• Google+
  • Commenta
4 aprile 2013

Contributi Scolastici. Proteste studenti sui contributi scolastici obbligatori. Indignati i dirigenti onesti

I costi dell’istruzione in perenne impennata e le casse scolastiche sempre più esangui, sono le ragioni dalle quali traggono ragione di esistere alcuni contributi scolastici.

I Contributi Scolastici, una cassa d’emergenza per intenderci.

Cosi quelli che nascono come contributi scolastici volontari, ovvero erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici,  ben presto vengono rappresentati dalle scuole come obbligatori, posizione aggravata dall’indicazione che le stesse scuole danno ai genitori che, in caso di mancato pagamento, ne deriva un’impossibilità a procedere all’iscrizione del ragazzo.

Per cui molti studenti e relative famiglie che si vedono recapitare a casa il famigerato bollettino dei contributi scolastici, chiedono maggiore trasparenza.

“Io definisco la scuola “furba”, agisce con astuzia obbligando le famiglie a pagare questa “tassa”, ma se la scuola ha bisogno di soldi deve parlare chiaro e tondo, perché è giusto che le famiglie sappiano e magari, sapendo che la scuola sta passando un brutto periodo, possano anche dare il loro contributo consapevolmente, in base alle proprie possibilità”, dice Carmen, classe 2C dell’ITE P.V. Marone.

Gli fa eco Paolo, studente al liceo Da Procida di Salerno: “Mio padre è disoccupato da 2 anni ormai e fa una fatica immane per tirare avanti. Il contributo non deve diventare un ricatto, perché a soffrirne sono soprattutto le famiglie più disagiate cui anni di riforme suicide stanno togliendo anche il diritto di mandare a scuola i propri figli.”

Duro, durissimo anche Alberto, del liceo classico Benedetto da Norcia di Roma: “Questo contributo non è altro che la riprova di una scuola pubblica che viaggia senza freni verso la privatizzazione. Spero si faccia qualcosa, ma i segnali che arrivano dalla politica e dall’economia paiono andare dritto in quella direzione. Forse siamo ancora in tempo per salvarci, ma serve più collaborazione tra le parti. Ma l’impressione che ho è quella di uno scaricabarile infinito”.

Ma  a chiedere trasparenza sui contributi scolastici non sono solo le famiglie, ma anche molti dirigenti onesti, che non esistano a puntare il dito contro questa prassi “sanguisuga”. Come il dott. Nicola Ienco, vice-preside dell’Istituto Professionale Trani di Salerno, il quale, con assoluto rammarico, registra la condizione di abbandono dei nostri istituti e l’indifferenza di uno Stato che continua a scaricare sui ragazzi il peso delle sue inefficienze ed incapacità:

“La Scuola sta attraversando un periodo molto difficile per mancanza di finanziamenti; certamente quello delle scarse risorse è un problema che ormai è diventato endemico, poi aggiungeteci la crisi e il quadro è completo. Se devo dire la verità vedere, in alcuni servizi televisivi, genitori “armati” di pennelli, di barattoli di vernici e quant’altro che, rinunciando al giorno di festa, si cimentano nella pitturazione di aule mal ridotte e sporche non mi arreca alcun sollievo e, ancor di più, quando sento che alcune scuole, per poter gestire anche la normale amministrazione, si affidino a contributi volontari delle famiglie degli studenti allora mi viene da pensare che siamo proprio al limite della linea di galleggiamento.

La mia contrarietà ai contributi volontari si fonda su alcune semplici considerazioni che possono partire da una domanda, forse banale, ma che nello specifico è da anni che attende una risposta: “ma perché paghiamo le tasse?” O meglio “come vengono spesi dallo Stato i soldi incassati attraverso una fortissima pressione fiscale?” “L’istruzione dei propri ragazzi non è una priorità?”. Come ho detto prima ogni cittadino è sottoposto ad una pressione fiscale molto elevata, in qualche caso intollerabile, eppure ciò non garantisce la funzionalità di quella Scuola che dovrebbe garantire la piena formazione dei figli ed ecco che, facendo leva sul sacrosanto desiderio di ogni genitore di immaginare un futuro sereno per i propri figli, gli si venga a chiedere, più o meno apertamente un contributo aggiuntivo.

Perciò, non solo penne e matite, quaderni, libri, zaini, etc… ma anche carta igienica, sapone, cerotti, fotocopie, e chi più ne ha più ne metta, incominciano a rientrare nel budget scolastico. Anche noi operatori del settore affrontiamo tutti i giorni difficoltà difficilmente prevedibili, come ad esempio portare da casa un mouse nuovo o una stampante multifunzione per meglio svolgere il nostro lavoro, ma tutto questo è giusto? La risposta è sicuramente “no!” perché i nostri ragazzi hanno diritto ad una Scuola inclusiva ed accogliente, sicura nelle strutture ed efficiente nell’iter formativo, attrezzata almeno con l’indispensabile per garantire una decente vivibilità ed una confortevole quotidianità.

E’ singolare come all’approssimarsi delle elezioni politiche tornino di moda espressioni come “formazione globale dell’individuo”, “acquisizione delle conoscenze e delle competenze”, “posizione assolutamente centrale della cultura nella vita del Paese”, poi scompaiono repentinamente da tutte le agende programmatiche una volta consumato il rito di salita o discesa, mettetela come vi pare, nell’agone parlamentare. Perciò non mi meraviglio che, proprio in questi giorni, una nota casa produttrice di carta igienica stia inondando le televisioni di spot nei quali si promettono alle scuole, dipendentemente dalle vendite del prodotto, ingenti quantitativi dell’agognata carta, come se i nostri studenti dovessero passare il loro tempo-scuola nei bagni.No, non sono proprio d’accordo, è lo Stato che ci deve pensare!”.

Matteo Napoli

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy