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12 dicembre 2012

Ricorsi Adida, vittoria al Tar sul concorsone

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha accolto oggi la miriade di ricorsi presentati dall’Associazione Adida, tramite gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, diretti ad impugnare gli atti del c.d. “Concorsone”, che escludevano migliaia di precari. Rappresenta senza dubbio un grande risultato questo ulteriore traguardo conseguito dallo Studio Legale Michele Bonetti & Partners nonostante tutte le difficoltà del caso.

L’avvocato Bonetti, intervistato, ci fornisce qualche utile premessa su come era strutturato il sistema della scuola in passato: “Con la legge 6 dicembre 1971, n. 1074 vennero introdotti gli incarichi a tempo indeterminato per tutto quel personale precario che, nelle specifiche graduatorie, si fosse utilmente collocato per coprire una cattedra vacante. Si evitava in tal modo che, in attesa di ottenere l’abilitazione e, quindi, l’immissione in ruolo, si potesse subire il ‘licenziamento’. Con la menzionata legge, inoltre, venivano istituiti i corsi speciali abilitanti (avviati nel 1972) riservati al personale con servizio pregresso.

Si può facilmente intuire che le problematicità erano minori. Infatti, corsi/concorsi dedicati al personale docente assunto dal Ministero con contratti a tempo determinato e con all’attivo una precisa anzianità di servizio (almeno 360 giorni, corrispondenti a due anni scolastici ‘interi’), avevano luogo con una certa regolarità, specie a seguito della reintroduzione dei concorsi ordinari di cui alla Legge 9 agosto 1978, n. 463.

Su tale norma, l’Avv. Bonetti nell’intervista riporta precisazioni ulteriori: “Persino in costanza della L.n. 463/78 e, quindi, della regola secondo cui i concorsi ordinari dovessero essere banditi ogni tre anni, il Ministero ha sempre istituito una sessione riservata di abilitazione per i docenti precari privi di abilitazione, ma in possesso di un’anzianità di servizio pari o superiore a 360 giorni.”

L’abilitazione, ottenuta attraverso un concorso ordinario per titoli ed esami, o attraverso un concorso riservato per soli titoli, o con concorso riservato per titoli ed esame finale (è il caso, ad es. dell’ultimo bandito col D.M 85/2005), oppure, infine, frequentando le scuole di specializzazione SSIS (soppresse nel 2008), è stata sino ad oggi requisito indispensabile per poter entrare nei ruoli della pubblica istruzione.

Prosegue l’Illustre Avv. BonettiFino a ieri, e cioè prima dell’introduzione del sistema di formazione avvenuta con Regolamento di cui al decreto M.I.U.R. 10 settembre 2010, n. 249, si può dire che il solo titolo di studio non era sufficiente ad accedere all’insegnamento. Solo ove tale titolo fosse associato ad appositi piani di studio fissati dal Ministero era possibile, seppure solo con contratti a tempo determinato, ‘salire in cattedra’. L’abilitazione, invece, garantiva qualcosa in più, vale a dire insegnare esattamente come i non abilitati, ma nell’aspirazione di ottenere un contratto a tempo indeterminato.

In altre parole, sino ad oggi, il sistema scolastico era organizzato in modo tale da generare, seppur nella precarietà, comunque una certa stabilità. Infatti, si è generata negli anni una classe di docenti i quali, sebbene non abilitati, hanno formato e continuano a formare giovani menti, portandole avanti fino al momento di accedere all’Università.

Oggi, Il Decreto del direttore generale per il personale scolastico n. 82/2012 con cui è avvenuta l’indizione del c.d. concorsone impedisce – nella sostanza – ad un numero importante di docenti, precari da dieci anni, di poter accedere al concorso, negando loro il dovuto valore all’esperienza comunque maturata con l’insegnamento protrattosi per lunghi anni nella scuola, che li ha arricchiti enormemente, in quel processo virtuoso di compartecipazione del sapere che sviluppa, una lezione dopo l’altra, una crescita comune, dei discenti non meno che dei docenti.

Dichiara il legale Michele Bonetti: “Il Tar del Lazio fortunatamente ha riconosciuto le numerose illegittimità sollevate dalle centinaia di ricorrenti ed ha accolto il ricorso per tutte le categorie degli esclusi, da quelli che sono già in ruolo su altre classi di laurea a quelli che si sono laureati in un periodo non contemplato dal relativo bando”.

Conclude l’Egregio Avvocato “Nella camera di Consiglio del prossimo 10 Gennaio, in via cautelare, sarà domandata la sospensione del concorso. Per adesso è importante che tutti gli esclusi siano ammessi a partecipare, in seguito non è escluso che proveremo ad estendere la pronuncia anche a coloro che non sono nostri ricorrenti, aprendo un tavolo di trattativa con il M.i.U.R. prima del c.d. Concorsone>>.

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