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19 Marzo 2020

Cosa significa quarantena: significato e durata del periodo

Cosa significa quarantena
Cosa significa quarantena

Cosa significa quarantena

Ecco cosa significa quarantena: significato del termine, etimologia della parola e cosa vuol dire scientificamente, cosa succede per chi è in quarantena e durata del periodo.

Nel XIV secolo, il termine si riferiva all‘isolamento di 40 giorni a cui venivano sottoposti ciurme e navigli provenienti da aree interessate dall’epidemia di peste, prima di fare il loro ingresso nei possedimenti veneziani. Un documento risalente al 1377, attualmente conservato negli Archivi di Ragusa (Dubrovnik), precisa modalità e tempistiche di tale disposizione.

Oggi, invece, le autorità sanitarie stabiliscono la durata del periodo di confinamento sulla base del tempo di incubazione del morbo contratto. Nel caso ad esempio del Coronavirus, la quarantena dura tra i 4 e gli 11 undici giorni, fino a raggiungere un massimo di 14.

Gli esperti, pertanto, raccomandano una periodo di durata di due settimane, in modo da monitare il decorso della malattia.

Costituisce una misura sanitaria di isolamento forzato, messa in atto per evitare la propagazione di patologie contagiose. Stabilisce l’obbligo di permanenza in strutture ospedaliere, oppure presso il proprio domicilio, di soggetti colpiti principalmente da malattie infettive gravi e per le quali non sono disponibili terapie efficaci. Sono chiamati ad osservare la separazione dal resto della popolazione anche coloro che sono entrati in contatto con individui infetti o sospetti di contagio.

Cosa significa quarantena: significato ed etimologia della parola, origini e durata periodo

La scelta di allontanare persone contagiose dalla popolazione sana ha origini antiche; le pagine del Vecchio Testamento, in particolare quelle del Levitico, descrivono la condizione di emarginazione in cui versavano i malati di lebbra. Tuttavia, è solo nel XIV secolo che i Veneziani regolamentano questa prassi.

Ma cosa significa quarantena: cosa si può fare e cosa no durante questo periodo di isolamento?

La parola deriva dal Latino “Quadraginta”, ovvero quaranta. Nel tardo Medioevo, indicava infatti il periodo di segregazione di 40 giorni a cui erano obbligati navi ed equipaggi in arrivo nella Repubblica di Venezia. Si riteneva che tale intervallo temporale fosse sufficiente a verificare la comparsa o meno della sintomatologia associata alla peste. La direttiva, dunque, rientrava in una strategia di prevenzione ed eventuale contenimento della “Morte Nera“, che da quando aveva raggiunto l’Europa attraverso le principali rotte del commercio internazionale, ne aveva decimato la popolazione.

Le autorità della Serenissima predisposero dunque la sistemazione delle imbarcazioni infette al di là della laguna. Ordinarono, inoltre, la conversione di un antico convento di Padri Eremitani, in un ospedale adibito al ricovero e all‘assistenza degli appestati. Il loro esempio fu seguito da altre città italiane nel corso degli anni successivi: Pisa, Genova, Milano e Firenze individuarono edifici da destinare a funzioni analoghe, denominati “lazzaretti“.

Periodo di quarantena: differenze tra influenza e virus influenzale

Per capire meglio cosa significa quarantena, dobbiamo fare delle distinzioni sulle dipologie di influenza quale malattia infettiva che colpisce le vie respiratorie. Generalmente si manifesta durante i mesi invernali, con tosse, febbre, rinorrea, una sensazione di malessere generale e mialgia diffusa. Si trasmette sia in maniera diretta, ovvero attraverso goccioline  di saliva e secreazioni respiratorie, oppure indiretta, vale a dire mediante il contatto con superfici contaminate. Durante la fase di incubazione, che varia da 1 a 3 giorni, i soggetti interessati, pur presentadosi asintomatici, sono in grado di trasmettere il virus e sono dunque vettori di contagio. In seguito all’apparizione dei sintomi, sperimentano un periodo di infettività che dura dai 5 ai 7 giorni. Al fine di accelerare il processo di guarigione, si consigliano l’assoluto riposo, la costante idratazione e l’eventuale assunzione di terapie farmacologiche a base di antinfiammatori ed antipiretici.

Il virus influenzale, invece, è il patogeno che causa l’influenza; si tratta di un microrganismo ad RNA, appartenente alla famiglia degli Orthomyxoviridae, che per vivere e riprodursi necessita di una cellula ospite. Viene individuato grazie ad un prelievo di sangue o ad un tampone faringeo.

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