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13 novembre 2012

La cura del cancro della prostata in un bicchiere di vino

Una ricerca dell’Università del Missouri ha rivelato una nuova molecola utile nella cura del cancro della prostata, il resveratrolo. Si tratta di un composto presente nell’uva e nel vino rosso.

Studi passati avevano già messo in evidenza gli effetti benefici di un buon bicchiere di vino, sia per la salute cardiovascolare che per la prevenzione dell’ictus.

Il cancro della prostata è tra le neoplasie più aggressive esistenti al mondo, dopo il cancro al polmone. La scoperta degli effeti del resveratrolo riaccende le speranze di trovare una cura efficace. Somministrando dosi sufficienti oggi questa molecola è in grado di aumentare notevolmente l’efficienza delle terapie usuali.

La ricerca è stata pubblicata su Journal of Andrology and Cancer Science.

Alcuni studi del passato avevano già dimostrato che il resveratrolo potesse rendere le cellule tumorali più sensibili alla chemioterapia, così il professore di oncologia chirurgica presso la Scuola di medicina, Michael Nicholl ha pensato di testare l’efficacia del composto anche nella radioterapia.

Generalmente, le cellule tumorali della prostata contengono livelli molto bassi di due proteine, perforina e granzyme B, che possono funzionare insieme per uccidere le cellule. L’assunzione del derivato dell’uva permette di attivare tali proteine rendendole così il nemico primo del tumore.

Il Dr.Nicholl ha scoperto che fino al 97 per cento delle cellule tumorali muoino inseguito alla somministrazione di risveratrolo, una percentuale molto più alta rispetto al risultato ottenuto mediante il trattamento con sola radioterapia.

Purtroppo le ricerche hanno messo in luce che le dosi necessarie ad ottenere effetti così sorprendenti spesso hanno gravi effetti collaterali.

Infatti non basta seguire un alimentazione ricca di alimenti, come vino e uva, poiché solo parte del risveratrolo raggiunge le cellule tumorali.

La ricerca medica –farmaceutica sta sviluppando un farmaco che consenta un efficacia sufficiente anche con dosi basse di risveratrolo. I primi risultati sono confortanti, presto cominceranno le sperimentazioni sugli animali.

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