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28 dicembre 2012

Borsa di collaborazione Roma Tre. Criteri per assegnazione ingiusti

Roma Tre

Con molto più ritardo del previsto, sono finalmente uscite le graduatorie con i vincitori della borsa di collaborazione Gloa Laziodisu a Roma Tre.

Roma Tre

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Nonostante si tratti del bando per l’anno 2011-2012, solamente a fine dicembre si è concluso il processo di assegnazione delle borse di studio.

Borsa di collaborazione e di studio

I posti disposizione non erano molti, dai tre ai cinque per ogni facoltà.

La borsa di collaborazione consente ai vincitori di ricevere in due rate, una quota in relazione alle ore di attività previste dalla collaborazione con l’ateneo e possono essere svolte presso gli uffici centrali, le biblioteche, le segreterie delle singole facoltà, i servizi di orientamento per le matricole e per gli studenti stranieri.

Ma è nelle modalità di assegnazione che in alcuni casi gli studenti si trovano in disaccordo. Come per le altre borse di studio e come avviene per gran parte dei concorsi pubblici, il tasso di idonei non vincitori è elevato. Gli idonei non vincitori sono una sorta di “riserve” che subentrano nel caso in cui uno dei vincitori rifiuti la borsa.

I criteri di assegnazione delle borse di studio universitarie sono essenzialmente due: reddito e merito. Ma risultano essere molto vaghi. Il reddito deve essere non elevato , solitamente inferiore agli 80mila euro, anche se già in questo caso le disparità fra studenti richiedenti  della borsa possono essere molte, specialmente per chi ha un reddito quasi pari a zero.

Ma il criterio che maggiormente suscita polemiche è il merito. Infatti se si considerassero solamente gli studenti di un singolo dipartimento o che hanno frequentato uno stesso corso di laurea, l’assegnazione per merito sarebbe equalitaria.

Al contrario, se si mettono a confronto le medie di studenti provenienti da una stessa facoltà ma da corsi di laurea diversi, con un diverso grado di difficoltà e spesso, anche con un diverso grado di giudizio fra professori, il criterio del merito può risultare ingiusto.

Alla facoltà di Lettere e Filosofia di Roma Tre ad esempio, sono presenti 8 collegi didattici. Ciascuno offre da due a quattro corsi di laurea complessivi fra triennali e specialistici.

Ma  molti studenti sanno che il carico di lavoro dei corsi è molto diverso ad esempio fra gli studenti di lingue e quelli di filosofia. Se si aggiungono docenti di manica larga con i voti quegli stessi corsi, allora l’assegnazione delle borse per merito viene molto sfalsata, poiché una media del 29 e una del 26 non mostrano tali differenze e la graduatoria non ne terrà conto.

Per questo in alcune facoltà, come Lettere e Filosofia, i primi posti in graduatoria risultano sempre occupati da studenti provenienti da corsi di laurea “più facili” a discapito di tutti gli altri.

La studentessa Simona afferma: “ho provato due volte a far domanda per la borsa di collaborazione e per fortuna la seconda è andata bene. Però il reddito non lo guardano proprio e invece è proprio per quello che uno chiede la borsa di studio. Se no avevo già vinto pure perché io sto proprio fra i redditi più bassi. Pure il merito. In certi corsi tipo filosofia o scienze della comunicazione i 30 li regalano, io a far tedesco più linguistica più tutti gli altri esami del corso di laurea, mi devo sudare pure un 26! Ci stanno professori che agli esami fanno due domande neanche troppo complicate e partono dal 28. Metti che a me non capitano mai esami così, è ovvio che avrò una media più bassa, ma non fatico mica di meno rispetto a quelli, anzi. Magari mi sono impegnata pure più di loro, solo che nel concorso guardano solo la media, invece quello che conta sono gli esami, uno per uno! Allora usi altri criteri, tipo quanti esami fanno al Dams, quanti a Lettere, quanti Lingue.

Il criterio del voto di media è solo apparentemente meritocratico, ma se si guarda in profondità, non lo è affatto.

Questo problema riguarda però anche il resto d’Italia e la questione era stata sollevata in Piemonte, dove il criterio meritocratico è la media del 25 indipendentemente che si sia uno studente di matematica o uno di letteratura.

Trovare un metodo che sia davvero meritocratico e che tenga conto di tutti gli aspetti e delle caratteristiche di ogni corso di laurea sembra molto complesso, tuttavia c’è chi suggerisce di fare graduatorie per singoli collegi didattici.

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