• Google+
  • Commenta
14 dicembre 2012

Master in Etnobiofarmacia e utilizzo sostenibile della Biodiversità

Nuovi virus dell'infanzia scoperti dall'università di Milano
Master in Etnobiofarmacia

Master in Etnobiofarmacia

L’Università di Pavia, ha organizzato il Master in Etnobiofarmacia e utilizzo sostenibile della Biodiversità, che si terrà presso il Centro Interdipartimentale di Etnobiofarmacia, CISTRE.

Il Master ha lo scopo di formare esperti che, con le scoperte e lo studio di composti di origine naturale, sono in grado di creare e promuovere il commerci, la produzione di prodotti per usi farmaceutici, cosmetici, alimentari e altro.

Sull’argomento abbiamo intervistato Giovanni Vidari, Professore Ordinario del Dipartimento di Chimica, Sezione Chimica Organica, presso l’Università di Pavia. Ecco cosa ha risposto:

1) Che significato darebbe alla Etnobiofarmacia?

L’Etnobiofarmacia è una scienza che si basa sulle conoscenze tradizionali delle proprietà curative delle risorse, soprattutto quelle vegetali, usate da etnie o popolazioni che hanno spesso difficoltà a procurarsi le medicine occidentali per i loro alti costi. Le ricerche sull’etnobiofarmacia hanno diverse finalità, quali la validazione scientifica dell’efficacia dei rimedi delle medicine tradizionali, la ricerca di nuovi principi attivi, la messa a punto di preparazioni farmaceutiche efficaci verso alcune malattie, a partire da singole molecole ben caratterizzate di composti ottenibili da fonti naturali. I principi attivi dei rimedi tradizionali possono trovare applicazioni, scientificamente supportate, non solo nel settore farmaceutico, ma anche in quelli cosmetico, alimentare, degli aromi e delle fragranze, degli additivi alimentari, dei fitofarmaci.”

2) Che cos’è la Biodiversità?

Per biodiversità s’intende la varietà delle forme di vita vegetali e animali presenti nei diversi ecosistemi del pianeta. Il termine viene anche usato per indicare la variabilità genetica all’interno di una specie. La sopravvivenza di ogni specie dipende dalla varietà di popolazioni che la compongono. Quindi, minor variabilità significa avere minori possibilità di sopravvivere. La biodiversità degli ecosistemi è riferita ai diversi ambienti in cui la vita è presente: la foresta, il deserto, le torbiere, gli ambienti sotterranei, la barriera corallina, ecc. . La scomparsa di questi ambienti comporterebbe il rischio di estinzione delle specie che vi abitano. Si ritiene che anche la diversità culturale, come la diversità genetica sia biodiversità. Molto spesso gli uomini non si preoccupano della salvaguardia della biodiversità e rischiano di far perdere patrimoni di inestimabile valore. Già Galileo Galilei si era interessato a questo problema tanto da affermare: ” Noi non dobbiamo considerare che la Natura si accomodi a quello che parrebbe meglio disposto a noi, ma conviene che noi accomodiamo l’interesse nostro a quello che essa ha fatto”. Data l’importanza di questa tematica l’ONU ha dichiarato il 2010 ” Anno internazionale della biodiversità” ma, successivamente, ha addirittura ritenuto di estendere a tutto il periodo 2011-2020 il ” Decennio della biodiversità”. Accettando in pieno questo significato generale di “biodiversità”, il nostro Master comprende anche corsi sull’antropologia culturale, sull’etnologia, sull’economia dello sviluppo ecosostenibile, sulle culture extraeuropee”.

3) Quali sono gli obiettivi professionali del Master?

Il Master , pur avendo una forte componente culturale e formativa, si propone di creare esperti con elevate conoscenze professionali che possono lavorare sia in Italia che all’estero gestendo direttamente problematiche inerenti l’utilizzo sostenibile delle risorse offerte dalla biodiversità. Il Master si svolge in due parti: circa quattro mesi di lezioni frontali, comprendenti anche visite ai laboratori e ad industrie dei diversi settori dei prodotti naturali e circa sei mesi di un periodo di stage di carattere applicativo-sperimentale che, a seconda degli interessi di ogni singolo studente, puo’ svolgersi presso aziende, centri di ricerca e all’estero. Tutto cio’ porta ad acquisire un profilo professionale ben caratterizzato corrispondente ad alcune figure richiste nel mondo del lavoro che riguarda l’uso, anche a fini commerciali, dei prodotti naturali”.

4) Coloro che escono dal Master avranno buone prospettive anche nel mondo del lavoro?

” A seconda degli interessi degli studenti, gli sbocchi professionali possono essere nei seguenti settori: aziende produttive con interesse ai mercati internazionali nei settori farmaceutico, cosmetico, alimentare, di aromi e fragranze, degli additivi alimentari, dei fitofarmaci, dei processi biotecnologici; aziende di tipo commerciale ( erboristerie, parafarmacie, farmacie, ecc.) che trattano prodotti contenenti principi attivi provenienti dalla biodiversità dei Paesi in Via di Sviluppo ( PVS); commercializzazione di principi attivi in proprio o presso aziende del settore; aziende di analisi delle droghe naturali sia da un punto di vista botanico che chimico per valutarne l’identità, le contaminazioni e il contenuto in principi attivi; aziende di approvvigionamento di materie prime vegetali provenienti dai PVS; in collaborazione con Organizzazioni Non Governative ( ONG) o istituzioni nazionali/ internazionali del mondo della cooperazione o impegnate nello sviluppo socio- economico dei PVS e nella salvaguardia della biodiversità; in collaborazione con l’Università ed enti di ricerca che hanno controparti nei PVS; altri settori e attività in cui sono richieste conoscenze di etnomedicina e di etnofarmacologia accanto a conoscenze chimico-biologiche e socio-economiche”.

Speriamo che il Master ottenga un enorme successo per l’Università di Pavia e per tutti coloro che andranno a svolgere in futuro questa brillante professione. Ringraziamo per l’intervista e la massima disponibilità nelle informazioni il Professor Giovanni Vidari e invitiamo a coloro che volessero iscriversi al Master di registrarsi sul sito.

Google+
© Riproduzione Riservata