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6 dicembre 2012

UniSa al voto, i risultati: trionfano Vivi UniSa e Agorà

Risultati elezioni Cnsu 2013
UniSa al voto

UniSa al voto

A Fisciano, verdetti già emessi per Senato Accademico e CdA.  Amatucci: “Da oggi si volta pagina”. Mansi: “Premiato il lavoro di anni”.  Delusione Sui Generis. Triplice fischio all’Unisa.

Elezioni concluse e seggi impegnatissimi in un laborioso scrutinio protrattosi fino a tarda serata.
Grande fermento nelle associazioni, dove candidati e soci vari si agitano come formiche impazzite. Tutti hanno l’aria di essere occupatissimi. E in effetti è così.

I pennarelli volano su interminabili cartelloni. Un trionfo di quadretti e numeri ufficiosi segnati a matita. “Quanti voti al 19? Come siamo andati qua? Come siamo andati là? Cazzo! Però qua stiamo risalendo…”  E giù di lì.

Delusioni improvvise ed euforie altrettanto repentine si succedono a ritmi martellanti. Tanto è che è impossibile, almeno stando alle facce e alle frasi scambiate nervosamente tra sodali, farsi un’idea di sensazioni e risultati probabili anche solo lontanamente plausibili.

Gli emissari si danno il cambio tra i seggi, a caccia di dati certi da consegnare ai cartelloni di cui sopra. Gli scrutinatori predicano calma. Inascoltati, chiaramente. Tutti vogliono sapere. “Ammazzare” l’attesa.

Certo servirà ancora qualche ora perché tutti i risultati siano resi noti in maniera definitiva. Ma qualche dato sicuro, tuttavia, è trapelato già intorno alle 20 di ieri sera.
Anzitutto la conferma del dato tutt’altro che incoraggiante relativo all’affluenza: poco più di 9200 i votanti contro i 11500 di 4 anni fa. Segno inequivocabile di una disaffezione alle politiche universitarie in paurosa impennata tra gli studenti dell’ateneo campano, i quali confermano la sfiducia che, dentro e fuori dalle università italiane, si respira intorno alla politica latu sensu.

Ne abbiamo parlato con Francesco Ienco (associazione Archimede): “il problema può essere derivante da una campagna elettorale ridotta, con programmi spiegati poco e male. C’è poi stata la solita guerra tra vari gruppi che non invoglia gli studenti a votare. C’entra anche il momento politico attuale che testimonia un disamore per la politica. Non viene compreso che l’università è un’altra cosa, non è politica territoriale ma di rappresentanza e si tenta di fare il bene degli studenti nei confronti di docenti non sempre rispettosi dei loro diritti. Con un’affluenza simile, ai rappresentanti non sarà permesso di avere abbastanza voce in capitolo. I professori? Tutti, compreso il Rettore, hanno chiesto che ci fosse un elettorato consistente, ma non è bastato”.

Le elezioni del 4-5 dicembre 2012 ci consegnano una protagonista assoluta, che ha letteralmente monopolizzato la scena politica fiscianese.

I pronostici delle primissime ore di vaglio hanno, infatti, trovato conferma in serata col trionfo (per molti annunciato) della coalizione VIVIUNISA – AGORÀ, che piazza al Consiglio di Amministrazione 2 consiglieri (Lucio Amatucci che risulta il più votato e Ciro Monzillo) e al Senato d’Ateneo cinque candidati su cinque posti disponibili (per il polo umanistico Antonio Iannone, il più votato, Giuseppe Mansi e Virginio Mari; per il polo scientifico, Domenico Santaniello e Francesco Ianniello). “Abbiamo Voltato” pagina urlano nei corridoi d’ateneo, ma cosa significa veramente questo slogan, l’abbiamo chiesto al neo eletto al CDA “Lucio Amatucci”.

Come ti spieghi un trionfo così netto? Abbiamo voltato pagina, come recita il vostro slogan?

La risposta è facile: abbiamo lavorato benissimo in tutte le facoltà, in maniera capillare, giornaliera. Interfacciandoci ogni giorno con gli studenti, cercando di offrire un supporto continuo, solido. Questa vittoria era attesa, sono sincero. Naturalmente abbiamo fatto gli scongiuri perché come si dice “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco” ma quando si lavora come abbiamo lavorato noi, con una sinergia, un coordinamento, un affiatamento come quello che abbiamo messo in campo i risultati non possono non arrivare.
La nostra vittoria vuole essere un segnale forte. Un’inversione di rotta rispetto al vecchio modello d’Ateneo, ormai compassato, troppo localizzato. Noi lavoriamo nelle facoltà tutto l’anno, come abbiamo fatto nei quattro anni precedenti alle elezioni.
Non posso che essere orgoglioso della nostra squadra. Ringrazio soprattutto i ragazzi del polo scientifico, che sono stati meravigliosi. Economia in movimento, Ippocratica, tutti. Il merito va diviso con ognuno di loro. Forse abbiamo finalmente voltato pagina
“.

Abbiamo inoltre sentito anche il neo eletto al senato accademico Giuseppe Mansi:

Il risultato premia l’impegno di tutti noi che abbiamo lavorato giorno per giorno. La campagna elettorale è stata comunque molto tirata e abbiamo dovuto attendere fino all’ultimo voto. Qual è stata la ricetta vincente? Siamo un’associazione (Alf, ndr) che non è nata in campagna elettorale, ma che da tanto tempo è al servizio degli studenti. Lo sciopero dei pullman e il maltempo hanno causato una bassa affluenza che ci ha un po’ penalizzati, ma alla fine il lavoro è stato ripagato”.

Lucio Amatucci, come ti spieghi il tracollo di Sui Generis?

Non so, non vorrei entrare troppo nel merito. So solo che quando lavori in maniera capillare, su tutta l’università, impegnando tempo e risorse per lo studente, in cose utili e necessarie, poi le soddisfazioni arrivano. Non so gli altri che

conti si siano fatti, sicuramente (e parlo in generale) il vecchio modello associazionista ha fatto il suo tempo. Questo è sicuro. Noi ci siamo preoccupati di orientare lo studente verso il voto, il placcaggio in corridoio e altri metodi non ci appartengono.

Ride Agorà, piange Sui Generis.

La grande delusa di queste elezioni. Un tracollo su tutta la linea, nonostante le riserve iniziali dei diretti interessati, che si erano detti fiduciosi di strappare qualche risultato utile.

Inappellabile il verdetto delle urne, che rispedisce al mittente i sogni di gloria. Una batosta che servirà da lezione, mormorano i grandi sconfitti raccolti nel loro quartier generale. Le elezioni sono anche questo.

Francesco Ienco & Matteo Napoli

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