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4 ottobre 2012

L’Istat studia la scuola: cambiamenti in corso

La scuola italiana sta cambiando. E’ quanto è emerso da alcuni studi recentemente condotti dall’Istat, l’Istituto Nazionale di statistica.

I cambiamenti riguarderebbero cinque parametri studiati attraverso i sondaggi.

Il primo dato emerso si riferisce alla percentuale degli alunni stranieri presenti nelle scuole italiane. La ricerca, denominata “La scuola e le attività educative”, ha mostrato un aumento degli studenti stranieri nelle scuole. Si calcola che il 59,3% degli studenti italiani abbia almeno un compagno di classe straniero, contro il 54,8% del 2008. Tale fenomeno risulta molto accentuato nel Centro – Nord ( circa il 78%), rispetto al Sud e alle isole, dove si registra soltanto un 33% .

Il secondo aspetto esaminato è il fattore intelligenza, che premia il gentil sesso. Secondo le indagini, infatti, le ragazze sembrerebbero più predisposte allo studio. Lo confermano gli ottimi risultati riportati durante gli anni scolastici, che vedono il 38,3% delle donne schierarsi contro il 24,9% degli uomini, i quali ricorrono più frequentemente al doposcuola e alle ripetizioni soprattutto nelle scuole superiori. Donne più brave degli uomini, dunque. Un vecchio luogo comune che viene riconfermato dall’Istat.

Per quanto riguarda la frequenza dei corsi organizzati dalle scuole, i ragazzi preferiscono lo sport (si stima il 63,4% degli studenti), mentre le ragazze prediligono l’arte, quindi corsi di canto, di pittura, recitazione e giornalismo, caratterizzati tutti da una maggiore percentuale delle frequentanti.

L’unico riscontro negativo della ricerca è dato dalla frequenza al nido, in cui si registra una bassa scolarizzazione dei neonati dovuto a un atteggiamento diffidente da parte dei genitori nel lasciare i piccoli all’asilo. Si calcola che soltanto il 18,7% dei bambini fra gli 0 e i 2 anni frequenta un nido pubblico o privato, contro il restante 79,3%, che resta a tutela dei parenti.

Tuttavia, i bambini fra i 3 e i 5 anni frequentano regolarmente l’asilo nido, considerato dai genitori il luogo ideale per l’apprendimento e l’educazione dei loro piccoli, durante le ore di lavoro dei genitori. Anche questo fenomeno è molto più diffuso al Nord con il 27,1%, contro il 13,5% delle isole e il 7,6% al Sud.

 

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