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6 dicembre 2012

UniRoma3: XVIII Convegno internazionale Studi Cinematografici

Università degli Studi Roma Tre – Incontri, proiezioni, mostre 

CINEMA & RETE 

XVIII Convegno internazionale di Studi Cinematografici
a cura di Marco Maria GazzanoChristian UvaVito Zagarrio

da lunedì 10 a mercoledì 12 Dicembre
Apertura: lunedì 10 dicembre – ore 15.15

La XVIII edizione dei Convegni internazionali di Studi Cinematografici, promossi ed organizzati dal Dipartimento Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre e dedicati al rapporto tra il cinema e le altre arti, discipline e metodologie critiche e scientifiche, si concentra quest’anno sul rapporto tra Cinema & Rete e si terrà dal 10 al 12 dicembre al Teatro Palladium – Università Roma Tre.

«Rete vuol dire il Web, soprattutto, che nel giro di pochi anni è diventato un enorme serbatoio di immagini (e dunque anche di cinema, video, e varie ibridazioni); ma la “Rete” è anche una più ampia metafora di una serie di “cose” audiovisive che segnalano un profondo rimescolamento della cultura iconica. E naturalmente anche un modo per indicare le mutazioni della struttura della comunicazione mediale e di quella percettiva dei prodotti e dei “contenuti” audiovisivi a base numerica e digitale» affermano i curatori.

Tra i principali relatori sono previsti i sociologi dei media Derrick de Kerckhove Maria Pia Rossignaud dal McLuhan Program di Toronto, lo studioso inglese David ForgacsCorradino Mineo direttore di Rai News24, Giuliano Berretta di Eutelsat, Giacomo Mazzone dell’EBU di Ginevra, Vincenzo Conticello ideatore della connessione tra le librerie Feltrinelli e l’Antica Focacceria San Francesco di Palermo, il geografo-filosofo Franco Farinelli dell’Università di Bologna e tra gli studiosi di cinema Giorgio De VincentiGuglielmo PescatoreEnrico MenduniSandra Lischi,Franco Montini, tra i filosofi e gli scienziati Paolo D’AngeloElio MatassiMauro DoratoLuca Casadio, tra gli specialisti della comunicazione Anna Lisa TotaEdoardo NovelliGianni Celata e Alberto Marinelli, tra i musicologi e gli specialisti di teatro Giovanni GuantiLuca AversanoLuca Ruzza. Parteciperanno inoltre presentando le loro opere più recenti registi di cinema,video-artisti e artisti per la Rete tra i quali il francese Robert Cahen.

Mercoledì 12 alle 21.30 sarà proiettato Il pranzo di Natale alla presenza della regista Antonietta De Lillo e di altri cineasti. Nel corso del convegno cineasti, studiosi dei media e della comunicazione, artisti, registi, performer, musicisti, responsabili delle Istituzioni e di Aziende attive nel settore quali Eutelsat, Feltrinelli, AFSF, DBW e altri interlocutori del mondo produttivo quali Anica e Rai,si confronteranno sulla complessità di tali relazioni. In particolare si indagherà il mutamento in atto nel mondo cinematografico
– nel passaggio dall’analogico al digitale cambiano non solo le forme espressive e produttive ma anche le modalità di distribuzione dei film e dei prodotti audiovisivi -così come quelli finora apparentemente separati della Tv e di Internet.

Le diversità di questi tre mondi, finora tenuti in sordina dall’essere fruiti attraverso dispositivi diversi (la pellicola e la sala, il televisore, il computer), sono ora esaltate dal fondersi potenzialmente delle varie esperienze in un unico mezzo: dai tablet agli smartphone alla tv e al cinema fruiti in mobilità. Un cambiamento che non è affatto senza problemi: e che anzi ridefinisce professionalità, mestieri, forme espressive e comunicative e anche nozioni apparentemente acquisite come quelle di “arte” e “autore”.

In tale scenario di transizione risultano profondamente trasformati la regia del cinema contemporaneo, l’uso della grammatica filmica, la percezione dell’immagine da parte dello spettatore, i luoghi della fruizione. E si va probabilmente verso un doppio regime: da un lato quello della sala tradizionale, basata sulla consolidata tecnologia, dall’altro quello dei luoghi altri, dalla sala digitale alla playstation dal cellulare al web. Digitale, web, new e social media rappresentano senza dubbio una rivoluzione,mettono in discussione lo statuto stesso dell’immagine, anche se possono essere visti oggi all’insegna della continuità e non della rottura. Non una rivoluzione, ma una evoluzione necessarie dell’immagine, che cambia il nostro vivere quotidiano.

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