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23 ottobre 2012

TFR: Incostituzionale la trattenuta del 2,5% su dei dipendenti pubblici!

I sindacati sul TFR
I sindacati sul TFR

I sindacati sul TFR

Pochi giorni fa la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la trattenuta del 2,5% operata dalle diverse Amministrazioni sulle liquidazioni (TFS  TFR) dei dipendenti pubblici, dopo che la questione fu sollevata da più sigle sindacali già la scorsa primavera, in seguito ad una sentenza emessa dal Tar della Calabria.

Ma vediamo da un punto di vista giuridico come si è giunti a questa decisione.

La Legge n. 122 del 2010 prescrive che il computo dei trattamenti di fine servizio per i lavoratori alle dipendenze delle pubbliche Amministrazioni, avvenga secondo la disciplina dettata dall’articolo 2120 del Codice Civile – sommando, quindi, per ciascun anno di servizio una quota pari e comunque non superiore all’importo della retribuzione dovuta per l’anno stesso divisa per 13,5  con l’applicazione di un’aliquota del 6,91% sull’intera retribuzione.

Tutto questo implica che a partire dall’inizio del 2011 si sarebbe dovuto disapplicare il sistema di calcolo che era in vigore in precedenza, il quale stabiliva una contribuzione complessiva del 9,60% sull’ 80% della retribuzione, e prevedeva una rivalsa sul dipendente del 2,5%, che con la nuova legge non è più dovuta.

Però, le Amministrazioni hanno continuato ad operare le trattenute TFR del 2,5% dall’inizio del 2011 fino ad oggi, snobbando le novità legislative introdotte, determinando quindi una evidente disparità di trattamento col settore privato ed una indebita trattenuta.

L’impatto della sentenza della Corte Costituzionale, riferita all’intera platea del pubblico impiego, è di poco meno di 4 miliardi di Euro, una cifra non da poco.

Questo è quanto accaduto dal punto di vista normativo.

Intanto, presso l’Università degli Studi di Salerno, nella giornata di martedì 22 ottobre, abbiamo incontrato i rappresentanti locali delle 3 principali sigle sindacali CISL, UIL, CGIL che ci hanno spiegato cosa intendono fare per far sì che i dipendenti dell&”8217;università possano riavere queste somme di denaro.

La CISL è l’organismo sindacale più attivo in queste ore presso l’Ateneo salernitano, anche perché circa l’80% delle persone che lavorano all’Università di Salerno è iscritto a questo Sindacato.

Martedì mattina già stato un incontro a cui hanno partecipato il Segretario della CISL locale Pasquale Passamano, il legale della sigla sindacale Gaetano Galotto e un cospicuo numero di dipendenti pubblici.

Il punto dei sindacati sul TFR trattenuta del 2,5% su dei dipendenti pubblici!

Al termine riusciamo a parlare con Passamano della questione TFR.

Allora Segretario, il suo Sindacato ha scelto la via del ricorso per recuperare le somme trattenute, mentre le altre 2 sigle sindacali maggiori hanno scelto la strada della diffida. Non sarebbe stato opportuno giungere ad una strategia comune in modo da rafforzare la vostra richiesta?

Sicuramente sì, ci abbiamo provato a raggiungere un accordo comune, ma comunque esistono tante altre sigle sindacali magari meno conosciute che hanno seguito la nostra linea e quindi proponendo ai loro iscritti la predisposizione dei ricorsi per recuperare le somme trattenute dal primo gennaio 2011 al 31 ottobre 2012.

Una volta tanto l’unione sindacale non avrebbe fatto male.

Ma guardi che con la mera diffida non otterranno grossi risultati, quindi sono certo che tra qualche settimana anche UIL e CGIL predisporranno ricorsi per il recupero delle somme. Noi della CISL, se permette, abbiamo una responsabilità maggiore, perché rappresentiamo circa l’80% dei dipendenti che lavorano presso quest’università.

Differenze tra Sindacati che si evidenziano anche a livello nazionale, col Segretario CISL Bonanni accusato di essere troppo morbido col Governo.

Mah, io credo che soltanto sedendosi ad un tavolo comune con le altre parti sociali e col Governo si possano raggiungere degli accordi importanti, poi è chiaro che tutti i provvedimenti sono migliorabili, ma non credo che la soluzione ideale sia quella di sbattere i pugni sul tavolo e scendere in piazza a protestare sempre e comunque.

Riusciamo a scambiare 2 battute anche con l’Avv. Galotto circa la questione TFR.

Avvocato, la giusta retribuzione dei propri dipendenti dovrebbe rientrare nei principi che regolano le Amministrazioni e l’attività amministrativa, quindi una volta che la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 12 del Decreto Legge n. 78 del 2010 che riguarda la ritenuta del 2,5%, non ci sarebbe stato nemmeno bisogno di adire le vie legali.

Sì, se lo Stato, accortosi dell’errore commesso, avesse restituito ai lavoratori pubblici i circa 4 miliardi che ha trattenuto indebitamente in questi 22 mesi, non ci sarebbe bisogno di agire legalmente.

