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12 marzo 2013

La caduta del muro. “Italia, la fine della Guerra fredda e la crisi della prima repubblica”

Università degli Studi di PADOVA

La caduta del muro

Nel 1989 non cadde solamente un muro, si sgretolò un sistema. Contrapposte su due fronti, tutte le nazioni, fossero esse protagoniste o protette dall’ombrello ideologico dell’una o l’altra parte, persero certezze, equilibri e coperture economiche.

Venuto meno il collante della Guerra fredda, l’effetto domino della caduta del muro non fu solo un affaire interno della Germania, ma anche della Yugoslavia, dell’Albania e dell’Europa dell’Est, senza contare i contraccolpi a Cuba o in altre aree del Centro America.

Anche l’Italia, in politica interna ed estera, dovette cambiare ruolo, orizzonti e strategia. Fu da quel momento che il sistema partitico italiano basato sul pentapartito non riuscì più ad allinearsi con un paese scosso dai continui scandali culminati con Tangentopoli. Non solo, anche la diversa importanza strategica dell’Italia in uno scacchiere internazionale profondamente cambiato mutò il peso dei partner commerciali aprendo canali privilegiati verso i “nuovi” paesi nati dall’ex blocco sovietico.

Domani, mercoledì 13 marzo, alle ore 15.30 in Aula Nievo di Palazzo Bo, via VIII febbraio 2 a Padova, Antonio Varsori, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali e docente di Storia delle relazioni internazionali, terrà una conferenza dal titolo “L’Italia, la fine della Guerra fredda e la crisi della prima repubblica” nell’ambito del ciclo di incontri “Nodi della storia d’Italia dagli anni Settanta ad oggi” organizzato dall’Istituto veneto per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea dell’Ateneo patavino in collaborazione con i Dipartimenti di Scienze storiche, geografiche, dell’antichità e di Scienze politiche, giuridiche e studi internazionali e con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova.

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