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20 ottobre 2012

La storia di Anna: da Fisciano a Londra dopo la laurea

Esame di Stato per Avvocato
La storia di Anna

La storia di Anna

Questa è la La storia di Anna, studentessa che come molti altri giovani italiani sopraffatti dalla crisi morale ed economica per far valere i suoi diritti a deciso di andar via!

Via dal’incertezza, via da quell’aria pesante e sacrificata che si respira nella penisola Italiana.

Un esercito di oltre 30.000 giovani ogni anno emigra in cerca di lavoro. Pochi però quelli che effettivamente riescono a trovare una strada, a farsi spazio in una nuova cultura, a gestire una nuova lingua e a trovare un lavoro e degli alloggi dignitosi ed efficienti.

E’ per questo che oggi proponiamo la storia di Anna, dottoressa in Lingue e culture straniere presso l’Università degli Studi di Salerno, che non appena conseguito il diploma di laurea, è fuggita nel Regno Unito, coronando il sogno di una vita.

Ma allo stesso tempo non si è trattato di una scelta facile da intraprendere per una giovane 22 enne cresciuta nel calore di una famiglia unita e nell’umiltà di un piccolo paese campano.

La storia di Anna che ha scelto Londra per la realizzazione dei propri obbiettivi

Anna, perchè hai scelto Londra come meta della tua realizzazione post-laurea?

Sono sempre stata attratta dalla cultura inglese. Già alle scuole medie scelsi una sezione di studio che mirava ad una maggiore conoscenza delle lingue. E cosi anche di fronte alla scelta del liceo e della facoltà universitaria non ho avuto dubbi. Non so esattamente cosa abbia scaturito questa passione verso le realtà straniere. Forse la voglia di esplorare il mondo e di vedere posti diversi e nuovi, una possibilità che economicamente la mia famiglia non si è mai potuta concedere.

Avendo sostenuto una tesi in lingua inglese su “Il Black English tra Lingua, Cultura e Musica” , due anni fa scelsi di prendere il primo volo per Londra,a pochi giorni dalla seduta di laurea, di trovare casa, completare gli studi specialistici nella capitale Bretone e di mischiarmi nella frenetica multiculturalità di quel paese che tanto adoravo!

E’ stato difficile trovare una sistemazione? E quanto ti ha avvantaggiato aver studiato per anni questa lingua straniera?

I primi mesi a Londra non sono stati per niente semplici. Confermo ciò che tutti dicono: una lingua si impara sul posto. La velocità, i termini del gergo giovanile, ho imparato a gestirli e conoscerli solo col tempo. All’inizio ero impacciata e spesso facevano difficoltà a capirmi . Si è trattato di una dura gavetta per abituarmi a pensare in italiano e a parlare in inglese. Oggi, dopo due anni, penso e parlo inglese.

Per quanto riguarda la sistemazione, ho trovato una stanza a pochi minuti dal centro della metropoli. Convivere con persone sconosciute e con altre abitudini e stili di vita è stato un altro scoglio da affrontare. Oggi grazie all’impegno e ai sacrifici divido una casa tutta mia con una collega di origini ceche.

La storia di Anna dal dopo laurea alla ricerca del lavoro

Dunque hai trovato un lavoro? E per quanto riguarda gli studi magistrali?

Si. Sono stata assunta in un negozio sito ad Oxford Street, la catena di calzature Russell e Bromley,nel giro di un paio di mesi dal mio approdo in Gran Bretagna. E non sono più andata via! Sono ben stipendiata ed autosufficiente. Ma per quanto riguarda gli studi ho dovuto rinunciarci. Ambientatami e avendo fatta mia la pronuncia e la lingua ho tenuto più colloqui presso una serie di atenei londinesi. Ma i costi, la rigidità delle frequenze e delle sessioni d’esame, l’inesistenza del fuoricorsismo che mi sarei concessa per motivi lavorativi, mi hanno frenata.

Se potessi tornare indietro continueresti i tuoi studi specialistici, o sceglieresti ancora mille volte il tuo umile lavoro e la tua indipendenza?

Non nascondo che il mio impiego comincia a starmi stretto. Ho studiato con costanza e passione, laureandomi con un ottimo punteggio. Ma una laurea triennale oggi come oggi ha poco più valore di un diploma. E nonostante ora non sia seduta dietro una scrivania ma mi divincolo stanca tra uno scaffale del magazzino e l’ altro, ammirare ogni giorno la maestosità del Big Bag, passeggiare nei parchi immensi e pieni di scoiattoli, tra un caffè da Starbucks con gli amici e una passeggiata in prospettiva del Tamigi, mi fa sentire viva in un sogno, un sogno diventato realtà.

L’intervista ad Anna è dunque un invito ad osare, a mirare in alto, a non basare la propria vita su un pezzo di carta o sulle aspettative che gli altri hanno per noi. Il nostro destino non è nelle mani dei nostri professori, ne dei nostri ministri. Il destino è nelle nostre mani, costruiamolo.

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