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13 marzo 2013

Consegna diplomi Master in Riabilitazione infantile e Metodologia della Ricerca all’Unimo

Università degli Studi di MODENA e REGGIO EMILIA – Consegna diplomi Master in “Riabilitazione infantile e Metodologia della Ricerca”

Dirittura d’arrivo per i 51 partecipanti alla IV edizione del Master in “Riabilitazione infantile e metodologia della ricerca” dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. La cerimonia di consegna dei diplomi si terrà sabato 16 marzo 2013 a Reggio Emilia alla presenza di autorità accademiche e sanitarie reggiane e modenesi.

Giunge alla conclusione con la consegna dei diplomi la IV edizione del Master di I livello in “Riabilitazione infantile e metodologia della ricerca, un percorso didattico organizzato dall’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia che ha puntato a dare ai frequentanti le basi teoriche e pratiche per affrontare i difficili temi della riabilitazione delle funzioni adattive in area infantile, con particolare attenzione all’ambito delle paralisi cerebrali infantili.

Alla cerimonia per la Consegna diplomi Master, che si terrà sabato 16 marzo alle ore 16.00 presso l’Aula Magna Pietro Manodori a Palazzo Dossetti (via Allegri, 9) a Reggio Emilia alla presenza di autorità accademiche ed istituzionali locali, saranno presentati alcuni progetti di tesi e di ricerca realizzati da quanti hanno partecipato alla iniziativa formativa.

Il corso, diretto dal prof. Adriano Ferrari, titolare della cattedra di Medicina fisica e riabilitazione dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, è stato condotto con la collaborazione del personale della Struttura complessa per la riabilitazione delle Gravi Disabilità dell’Età Evolutiva di terzo livello dell’IRCCS ASMN di Reggio Emilia e finanziato dalla Fondazione Pietro Manodori di Reggio Emilia.

Il progetto riabilitativo dei piccoli pazienti con gravi disabilità è – per sua natura – particolarmente complesso e chiama in causa un elevato numero di professionisti della riabilitazione, che per ottenere significativi risultati devono poter operare in modo integrato, condiviso e coeso. Intorno a questi pazienti intervengono, infatti, medici ed operatori con diverse competenze: fisioterapisti, terapisti occupazionali, logopedisti, psicologi, ortopedici (chirurgia funzionale) e tecnici ortopedici (ausili, ortesi). Ogni operatore deve essere consapevole dell’apporto rilevante ed indispensabile che la propria disciplina porta al progetto globale, ma deve contemporaneamente saper riconoscere l’importanza del contributo degli altri professionisti in una visione olistica del progetto riabilitativo.

Per imparare a realizzare questo importante obiettivo, il Master è stato aperto a 51 professionisti con differenti competenze (medici fisiatri e neuropsichiatri infantili, fisioterapisti, terapisti della neuropsicomotricità), provenienti da diverse regioni italiane, che – da dicembre 2011 – hanno seguito le lezioni presso il Padiglione Spallanzani dell’Arcispedale Santa Maria Nuova e svolto tirocini presso la Struttura complessa per la riabilitazione delle Gravi Disabilità dell’Età Evolutiva di terzo livello dell’IRCCS ASMN di Reggio Emilia e presso il servizio di neuropsichiatria infantile dell’AUSL, nel distretto Scandiano.

Lo straordinario progresso compiuto dalle scienze di base – spiega il prof. Adriano Ferrari, Direttore del Master – nella conoscenza dei meccanismi e dei processi che sottendono le attività volontarie dell’uomo si confronta con le esperienze terapeutiche più innovative maturate nel campo da chi, fra medici, terapisti e tecnici, ha saputo quotidianamente misurarsi in modo costruttivo con i molti problemi sofferti dal bambino disabile e dalla sua famiglia. In questo senso il master vuole andare oltre l’integralismo di voler curare tutto e tutti con il solo intervento fisioterapico, per arricchirsi con nuovi e importanti strumenti terapeutici quali i farmaci per il controllo della spasticità, della discinesia e della dispercezione, le ortesi e gli ausili e, soprattutto, la chirurgia funzionale, sia ortopedica che neurologica. La visione emendativa della riabilitazione, tesa fino ad un recente passato a cercare di nascondere tutto ciò che non era stata in grado di cancellare, viene ogni volta misurata con la sfida del presente: saper realizzare il bambino disabile come persona con le sue differenze, consentendogli di valorizzare compiutamente le proprie risorse individuali, sociali, culturali ed ambientali, quanto di misurarsi, senza soccombere, con i propri limiti”.

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