• Google+
  • Commenta
6 dicembre 2012

Musica, Cinema e Arte secondo Max Gazzè, ospite dell’Università di Salerno

L’artista romano si racconta agli studenti dell’ateneo campano, ricorda gli anni vissuti in Belgio e in Francia, “lì il contesto culturale e di sperimentazione è diverso”, non chiude la porta ai talent, “ma solo se sono in grado di dare un futuro ai vincitori al termine del programma”, si sofferma sugli incipt da cui sono nate alcune sue canzoni e rivela il suo grande amore per il cinema, “che cerco di omaggiare nei videoclip dei miei brani”.

 

7 album di inediti, 2 raccolte, almeno una decina di singoli di successo – l’ultimo è “Mentre dormi”, premiata come miglior canzone del 2010 e inserita nella colonna sonora del film di Rocco Papaleo “Basilicata coast to coast” – e un nuovo disco di inediti atteso per l’anno venturo.

Questo è – in estrema sintesi – il profilo artistico di Max Gazzè – ospite della rassegna Davimedia dell’Università di Salerno – un artista che ha già vissuto un paio di vite, la prima in giro per l’Europa, tra Belgio (dove ha trascorso l’infanzia), Francia e Paesi Bassi, prima di rientrare a Roma – cominciando a comporre colonne sonore e a collaborare con gli amici Niccolò Fabi e Daniele Silvestri – all’inizio degli anni ’90, all’età di 24 anni.

Ma la musica ha sempre avuto una posizione centrale nella vita di Max Gazzè, sia negli anni vissuti in Belgio e Francia (è in quegli anni che impara a suonare il pianoforte, prima di innamorarsi dello strumento che non ha più lasciato, il basso elettrico) sia poi quando è rientrato in Italia, dove comincia a farsi conoscere all’interno della scena musicale romana degli anni ’90, particolarmente in fermento e ricca di talenti che poi hanno trovato negli anni seguenti la via del successo.

E così arrivano i primi dischi, “Contro un’onda del mare” del 1996 e “La favola di Adamo ed Eva” del 1998, la vittoria de “Un disco per l’estate” col brano “Vento d’estate” – cantato insieme a Fabi – le prime partecipazioni ai Festival di Sanremo e un’intensa attività live.

L’INCONTRO CON GLI STUDENTI – Come nella tradizione di Davimedia, Gazzè è stato ospite del Teatro d’Ateneo, che per l’occasione era a dir poco gremito. Dopo il flash-mob di due settimane fa con Niccolò Fabi, gli studenti erano entusiasti di entrare in contatto con un altro illustre esponente della musica d’autore nostrana; una tradizione, sottolinea l’ospite, “con alle spalle almeno un centinaio d’anni”.

Durante l’incontro, sollecitato anche dalle domande dei numerosi presenti, Gazzè ha avuto l’opportunità di spaziare con disinvoltura da un discorso all’altro, inerenti la sua carriera e produzione, ma anche l’attuale fisionomia del panorama musicale italiano.

Sul rapporto musica-tv, ad esempio, il cantante romano è pressoché sulla stessa lunghezza d’onda di Fabi: “Il piccolo schermo è diventato il catalizzatore di tutto: non è più come prima, adesso in molti si recano ad un concerto solo perché in precedenza hanno visto quel cantante in televisione”.

Una constatazione che secondo Max Gazzè contribuisce a scavare un solco profondo, almeno da questo punto di vista, tra l’Italia e le realtà musicali degli altri paesi: “La cultura all’estero è molto diversa dalla nostra. C’è la possibilità che un artista poco conosciuto suoni in un club qualsiasi e parecchia gente vada a sentirlo animata da semplice curiosità”. 

E lui degli anni vissuti all’estero ha un bellissimo ricordo: “Sono stato fortunato a vivere questa esperienza particolare. Si vive un contesto di cultura e di sperimentazione diversi. Credo che qualsiasi interazione d’arte con culture diverse sia molto importante».

Tutta un’altra storia, insomma. O tutta un’altra musica, per dirla con parole affini allo stile del cantautore. Il quale, in risposta alle tante curiosità della platea, si è ovviamente anche soffermato sugli incipit da cui sono nate alcune delle canzoni che lo hanno portato al successo: “Lo spunto può essere di qualunque genere. Dipende dallo stato emotivo, ma non solo”.

Tra gli esempi citati da Gazzè, il più interessante è quello relativo alla composizione di “Su un ciliegio esterno”: “Ero tra sonno e veglia quando ho sentito una voce lontana che mormorava il titolo del pezzo. Una volta sveglio ho ripensato a quelle parole e ci ho costruito intorno una storia che poi è diventata la canzone stessa”.

Un Gazzè inedito è invece quello che parla di talent show: per lui a “X factor e simili” non è necessario sbattere la porta in faccia, ma alle dovute condizioni: “Occorre fare in modo che i vincitori abbiano un futuro anche dopo la partecipazione al programma”. Un impegno che non tutti i “manager” dei giovani talenti sono disposti a mantenere: “È inutile lanciare volti nuovi senza un’adeguata programmazione, che permetta ai giovani cantanti di costruirsi man mano la propria carriera una volta usciti dallo studio televisivo”.

Un accenno anche al Gazzè appassionato di cinema: già, perché non solo Max si è da poco scoperto attore (nel 2010 ha recitato in “Basilicata coast to coast”), ma rivela come cerchi di trasmettere la lezione del grande schermo in tutti i video dei suoi brani: “Mi piace omaggiare continuamente i miei film preferiti e sono molto esigente con il regista. È ovvio poi che il video viene strutturato a partire dalla canzone, cerco sempre di dare il giusto spazio all’immaginazione di chi è dietro la macchina da presa”.

Una battuta anche sull’interazione e la complementarietà tra i vari ambiti artistici: “Credo nell’interazione tra i settori artistici, lì nasce la vera alchimia e può nascere un progetto interessante. È fondamentale il confronto con l’arte, si percepisce l’arte come forma primordiale di significato. Quando vivi quello stato stai vivendo qualcosa. C’è chi lo fa attraverso la musica, la poesia, la danza. È un tentativo di tradurre uno stato sublime».

Nel 2013 è prevista la pubblicazione del nuovo album di Gazzè e voci di corridoio vorrebbero il cantautore romano in gara al prossimo Festival di Sanremo; d’altronde, a parte l’ultima partecipazione del 2008, le altre 2 partecipazioni risalgono al 1999 e al 2000, quando il Festival fu condotto da Fabio Fazio, che com’è noto, sarà al timone dell’edizione del 2013. E’ un indizio? Non lo sappiamo, ma indipendentemente dall’eventuale partecipazione di Gazzè al Festival, il suo prossimo disco si preannuncia ricco d’interesse e di sorprese. E noi lo aspettiamo!

Francesco Ienco & Vincenzo Delli Priscoli

Google+
© Riproduzione Riservata