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10 febbraio 2013

Libri di testo digitali il governo frena, bisogna aspettare due anni

I Libri di testo digitali dovranno aspettare.

Una circolare del Ministero dell’Istruzione infatti frena e per certi versi porta indietro il discorso sulla digitalizzazione dei libri nelle scuole italiane.

Non che si fossero fatti passi da giganti inizialmente sulla questione. Sta di fatto che il ministero ha riabilitato la libera scelta riguardo i libri da adottare.

La circolare recita tra l’altro: “Per quanto riguarda inoltre il primo ciclo di istruzione, lo stesso decreto ministeriale 16 novembre 2012, con cui vengono emanate le “Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e della scuola del primo ciclo” prevede espressamente che l’editoria scolastica adegui i libri di testo destinati alle scuole del primo ciclo, a partire dalle adozioni per l’anno scolastico 2014/2015. Il passaggio ai libri di testo nella nuova versione digitale di Libri di testo digitali, da realizzare gradualmente a decorrere dalla adozioni per l’anno scolastico 2014/2015, richiede in ogni caso l’adozione di un apposito decreto ministeriale che ne definisca le caratteristiche tecniche.”

Quindi di fatto viene posticipato di molto il passaggio ai Libri di testo digitali, limitando l’adozione soltanto a talune classi; e comunque il tutto verrà ridiscusso dopo le elezioni politiche nazionali.

Per molti questa brusca frenata è dovuta alla grande pressione fatta dalle lobby del cartaceo, per altri è la solita lenta burocrazia italiana. Intanto gli insegnanti dicono la loro sulla questione, aprendo anche ad altri problemi che la digitalizzazione potrebbe portare con se.

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Gesualdo Orlando, preside dell’Istituto Comprensivo Fermi di Caltagirone dice: ” il discorso dei Libri di testo digitali e sulla digitalizzazione dell’insegnamento è il solito esempio di come la nostra politica funzioni male. Infatti non basta una circolare a regolamentare il tutto ma si dovrebbero vedere anche i singoli casi perchè nella scuola italiana ci sono grandi squilibri dal nord a sud. La situazione delle scuole siciliane, ad esempio, è molto complicata. Mancano continuamente fondi. Quindi senza adeguate normative rimarrà sempre un grosso divario fra scuola del nord e del sud.”

Per Gianni Di Salvo, insegnante e membro dell’Associazione Insegnanti Sicilia, il problema è più complesso di quello che sembra:”infatti , dice il professore, se da un lato il discorso  sulla digitalizzazione potrebbe portare una ventata di freschezza alla scuola italiana perché i giovani, sempre più “tecnologici” fin dalle elementari, avrebbero nuovi stimoli ad imparare e studiare con le nuove tecnologie; dall’altro lato si solleverebbe un problema di competenza da parte degli insegnanti, che hanno più di qualche problema con le tecnologie informatiche.”

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