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22 ottobre 2012

Minaccia al Diritto di formazione: Ruggi-Unisa verso l’AOU?

 

Tavola Rotonda, Studenti, Rettore Pasquino, Sindaco De Luca. La Regione Tace.

Sono state settimane di fuoco quelle che hanno interessato e che tuttora interesseranno gli studenti e i docenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Salerno in merito alla costituzione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria.

 

Ma cosa è successo precisamente in questi giorni?

Grazie al blog medicinterrottiunisa abbiamo potuto capire come il tutto abbia avuto inizio con la nomina, da parte del Presidente Stefano Caldoro, della dott.ssa Elvira Lenzi al timone della direzione generale dell’Azienda Ospedaliera S. Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno.

Di lì a poco non sono mancate le reazioni del Rettore Raimondo Pasquino, che dichiarando di “essere stato tenuto fuori dalla decisione che richiedeva per norma il suo consulto”. Si tratta infatti, continua il Rettore Pasquino, della creazione di un’azienda ospedaliera universitaria. Il Rettore dell’Università degli studi di Salerno è ricorso al TAR, che si riunirà solo verso la metà di dicembre per decidere sul da farsi.

Fino a qui niente di nuovo ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la decisione da parte del Direttore Generale, Elvira Lenzi, di sospendere le lezioni in ospedale negando ai docenti e agli studenti il completo esercizio del diritto allo studio e alla formazione dei futuri medici. Nel giro di pochi giorni gli studenti hanno deciso di farsi sentire convocando lo stato di agitazione.

In una nota apparsa in questi giorni sul sito dell’ateneo salernitano si legge come:

i docenti esprimono all’unanimità il proprio incondizionato appoggio alle motivazioni di tale protesta. In particolare, sottolineando la necessità di garantire l’attuazione di tutte le attività teoriche e pratiche indispensabile alla completa e corretta formazione del medico-chirurgo e delle altre figure professionali dell’area sanitaria”.

A ciò è da aggiungere il parere di alcuni studenti di medicina in merito alla questione:

“Questa situazione –racconta Pasquale Marra, studente del III anno di Medicina e Chirurgia dell’Unisa – mi lascia deluso e sconfortato nei confronti delle istituzioni che dovrebbero tutelare i miei diritti e garantire trasparenza d’azione e invece mettono a serio repentaglio il mio futuro e la mia formazione. Personalmente attribuisco maggiori responsabilità ad alcuni rappresentanti politici di questa regione, e più in grande di questo Paese, che non danno la giusta e doverosa importanza al tema dell’istruzione e dell’università, assecondandolo a meri giochi di potere. Nell’immediato credo sia giusto continuare la protesta, in accordo e in unione con i miei colleghi futuri medici, fin quando non ci vengano riconosciuti quelli che sono solo i nostri diritti.”

In merito a questa situazione si era già espresso un altro studente della facoltà di Medicina e Chirurgia, Fortunato, che aveva rilasciato ieri un’intervista a Controcampus.

17 Ottobre, in redazione giunge l’ennesima denuncia anonima di uno studente di Medicina, che ci chiede di fare chiarezza sulla vicenda. Per capire qualcosa in più e dare agli studenti e ai lettori una visione complessiva della situazione abbiamo raggiunto il Rettore dell’Università degli Studi di Salerno, Raimondo Pasquino e il Sindaco del Comune di Salerno, Vincenzo De Luca. L’inchiesta ci ha portato anche in quel della Regione Campania, dove al contrario rispetto ai primi abbiamo trovato una totale chiusura da parte degli organi e consiglieri competenti.

 

Rettore Pasquino, perché questa firma tarda ad arrivare e a chi è possibile attribuire la colpa?

Il 7 ottobre dell’anno scorso il Ministero della Salute ha fatto delle osservazioni al protocollo firmato dal presidente Caldoro e dal Rettore. Nel rispondere a queste osservazioni la Regione, poiché precisiamo, l’interlocutore con il Ministero è sempre la Regione e non l’Università degli Studi di Salerno, è andata oltre alle richieste di chiarimento espresse precedentemente, di conseguenza il Ministero della Salute, il 15 marzo scorso, ha ampliato le poche osservazioni espresse in precedenza con molte osservazioni a cui la Regione, ad oggi, non ha ancora risposto.

Dopo la denuncia fatta lunedì scorso, come deciderà di intervenire per far si che questo accordo venga firmato al più presto, al fine di dare agli studenti la dimostrazione che il Rettore è davvero dalla parte degli studenti e non dei giochi politici, cosa che viene sostenuta da qualcuno?

