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12 novembre 2012

Raid vandalico alla scuola Giovanni Falcone di Palermo: parla il Preside Domenico Di Fatta

E’ successo un’altra volta: la scuola “Giovanni Falcone”, nel quartier Zen di Palermo, è stata di nuovo bersaglio di raid vandalici. Questo è l’ultimo di tante manifestazioni di violenza nei confronti di questa scuola. “Non se ne può più“.

In seguito a numerosi atti vandalici, inoltre, la scuola aveva ricevuto la visita, nel febbraio scorso, del Ministro della Pubblica Istruzione Francesco Profumo. Ma a niente è servito: la scuola continua a essere triste teatro di vandalismo gratuito e apparentemente senza motivo.

Sentiamo il Preside della scuola, Domenico Di Fatta.

Preside, che cosa è successo questa volta?

La situazione è insostenibile: stavolta se la sono presa sia con la segreteria che con la presidenza. In 2 anni abbiamo subito più di 30 raid vandalici, vi rendete conto? Hanno portato via di tutto. Hanno saccheggiato tutto ciò che era da saccheggiare. E, inoltre, non contenti, hanno cercato di distruggere materialmente ciò che era all’interno degli ambienti sia della presidenza che della segreteria”.

Qual è il suo commento?

Non ho parole, non so cosa dirvi. A questo punto, come dicevo anche ai miei colleghi, mi chiedo seriamente se abbia ancora un senso continuare a tenere aperto questa scuola, questo istituto. Ormai questa scuola è presa di mira, e stiamo pensando in che modo poter risolvere al meglio la situazione. Una soluzione potrebbe essere quella di spostare la scuola, con la speranza che qualcosa possa cambiare”.

Come si sente?

Sono dispiaciuto e molto amareggiato. Tutti lo siamo. C’è tanta delusione e tanta stanchezza, perché non riusciamo a capire quale possa essere la via d’uscita per far fronte a questa che ormai è un’emergenza scolastica. Ormai sono più volte che questa scuola è oggetto di raid vandalici di varia tipologia, e sinceramente non sappiamo come uscire da questa triste situazione”.

Insomma, avete capito: una situazione davvero insostenibile per questa scuola. Speriamo che questo raid vandalico sia l’ultimo, almeno in questo istituto, perché la sua chiusura sarebbe sinceramente una grande sconfitta, oltre che per la scuola stessa, anche per l’istruzione italiana in generale.

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