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8 novembre 2012

Professioni sanitarie, anomalie nella prova per l’ammissione: l’opinione dell’Avv. Bonetti

Si è tenuto lo scorso 11 settembre il test per l’accesso ai corsi di laurea delle professioni sanitarie (fisioterapia, infermieristica, logopedia, etc.) di durata triennale.

Infatti, come noto, l’accesso ai corsi di laurea avviene, previo superamento di apposita prova – in base a quanto previsto dal D.M. 28 giugno 2012 n° 196 – e presenta il medesimo contenuto per tutto il territorio nazionale.

Il MIUR predispone il test composto di ottanta (80) quesiti su argomenti di Cultura generale e ragionamento logico, Biologia, Chimica, Fisica e Matematica formulati con cinque opzioni di risposta, tra cui il candidato deve individuare la soluzione corretta.

Quest’anno a Messina, a seguito della prova per l’ammissione al Corso di Laurea citato, i punteggi ottenuti dai candidati si sono rivelati molto buoni, forse anche troppo se si pensa agli scarsi risultati per coloro che hanno invece sostenuto il test nella stessa Università per la facoltà di Medicina, rispetto a Palermo e Catania. L’Ateneo non ha avvertito l’esigenza di approfondire alcunché.

La prova per l’ammissione, in realtà, era carente di ben tre plichi di concorso, oltre al fatto che un altro plico risultava semiaperto. Ciò che fa riflettere, però, non sono tali accadimenti di per sé ma il fatto che le citate anomalie non sono state approfondite.

Sul punto l’Avv. Michele Bonetti, intervistato, riferisce: <<l’omessa denuncia delle anomalie riscontrate alla Procura della Repubblica può essere indice di una volontà pressoché assente di effettuare gli opportuni accertamenti del caso>>. Precisa altresì: <<Infatti, il Rettore e La Commissione che hanno approvato gli atti si sono limitati ad una mera verbalizzazione dell’accaduto>>.

Le parole dell’Avv. Bonetti insinuano un dubbio, che l’attuale situazione possa configurarsi quale similare alla circostanza già verificatasi nel 2007 a Catanzaro, e che l’Avvocato non omette di ricordare: <<In tale circostanza ci si trovò ugualmente dinanzi a n. 3 plichi mancanti ed il fatto fu denunciato dal Rettore della Magna Graecia. A quel punto, con l’ausilio dei Ris di Messina, dopo tre anni fu scoperta una vera e propria organizzazione che riusciva a sottrarre in anticipo le domande del test e le metteva poi sul mercato>>.

I Ris di Messina, nelle indagini predette, esaminarono in primo luogo la sede dove era avvenuto il confezionamento dei plichi e l’accertamento della presenza di un sistema di controllo puntuale, accurato, costruito con efficaci sensori elettronici permise di abbandonare l’ipotesi di un riempimento erroneo di scatole e plichi e, di conseguenza, di spostarsi su altre piste.

Per tale motivo – dietro le segnalazioni presentate dagli studenti all’Unione degli Universitari – i legali dell’Udu, l’Avv. Bonetti e l’Avv. Santi Delia, stanno valutando di predisporre un ricorso collettivo per far fronte alla luce della casualità solo apparente inerente ai fatti descritti ed in cui si chieda l’ammissione con riserva al Corso di Laurea.

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