Bisogna chiarire una cosa che il Rettore non è un politico ma in primis è il Rettore dell’Università degli Studi di Salerno, che ha combattuto per ottenere la facoltà di medicina che ad oggi rappresenta un fiore all’occhiello in Campania e vuole garantire le migliori condizioni agli studenti e ai professori. Io sono prima di tutto il Rettore dell’Università degli studi di Salerno e poi sono il presidente del Consiglio Comunale di Napoli che sono 2 cose totalmente separate e gli studenti lo sanno perché se ci sono ostacoli su questo obiettivo il Rettore lavora per eliminarli. I giochi politici non riguardano l’Università. L’Università è fuori dai giochi politici. Qualcuno la responsabilità politica ce l’ha, ma vuole cercare di allontanarla su qualcun’altro. Lo possono pure fare ma senza inserire il Rettore. La dimostrazione è presente nell’articolo apparso su “Il Roma” dove si dice chiaramente che La manager Lenzi chiede garanzie a Caldoro, questo a testimonianza che il problema è tra la Lenzi e Caldoro e non tra la Lenzi e l’Unisa inoltre – conclude il Magnifico – il Tar di Salerno accoglie il ricorso. Lo traduco: il Tar di Salerno attesta, documenta e certifica che l’Unisa ha pieno titolo di esserci nell’ospedale”.

Anche il Sindaco De Luca è dalla parte dell’ateneo salernitano e non perde tempo a dare la colpa ad una mancanza di comunicazione tra le parti che in questi casi è di vitale importanza per far sì che le decisioni vengano prese nel rispetto di tutti.

Sindaco De Luca, perché questa firma tarda ad arrivare a chi è possibile attribuire la colpa?

Desidero iniziare col dire che sono pienamente solidale con gli studenti e i docenti dell’ateneo salernitano, che sono stai trascinati ingiustamente in vicenda che sta creando incertezze e danneggiamenti d’immagine sia dell’Università degli Studi di Salerno che della Provincia di Salerno e spero soltanto che questa situazione finisca il prima possibile.

In merito alle cause di questa situazione posso affermare con certezza che si sia commesso un errore grave da parte dell’asl, specialmente di stile, perché quando si prendono decisioni del genere, che interessano la collettività, bisogna dialogare insieme per trovare preventivamente soluzioni. Cosa che purtroppo non è stata fatta.

La strada che il Tar ha disposto di seguire con la sentenza dello scorso giovedì si potrà seguire solo se l’Asl la segue come richiesto, poiché purtroppo ho avuto modo di apprendere i commenti di alcuni dipendenti dell’Asl che mi hanno davvero lasciato esterrefatto. Commentavano di come dovendo scegliere tra i servizi alla persona e sanitari e i servizi concernenti l’istruzione didattica e quindi la formazione dei futuri medici privilegiavano i primi ai secondi. Questa è un’affermazione palesemente stupida in quanto sappiamo che i servizi alla persona e sanitari e quelli che riguardano l’istruzione didattica sono capitoli finanziari completamente diversi.

Un suo pensiero sulla situazione che si è venuta a creare?

La considerazione che mi sento di fare in questo momento è che oltre al rinnovare la mia vicinanza alle persone coinvolte, nel caso la situazione in essere non si chiarisse convocheremo le parti interessate prendendo iniziative autonome in consiglio comunale per arrivare a prendere una decisione giusta al fine di garantire una volta per tutte la possibilità ai docenti di formare e agli studenti la giusta formazione in campo medico-chirurgico.
Nel frattempo, come ha dichiarato il Rettore nell’intervista, il TAR ha accettato il ricorso in merito alla sospensione illegittima delle lezioni disponendo la ripresa immediata e continuativa delle stesse che riprenderanno martedì 23 ottobre. Ma non solo come ci spiega lo studente Pasquale Marra: “c’è stata una svolta positiva della vicenda, in quanto il decreto che determinerà la trasformazione del Ruggi in AOU è stato mandato a Roma per essere vagliato. Inoltre a quanto pare circa una ventina di professori saranno a breve contrattualizzati dall’ospedale”.

Una grande conquista per studenti, docenti e ateneo che non si fermeranno qui ma andranno fino in fondo. Infatti, le proteste e lo stato di agitazione continuerà: “oggi,- spiega il dott. Renato Pascale, laureato in Medicina e Chirurgia lo scorso 16 luglio- studenti e docenti si riuniranno in un corteo di protesta, che partirà dalla stazione alle ore 9, al fine di sensibilizzare la Cittadinanza tutta e gli studenti dell’Ateneo Salernitano all’approvazione del decreto”.

A questo punto non ci resta che sperare nella risoluzione repentina di questa situazione che non solo minaccia la credibilità delle istituzioni e delle agenzie di formazione, in questo caso l’Università degli Studi di Salerno, ma provocherà una più che giusta fuga di cervelli che invece di mettere a disposizione le loro potenzialità per il loro territorio, sono costretti a decidere di formarsi altrove e lasciare le loro terre, stanchi di continui problemi creati da promesse che nel corso degli anni non verranno mantenute.

Ma questa volta tutto questo non dovrà succedere perché il polo medico dell’Università degli Studi di Salerno ha pieno diritto ad esistere e con esso hanno pieno diritto ad esistere validi professori che formeranno i validi medici del domani.

 Dora Della Sala

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