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8 ottobre 2012

Il laboratorio – diretto da un italiano – dove si fabbricano Buchi Neri

 È un progetto da 2,35 milioni di sterline quello che vede coinvolto un modesto laboratorio di Edimburgo che tenterà di simulare i buchi neri gravitazionali.

Il buco nero è una regione dello spazio con un elevatissima attrazione gravitazionale a cui nulla può sfuggire; molti studiosi ritengono che ne siamo presenti anche nella Via Lattea.

Inizialmente si pensava che anche la luce non avesse scampo e fosse completamente  trattenuta dai “mostri celesti”.

Il primo a cambiare le carte in tavola e a dissentire da questa affermazione fu il famoso scienziato Stephen Hawking, criticato duramente dalla comunità scientifica la quale dovette poi prostrarsi alle sue idee, quando un team di ricercatori, guidati dal Prof. Daniele Faccio, provò che Hawking aveva ragione.

E sarà proprio lo stesso Daniele Faccio a capo del progetto della Heriot-Watt University, che vedrà gli scienziati tentare di imitare il comportamento dei buchi neri.

Faccio, dopo essersi laureato in Fisica all‘Università di Milano, ha deciso di proseguire gli studi all’estero conseguendo un dottorato di ricerca in Fisica a Nizza, scegliendo il settore delle telecomunicazioni ottiche, lavorando poi per la Pirelli Labs e Corning, e diventando infine Assistant Professor presso l‘Università degli Studi dell’Insubria a Como, impegnandosi  nello studio della luce attraverso i buchi neri.

Gli scienziati dell’università scozzese produrranno impulsi laser la cui energia sarà calcolata in migliaia di miliardi di watt; solo così riusciranno a ricreare la stessa struttura spazio-temporale tipica di  un buco nero, che nella realtà è generato dal collasso di una stella , cosa difficile da ricreare in un laboratorio.

La ricerca è stata finanziata dal Consiglio Europeo della ricerca che mira ad esplorare nuovi settori della Fisica Quantistica e contribuire a svelare i tanti misteri che riguardano l’Universo e leggi fisiche che lo governano.

 

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