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8 marzo 2013

Spotted: Avvistato su facebook – Spotted Università: Cos’è e Come funziona. Intervista agli Amministratori

Spotted
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Spotted: scoppia la mania fra i giovani studenti.

Milano, Roma, Pescara, Salerno,  sembrerebbe  che di recente, non si possano più fare incontri senza postare una specie di annuncio da qualche parte sul web.

Anni fa si sarebbe attesa la pausa caffè, fra un corso e l’altro  per incontrarsi ai distributori  e attaccare discorso, ma oggi l’estesa diffusione dei social network anche mobile, offre nuove peculiari  alternative per conoscere e interagire con i propri compagni di facoltà o ateneo.

Basta macchinette e distributori, adesso è il momento di Spotted. Per coloro che hanno seguito il telefilm Gossip Girl la parola “spotted” (avvistato) risulta familiare: è l’incipit del monologo della blogger che racconta i pettegolezzi della gioventù dorata di Manhattan.

Nella realtà  le pagine “spotted” sono pagine di università,  dove coloro che la frequentano possono dichiarare il proprio amore in totale anonimato oppure scrivere apprezzamenti o qualsiasi altra cosa su gente della stessa università, la parte divertente del “gioco” sta nel fatto che l’autore rimane del tutto anonimo.

Spotted

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Come già trattato ’iniziativa riscuote successi, perché secondo quanto sostiene uno dei fondatori della pagina Spotted di Chieti: “a chi non è mai capitato di notare qualcuno di interessante durante una lezione, o in un momento di pausa e abbia avuto voglia di scoprire qualche curiosità su di lui/lei o addirittura il suo nome per poi farsi avanti in un momento successivo? Inoltre è un modo diverso originale e simpatico per fare nuove conoscenze e magari approfondirle.”

Per ricercare le origini di questo fenomeno, dobbiamo tornare al 2010. Uno studente d’informatica della University College London, Rich Martell decide di creare un sito dove lui e i suoi amici possano pubblicare commenti sulle ragazze che avvistano nel campus. Il sito si chiama FitFinder e il suo fondatore lo presenta come una piattaforma di “microblogging anonimo localizzato”.

L’iniziativa nasceva per spirito giocoso di un piccolo gruppo di amici, ma il sito ha un effetto capillare tra gli altri studenti del campus, e in  due mesi circa riesce a coinvolgere più di 50 università britanniche e oltre 250mila utenti, con un totale di 5 milioni di pagine visualizzate. Nonostante il grande successo, la vita di FitFinder finirà  presto  tra le polemiche, perché molti utenti reclamano contro la natura pervasiva dei commenti pubblicati sul sito. Poco tempo dopo, le amministrazioni delle università coinvolte hanno diffidato gli studenti dall’utilizzare FitFinder, causandone la chiusura il 28 maggio 2010.

Il nuovo fenomeno arriva anche in Italia con la prima pagina “Spotted” su Facebook: creata dagli studenti dell’Università La Sapienza di Roma, in poche settimane ha raccolto più di 2.500 like e continua ad espandersi (ad oggi 6.742 utenti).

Al momento quella de La sapienza,è la pagina Spotted italiana con più utenti, ma anche quelle dell’Università dell’Insubria, di Trento, di Bologna, del Politecnico di Milano, Università degli Studi di Salerno stanno avendo successo. Abbiamo chiesto agli amministratori di numerose pagine Spotted delle Università italiane, come fosse nata l’idea e se l’iniziativa stesse avendo successo.

Spotted Università Trento

Spotted Università Trento

I simpatici amministratori della pagina spotted dell’Università degli studi di Trento hanno dichiarato:

attualmente siamo 4 amministratori, tre ragazzi e una ragazza. L’idea è venuta a due di questi, durante il loro periodo Erasmus. Durante la loro permanenza studio, non hanno potuto fare a meno di notare che nelle Università dalle quali venivano ospitati, aveva gran successo la pagina spotted dell’università, che attinge, per l’idea base,  al telefilm Gossip girl, nel quale viene descritto il meccanismo che abbiamo cercato di riprodurre a Trento. Possiamo considerarci soddisfatti di come stanno andando le cose; il nostro scopo è solo quello di divertire gli altri, magari mandando a buon fine un colpo di fulmine, e sembra che ci stiamo riuscendo un po’ alla volta.

Spotted UNIBO

Spotted UNIBO

Per quello che concerne la pagina Spotted dell’università degli studi di Bologna, i gentilissimi amministratori ci hanno riferito:

“L’idea di creare una pagina Spotted per l’Università di Bologna è nata dalla volontà di importare in Italia, e quindi in particolare a Bologna, un trend con il quale noi fondatori siamo entrati in contatto tramite esperienze con realtà estere dove questa tendenza è estremamente diffusa e le pagine Spotted arrivano ad avere migliaia di fans. Abbiamo visto quanto queste iniziative movimentino le realtà giovanili (e non solo nel loro aspetto universitario, ma anche in quello di vita quotidiana – es. trasporti pubblici – e notturna) in questi paesi e per questo motivo ci è sembrato fosse giunto il momento di dare all’ambiente universitario bolognese un tocco nuovo che lo rendesse più avvincente, ironico, misterioso”.

Spotted Bocconi Milano

Spotted Bocconi Milano

Molto entusiasticamente, gli amministratori della pagina Spotted dell’università Bocconi di Milano, ci dicono che

“la moda delle pagine Spotted arriva dall’America, come un po’ tutte le mode di questo tipo.Avendo degli amici là mi hanno parlato della cosa e abbiamo deciso d aprirne una anche in Italia, nella fattispecie della Bocconi. All’inizio la gente era diffidente, doveva vedere come funzionava la cosa ma ora che è rodata andiamo alla grande, stiamo avendo grande successo e alla gente piace”.

Dall’Università degli studi di Salerno, l’entusiastica tenacia dell’ amministratore della pagina Spotted Unisa, è evidente dalle sue parole :

Spotted Unisa

Spotted Unisa

“L’evento Spotted è nato nelle università inglesi per poi ampliarsi prima in quasi tutto il mondo e da pochi mesi in Italia. In Inghilterra è diventato talmente famoso che non viene usato solo per le Università ma anche per spettegolare su quello che succede in un bus , nella metro o in qualsiasi altro luogo pubblico. L’ idea l’ho presa dal Politecnico di Milano che è il più famoso con ben quindicimila fans. L’iniziativa piace molto ai ragazzi nonostante sia stato difficile riuscire a far notare la pagina dal momento che quasi nessuno conosceva il significato di Spotted ! Anche se siamo ancora pochi (500), ogni giorno mi arrivano una decina di messaggi. Non credo che la pagina avrà problemi di violazione della privacy , visto che i post sono tutti anonimi e non compaiono nomi di persone!”

Per sapere se la nostra università ha già una pagina “spotted“ basta digitare nella stringa di ricerca di Facebook la parola “spotted” seguita dal nome dell’ateneo.

Che vi piaccia o no nell’era 2.0 anche l’approccio all’università è social, affrettatevi potreste essere il prossimo avvistato!

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