, peggio, con una pensione misera in tasca (si ricordi che l’importo per le pensioni contributive calerà fino al 50-60% dell’ultimo stipendio), è meglio saperlo prima; e se possibile, farsi un’idea di come pararsi il fondoschiena.

Per tutti gli interessati, lo sportello sarà aperto una volta al mese fino a dicembre presso il campus di San Giobbe. Dal nome stesso, “Infofuturo”, trapela un monito cristallino: non è mai troppo presto per guardare avanti, persino a ciò che ci aspetta “solo” fra una quarantina d’anni o poco più.

L’essenziale è arrivarci preparati, di modo che dentiere e cateteri rimangano gli unici effetti collaterali dell’età che avanza.

 

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