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29 ottobre 2012

Unisa, caso TFR: la UIL annuncia accordo, la CISL più cauta

Ancora non si placano le polemiche intorno alla sentenza emessa dalla Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la trattenuta del 2,5% sul Trattamento di Fine Rapporto (TFR) operata dalle Amministrazioni pubbliche nel periodo che va dal gennaio 2011 fino al mese di ottobre 2012.

Come detto nell’articolo della settimana scorsa, questa trattenuta è stata effettuata illegittimamente, perché nel 2010 il Parlamento ha emanato una legge (la n. 122) che, introducendo nuove modalità nel computare i trattamenti di fine servizi, andava automaticamente a disapplicare il sistema di calcolo vigente fino a quel momento, che permetteva alle Amministrazioni di rivalersi sui suoi dipendenti del 2,5% sul TFR spettante ad essi.

Da martedì scorso la situazione si è evoluta, ma una definizione della questione sembra ancora lontana. Ma andiamo con ordine.

Giovedì 25 ottobre, Antonio Trivelli Segretario della UIL all’interno dell’Università di Salerno diffonde un comunicato nel quale afferma che, nella riunione del Cda dell’Ateneo salernitano, ha presentato un intervento nel quale si chiede l’impegno del Rettore Raimondo Pasquino e dell’intero CdA a restituire le ingiuste trattenute del 2,5%.

Il Magnifico Rettore Raimondo Pasquino avrebbe accolto la richiesta e avrebbe dato mandato al Direttore Amministrativo Giuseppe Paduano di predisporre ogni atto necessario per procedere alla soluzione del problema entro il 31 dicembre 2012.

In più si aggiunge che il personale non ha necessità di proporre ricorso alcuno, perché la restituzione delle trattenute per le ultime 22 mensilità è ormai cosa certa.

Insomma, sembrerebbe tutto risolto. Ma purtroppo per il personale tecnico-amministrativo e per i docenti dell’Università di Salerno non è così.

Infatti, ci mettiamo in contatto con Pasquale Passamano, Segretario della CISL, la sigla sindacale che conta più iscritti tra i lavoratori dell’Università di Salerno.

Sig. Passamano, ha letto il comunicato della UIL?

Sì, ho saputo, ma la situazione è ben diversa da quella che la UIL vorrebbe far apparire da questo comunicato.

La UIL parla di accordo raggiunto con Rettore Raimondo Pasquino e col Direttore Amministrativo Giuseppe Paduano. La restituzione delle trattenute sarebbe cosa certa!

All’interno del Consiglio di Amministrazione il Direttore Amministrativo alla luce delle istanze sindacali si è impegnato a definire la soluzione entro la fine del 2012. Quindi, con definizione della soluzione non si intende assolutamente restituzione delle trattenute.

Quindi, definire la soluzione può significare anche ricercare le modalità idonee par la restituzione delle trattenute?

Certo, queste trattenute potranno essere restituite in vari modi, anche in modo dilazionato.

Sa dirci più o meno quanto l’Amministrazione dovrà restituire ad un dipendente medio?

Allora, per quanto riguarda il personale tecnico amministrativo siamo intorno agli 800 € lordi, mentre per quanto riguarda i docenti circa 2000 € lordi.

La CISL sta continuando le azioni intraprese qualche giorno fa dal punto di vista giuridico?

Sì, con l’Avvocato Galotto stiamo continuando a preparare i ricorsi per i nostri iscritti. Quindi, grande determinazione nel percorrere il canale giuridico, ma ci stiamo attivando anche da un punto di vista politico, per trovare una soluzione più a breve termine.

Ringraziamo nuovamente Passamano, ma le notizie non terminano qui.

E’ di poche ore fa un altra notizia della UIL, che annuncia l’intenzione del Consiglio dei Ministri di approvare un decreto legge che andrebbe a ripristinare la disciplina del trattamento di fine servizio (TFS) per il personale interessato alla recente sentenza n.223 della Corte Costituzionale.

Questa sarebbe una scelta contraddittoria perché allontanerebbe la parità di trattamento del lavoro pubblico con quello privato, senza parlare del nuovo maggiore debito che verrà consegnato alla generazioni future. E, in questo caso,  sempre secondo quanto dichiara Trivelli della UIL si renderebbe ancora più inutile presentare ricorso.

Anche la CGIL e la USB (Unione Sindacale di Base) affermano che sembra probabile che il Governo decida di tornare al TFS, quindi si continuerà a pagare la ritenuta del 2,5% e che nulla cambierà dal dicembre 2010.

E la CGIL in particolare, rivendica il fatto di essere stata l&”8217;unica sigla sindacale a far notare in tempi non sospetti che col passaggio dal TFS a TFR, non ci sarebbero stati rilevanti risparmi per lo Stato, ma solo buonuscite ridotte.

Sull’intera vicenda abbiamo sentito anche il personale del’amministrazione dell’Università degli studi di Salerno, direttamente coinvolti e interessati.

Fiorella Morello, (personale Unisa iscritta Cisl &”8211; Rappresentante Consulta del Personale)

Cosa ne pensi della trattenuta del 2,5% sul TFR

Vista la situazione di confusione creata dalle e-mail ripetute e diverse, sarebbe stato più opportuno avere un’unica strategia di azione per tutto il personale dell’Ateneo a prescindere dalle sigle sindacali di appartenenza.

Cosa consigli di fare ai tuoi colleghi in merito alla vicenda?

La Cisl ha offerto la possibilità a TUTTI, gratuitamente, di predisporre un ricorso (o anche solo una diffida) in tempi brevi per cercare di recuperare tempestivamente quanto spetta al personale. E’ stato logico quindi per gli iscritti e i simpatizzanti affidarsi al legale scelto dal sindacato che valuterà, alla luce dei nuovi decreti, la soluzione attualmente migliore vista la rapidità dei cambiamenti normativi.

Tania Maio, (personale Unisa iscritta Cgil Rappresentante delegata Rsu)

Cosa ne pensi della trattenuta del 2,5% sul TFR

Negli ultimi giorni si sono succedute diverse notizie e diverse prese di posizione riguardo alla strategia da intraprendere per assicurarci la restituzione della trattenuta incriminata”. Sarebbe stato di certo auspicabile proporre una linea comune da seguire tutti insieme, e questo poteva avvenire solo una volta chiarita la posizione che il Governo avrebbe voluto assumere.

Cosa consigli di fare ai tuoi colleghi in merito alla vicenda?

Alla luce delle ultime notizie e del decreto legge varato risulta allo stato attuale, inutile intraprendere un ricorso in quanto sembrerebbe che i rimborsi e le liquidazioni spettino a tutti i dipendenti interessati. In ogni caso il mio consiglio è quello di attendere ulteriori sviluppi (abbiamo infatti cinque anni a disposizione per chiedere il rimborso) e seguire poi le indicazioni che i nostri sindacati vorranno darci.

Insomma, questa vicenda della restituzione delle trattenute si preannuncia abbastanza lunga.

Noi della Redazione Controcampus non possiamo fare altro che darvi un’informazione il più dettagliata possibile attraverso le voci dei diretti interessati.

 

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