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5 dicembre 2012

Il 6 Dicembre studenti e lavoratori pugliesi in piazza a Bari

Bari – In occasione dello sciopero generale di otto ore indetto dalla FIOM, in tutta Italia, per difendere la contrattazione collettiva contro la politica degli accordi separati imposta dal governo, il 6 Dicembre studenti e studentesse della Puglia scenderanno nuovamente in Piazza, per rilanciare la loro contrarietà alle politiche di austerity che hanno demolito il mondo della formazione e del lavoro.

Scendiamo in piazza insieme ai lavoratori perché siamo convinti che questo rappresenti l’unico modo per rispondere ad un attacco che colpisce in maniera omogenea il mondo della conoscenza e del lavoro.

Il processo di privatizzazione che ha coinvolto i sistemi di Governance di scuole ed università e il diritto allo studio, è infatti figlio delle stesse politiche liberiste che hanno piegato anche il mondo del lavoro, portando all’introduzione dell’ art. 8 e alla riforma dell’art. 18. Queste norme hanno abolito il valore del contratto nazionale, permettendo di derogare a diritti fondamentali dei lavoratori e hanno smantellato il sistema di tutele che prima era loro garantito.

Noi studenti non possiamo smettere di lottare per un futuro che non sia segnato dalla precarietà e nelle scuole e nelle università chiediamo la ripubblicizzazione dei saperi, che va di pari passo con la necessità di avere condizioni di lavoro dignitose: i saperi, come il lavoro, non possono essere più sottoposti al ricatto del profitto.

Ripartiremo dalle scuole e dalle Università occupate, dalla rabbia che ha guidato la generazione precaria di studenti e lavoratori il 14 novembre in Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e che abbiamo ribadito il 24 Novembre. Abbiamo dimostrato che un’alternativa per il nostro Paese esiste.

L’alternativa è quella in cui il sapere sia accessibile a tutti e trasmettibile orizzontalmente; quella di un mondo del lavoro che sappia mettere le persone e la loro salute prima dei profitti, al contrario di quanto accade oggi all’ILVA di Taranto: piena espressione di un mondo degli affari che contrapponendo il diritto al lavoro al diritto all’ambiente, ha consumato per anni il ricatto occupazionale e l’inquinamento.

Un ricatto che vogliamo rompere assieme ai lavoratori e ai cittadini di Taranto e d’Italia, per ricostruire sul principio della sostenibilità ambientale e sociale una nuova fabbrica e una nuova città, libera dai fumi.

Ripartiamo da ciò per pretendere di produrre assieme un’alternativa, che parta dalle piazze degli studenti e dei lavoratori in mobilitazione, che metta al centro il tema del sapere e della ricerca e che, contro ogni ricatto e costrizione, sia motore di un cambiamento sociale, fatto di democrazia e partecipazione.

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