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29 novembre 2012

SSSUP: dalla sostenibilità finanziaria al giudizio dei cittadini

Pisa, 29 novembre. E’ un bersaglio a rendere evidente la valutazione dei sistemi sanitari di sette fra Regioni e Province autonome (Basilicata, Liguria, Marche, Province autonome di Bolzano e di Trento, Toscana, Umbria), i cui risultati per il 2011 e le principali oscillazioni rispetto al 2010 sono presentati o anticipati durante il convegno in programma per il 29 novembre a Genova presso il “Teatro della Gioventù”, promosso dal Laboratorio MeS, Management & Sanità, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dall’Agenzia Regionale Sanitaria della Regione Liguria. Non è un caso che sia stata scelta Genova per ospitare l’evento: la Liguria è stata la prima regione ad aderire al network per la valutazione del sistema sanitario messo a punto dal Laboratorio MeS e utilizzato fin dal 2004 per conto della Regione Toscana, con l’obiettivo di misurare le performance delle aziende sanitarie toscane.

Dopo la Liguria, il network si è esteso e, alle sette fra regioni e Province autonome, nel 2012 si è aggiunto il Veneto, i cui primi risultati saranno disponibili nel 2013. Oltre a presentare la valutazione del sistema ligure, il convegno di giovedì 29 è il pretesto per una riflessione a carattere generale, di valore nazionale, sulla misurazione e sulla valutazione per contribuire al miglioramento e per rendere più sostenibile il sistema sanitario, come ricorda Sabina Nuti, Direttore del Laboratorio MeS. “Sarebbe auspicabile che il Ministero della Salute, nella messa a punto del regolamento del ‘decreto Balduzzi’, in discussione in questi giorni al tavolo delle Regioni – sottolinea Sabina Nuti – possa prendere spunto dal lavoro compiuto dal ‘network’ per proporre anche a livello nazionale standard raggiungibili nel tempo e che spingano verso un processo di miglioramento continuo del sistema sanitario. Gli standard infatti per essere credibili devono essere sfidanti ma raggiungibili. Oggi, invece, nel regolamento in discussione al tavolo tra Ministero e Regioni – aggiunge Sabina Nuti – molti degli standard proposti sono nella pratica irraggiungibili nell’arco dei sei mesi previsti; questo rischia di essere interpretato dai cittadini come un indice di fallimento del sistema sanitario pubblico mentre sono soltanto errate le modalità gestionali proposte dal Ministero”.

Le Regioni e le Province autonome che hanno aderito al network si misurano e si confrontano su numerosi indicatori di qualità, di appropriatezza e di efficienza, avendo condiviso le fasce di valutazione, ovvero la definizione di ciò che è da considerare eccellente e ciò che è invece da ritenersi un risultato molto scarso, da migliorare. Il sistema di valutazione – per rendere evidenti le fasce di eccellenza o gli ambiti di miglioramento – è quello dei bersagli, per la cui messa a punto si è seguito un processo di condivisione tra le Regioni. Questo confronto ha portato alla selezione di 115 indicatori, di cui 80 di valutazione, riassunti in 27 indicatori detti “di sintesi”, per descrivere e per confrontare le varie dimensioni della performance del sistema sanitario. Gli indicatori prendono in considerazione tematiche di carattere ampio: dallo stato di salute della popolazione, alla capacità di perseguire le strategie regionali, la valutazione sanitaria, dei cittadini e dei dipendenti, e infine la valutazione della dinamica economicae finanziaria e dell’efficienza operativa. Il bersaglio per il “network delle regioni” viene utilizzato anche per le aziende sanitarie toscane ed è composto da cinque cerchi concentrici di colori diversi: al centro il verde scuro che indica performance ottima; verde chiaro lascia intendere performance buona; il giallo la performance media; l’arancio la performance scarsa; il rosso, nella fascia più esterna, la performance molto scarsa. L’obiettivo, in fase di valutazione dei sistemi sanitari, è avere il numero più elevato di risultati nella fascia verde scuro, ovvero centrare il bersaglio. A tutto vantaggio del sistema sanitario, degli operatori, dei cittadini.

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