Sulle strategie da adottare, ha avuto contatti con i legali delle altre rappresentazioni sindacali?

Al momento no, ma credo che nei prossimi giorni si possa trovare una soluzione che sia in grado di unire tutte le rappresentazioni sindacali dell’Ateneo salernitano.

Ringraziamo il Segretario e il legale della Cisl e ci rechiamo negli uffici della UIL per parlare col Segretario locale Antonio Trivelli.

Segretario, ci parla di questa sentenza della Corte Costituzionale che ritiene illegittima la trattenuta del 2,5% sul TFR dei dipendenti pubblici e cosa avete intenzione di proporre ai vostri iscritti che lavorano qui all’università?

Innanzitutto, noi della UIL rivendichiamo il fatto di essere stati i primi a sollevare la questione dell’illegittimità della trattenuta. Abbiamo proposto ai nostri iscritti di presentare una diffida all’Amministrazione per chiedere la restituzione delle somme.

Perché la diffida, e non subito la proposizione del ricorso, come ha fatto la CISL, che è l’organismo che ha più iscritti all’interno dell’università?

Consideriamo la diffida un atto necessario per dire all’Amministrazione che non le è più concesso di trattenere il 2,5 sul TFR. Chiediamo inoltre un incontro con l&”8217;Amministrazione, affinché ci dica quale sarà la procedura che metterà in atto per la restituzione delle somme.

Passamano ha detto che non siete riusciti a trovare una linea comune tra tutti i Sindacati, ma è certo che tra pochi giorni vi adeguerete alle scelte che ha fatto la CISL, e quindi anche voi e la CGIL opterete per la via del ricorso.

Mi sorprende che l’amico Passamano dica queste cose, non mi risulta che ci siano stati incontri per stabilire una strategia difensiva comune. Di solito, ci si incontra, si parla e si decide, cosa che in questo caso non è ancora avvenuta. E poi noi non vogliamo creare allarmismi inutili, quindi vediamo che succede nei prossimi giorni.

Ringraziamo Trivelli per la disponibilità e ci rechiamo nella sede CGIL.

Ci viene comunicato che il Segretario Michele Pirone non è nel suo ufficio, e parliamo col suo sostituto Nicola Cirillo.

Sig. Cirillo, ha saputo della sentenza della Corte Costituzionale che dichiara l’illegittimità delle trattenute del 2,5 da parte dell’Amministrazione sul TFR dei lavoratori? Qual è la posizione del suo Sindacato?

Sì, la sentenza è giusta, sosteniamo da tempo che queste somme debbano essere restituite ai lavoratori, ma non sarà semplice, perché sono in totale circa 4 miliardi, 900 Euro lordi che spettano a ogni dipendente medio della P.A., e di fondi lo Stato ne ha ben pochi. L’Amministrazione dal prossimo novembre non potrà più detrarre questa quota dai nostri stipendi, mentre per ottenere la restituzione delle somme indebitamente versate per 22 mesi è opportuno proporre una diffida all’Amministrazione dell’Università di Salerno.

Quindi, proposizione di una diffida e no del ricorso.

Sì, con la diffida si fermano i tempi di prescrizione e poi non è a titolo oneroso. Certamente questa è una vicenda bifasica: la prima fase riguardava il blocco di questo prelievo indebito e l’abbiamo ottenuto, ora bisogna pensare alla fase della restituzione. Anche se qui c’è un problema di non poco conto.

Quale?

è un articolo di una legge emanata qualche anno fa che prevede che l’INPDAP, nel caso in cui acquisisca somme in modo indebito come in questo caso, non sia tenuto a restituirle. Quindi, si deve lavorare anche su questo.

La soluzione sarebbe quella di creare un tavolo con Governo, Sindacati e INPDAP (le cui funzioni dall’anno scorso sono state attribuite all’INPS)?

Sì, giungere ad un compromesso in modo che queste somme possano essere restituite ai lavoratori pubblici.

Certo che il suo Sindacato, almeno a livello nazionale, non sembra credere molto nei tavoli col Governo, visto che è subito pronto a scendere in piazza a protestare. E poi il giorno dopo la protesta piazzaiola cosa ottenete?

Questa tua considerazione può essere giusta, è chiaro che la CGIL ha una sua tradizione che non può mutare da un giorno all’altro. Però, è anche una questione mediatica, perché le assicuro che accanto alla protesta di piazza che è quella che emerge di più mediatica mente è anche dell’altro, un confronto continuo con le altre parti sociali e quando è possibile col Governo. E siamo noi per primi che dobbiamo far sì che anche quest’ultimo aspetto possa esternarsi con maggior forza, al di là del corteo nelle piazze che costituisce un po’ il nostro marchio di fabbrica.

Grazie anche a Nicola Cirillo.

Dopo aver parlato con i maggiori esponenti del mondo sindacale dell’Università di Salerno, crediamo che il problema reale sia emerso con maggior chiarezza. Noi di Controcampus continueremo a seguire questo caso e a proporvi la voce dei protagonisti.

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