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9 novembre 2012

Un nuovo progetto per l’Ateneo fiorentino: le neuropatie infantili

Ottime notizie arrivano dall’Università di Firenze.

È iniziata una collaborazione con l’AOU Mayer e la Fondazione Stella Maris per combattere le neuropatie infantile. L’accordo è stato stilato fra Tommaso Langiano, direttore dell’ospedale pediatrico di Firenze, Giuliano Maffei, presidente della Fondazione che ha sede a Calambrone (Pi), e Alberto Tesi, rettore dell’Ateneo fiorentino.

L’obbiettivo è sviluppare progetti scientifici nella neurogenetica, nella neuroncologia e per malattie rare di tipo neurodegenerativo; il tutto sarà accompagnato da innovazioni diagnostiche, tecnologiche e terapeutiche per la cura di bambini e adolescenti con questo tipo di patologie.

Grazie a questo progetto è stato raggiunto un primato europeo: è stato allestito nel bunker di Calambrone un tomografo a campo ultra-alto, il primo in Italia e, soprattutto, in Europa a marchio Ge. Come dichiara il dottor Roberto Cutajar, direttore dell’Irccs Stella Maris, su LaNazione: “ Si tratta di una risonanza magnetica ad applicazione molto vasta che riguarda principalmente lo studio anatomico ad altissima risoluzione del cervello, ma anche l’esplorazione dell’apparato scheletrico e di altri organi”.

Abbiamo chiesto a Carlo, studente presso l’ateneo toscano, cosa ne pensa.

Carlo, hai saputo di questo nuovo accordo oppure tra studenti non se ne sa nulla?

Fortunatamente la cosa si è saputa tra gli studenti. È un passo importante per il nostro Ateneo e per la ricerca, non solo nostra ma dell’intero Paese!”

Pensi sia possibile portare a termine questo importante progetto e conseguire gli obbiettivi prefissati?

Credo di si. È un progetto impegnativo, ma verrà svolto da persone competenti e con voglia di fare, sicuramente verrà dato il massimo da tutti i collaboratori!”

Che cosa significherebbe per uno studente partecipare ad un progetto del genere?

Non è una domanda semplice. Posso dire cosa significherebbe per me: responsabilità. Secondo me, non è un progetto dove si ha grandi margini di errore; ci saranno dei fondi stanziati e studi specifici ed approfonditi, non si può peccare di incompetenza. Per giunta si tratta di cose importanti, le neuropatie infantili. Non si tratta solo di un progetto, dunque, ma di una vera e propria missione!”

Questa occasione mette in evidenza l’eccellenza di ogni ente collaboratore; l’Università, dunque, ne acquisterà maggiore lustro. La ricerca in campo neurologico – spiega Alberto Tesi, rettore dell’Università di Firenze su LaNazione sia clinico sia nelle neuroscienze di base, rappresenta un settore di eccellenza anche nel nostro Ateneo. L’aver messo a disposizione dei ricercatori tecnologie e competenze tecnologiche di così alto profilo consente di continuare a perseguire obiettivi di competitività internazionale, integrazione multidisciplinare e interistituzionale che la ricerca biomedica di frontiera richiede.

Purtroppo il settore medico in Italia, negli ultimi anni, sta vivendo un periodo di forte crisi. Spesso si sente parlare di mancanza di fondi e malasanità, bassa crescita e di sviluppo. Notizie come questa ci danno da sperare! E’ sicuramente un incoraggiamento per i giovani studenti e per noi tutti che ci sentiamo spesso demoralizzati per via delle scarse condizioni della sanità italiana.

Come è possibile vedere, abbiamo raggiunto un primato e, per di più, l’università ne è protagonista. Non possiamo essere altro che fieri di questo progetto. Le neuropatie infantili sono patologie delicate che vanno trattate con estrema cura e attenzione; ci auguriamo, quindi, che il progetto prenda il via sotto i migliori auspici e che i risultati siano positivi.

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