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6 dicembre 2012

Rettore Di Iorio, il perché dell’Ateneo unico per Teramo e L’Aquila

Il Rettore dell’università dell’Aquila Ferdinando di Iorio in un’intervista per Webtv del consiglio regionale ha rilanciato l’idea sull’unificazione dell’ateneo, spiegando le due proposte finalizzate al riordino del sistema universitario locale. Da una parte l’unificazione delle università di Teramo e l’Aquila, proposta già due anni fa, e dall’altra la nascita di un ateneo unico regionale.

Su tali questioni, sentito il Magnifico Rettore dell’università aquilana.

Perché è importante l’unificazione-federazione universitaria L’Aquila-Teramo, e perché la fusione è “un’esigenza oggettiva”?

“Per quanto io non le abbia mai condivise, devo ricordare che le politiche governative degli ultimi anni sull’Università – sia dei Governi di destra sia di quelli di sinistra – sono state caratterizzate da una progressiva riduzione dei finanziamenti al sistema universitario.

La Legge 240/2010 – la cosiddetta legge Gelmini – muovendo da questa stessa impostazione, ha previsto la possibilità di federazione/fusione di Atenei, allo scopo di garantirne il miglioramento della «qualità, l’efficienza e l’efficacia dell’attività didattica, di ricerca e gestionale», mediante la razionalizzazione della «distribuzione delle sedi universitarie» e l’ottimizzazione dell’«utilizzazione delle strutture e delle risorse», prevedendo la possibilità di federazione «anche limitatamente ad alcuni settori di attività o strutture

D’altra parte, sempre le politiche governative sul sistema universitario hanno determinato, per l’attivazione dei corsi di laurea, requisiti minimi sempre più stringenti  in termini di numerosità di personale docente e di disponibilità di strutture.

E’ da questi presupposti, dunque, che derivano le “esigenze oggettive” per una federazione degli Atenei di Teramo e dell’Aquila. ». Sono esigenze legate, sostanzialmente, alla carenza di risorse finanziarie. In tal senso, ricordo che la stessa legge Gelmini prevede che «i fondi risultanti dai risparmi prodotti dalla realizzazione della federazione o fusione degli atenei possono restare nella disponibilità degli atenei che li hanno prodotti…».”

 In questo modo non si andranno ad eliminare posti di lavoro?

“La prospettiva di federazione dovrebbe essere perseguita, a mio avviso, innanzitutto a partire dal punto di vista amministrativo-gestionale, al fine di creare strutture e servizi comuni, in grado di ottimizzare le risorse destinate al funzionamento della “macchina amministrativa”.

Un’unica e più efficiente struttura amministrativa potrebbe liberare risorse da investire per qualificare meglio l’offerta formativa e lo sviluppo di un’attività di ricerca di eccellenza e potrebbe determinare l’acquisizione di ulteriori risorse, dal momento che la stessa legge Gelmini prevede (art. 2 comma 12) proprio “il rispetto dei principi di semplificazione, razionale dimensionamento delle strutture, efficienza ed efficacia …tra i criteri di valutazione delle università ai fini dell’allocazione delle risorse…”.

Non è detto che si perderebbero posti di lavoro, perché si potrebbero destinare le risorse risparmiate grazie ad una migliore efficienza amministrativa, al finanziamento di posti per giovani ricercatori e per il personale docente in generale.”

 E’ davvero una soluzione per agevolare i giovani al mondo del lavoro?

“Da quanto detto prima, potrebbero derivare nuove e più qualificate opportunità occupazionali per tantissimi nuovi e giovani ricercatori, in ruoli in grado di determinare ricadute sullo sviluppo complessivo del territorio legato all’economia della conoscenza.

Proprio intorno all’economia della conoscenza può nascere un nuovo sviluppo socio-economico e culturale per tutte le aree interne abruzzesi. La condizione indispensabile, come dimostrano molti esempi presenti anche nel nostro Paese, è proprio la presenza di un’Università forte e rappresentativa, come potrebbe essere quella federata l’Aquila-Teramo. Questa prospettiva deve chiaramente essere approfondita e discussa in tutti i possibili consessi interni ed anche esterni al sistema universitario, ma sarebbe un errore rigettarla a priori, perché può rappresentare un’opportunità preziosa e vitale per lo sviluppo di tutto il territorio abruzzese.

Se continuerà la politica di riduzione dei finanziamenti pubblici al sistema universitario, solo la federazione può garantire la sopravvivenza futura del sistema universitario abruzzese. E forse è il caso di ricordare che proprio la presenza di Università nel proprio territorio rappresenta la garanzia migliore per realizzare il diritto allo studio, sancito dalla Costituzione, soprattutto per quei giovani che per motivi economici non possono andare a studiare lontano dalla loro zona di residenza.”

A conclusione di ciò, ci aspettiamo che il progetto venga presto realizzato, in modo da tutelare un territorio che sta risentendo fortemente il peso della crisi. Ringraziamo il rettore Ferdinando di Iorio per la sua disponibilità.

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