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19 aprile 2013

Giornate Internazionali di Studio sul Borgo Murattiano di Bari

Politecnico di BARI – Bicentenario dalla Fondazione. Urbanistica e tutela – Giornate Internazionali di Studio sul borgo Murattiano di Bari

Fu un giorno di attesa e di festa quel lontano sabato, del 24 aprile di duecento anni fa per l’arrivo a Bari da Monopoli del Re del Regno di Napoli, Gioacchino Murat. Il mattino successivo, domenica, 25 aprile 1813, Murat, in una apposita cerimonia, poneva la prima pietra della città nuova, “Borgo Gioacchino” e ne ufficializzava la sua realizzazione con apposito Regio Decreto di pari data. La soddisfazione gratificava in particolare, la classe borghese della città filo francese-giacobina, già riconosciuta e apprezzata dal suo predecessore, Giuseppe Bonaparte, fratello dell’imperatore, che con apposita legge aveva già elevato Bari, nel 1806, a capoluogo di provincia.

Quella prima pietra posta fuori dalle mura, nei pressi della Porta di accesso di Ponente (all’incrocio tra gli attuali corso Vittorio Emanuele e corso Cavour), apriva definitamente una nuova era, quella moderna, della città. Essa riassumeva, in quel giorno, i pallidi tentativi di espansione fuori dalle mura autorizzati nel 1790 dal Re Ferdinando IV, ma rimasti sulla carta, e quelli previsti dal Piano dell’architetto polignanese, Giuseppe Gimma del 1812, proseguiti dagli stessi borbone dopo la restaurazione. Quel piano prefigurava una espansione della nuova città a “griglia”, funzionale, con strade ortogonali tra loro, al fine di favorire la circolazione delle merci e delle genti in raccordo con il porto e per porre rimedio ai gravi problemi igienico-sanitari in cui viveva la città antica costretta nelle mura. Tale visione urbanistica, era già stata attuata in Italia e in Europa nel XIX secolo.

Oggi, a 200 anni da quella data, ci si chiede cosa ne è stato dei principi fondativi che ispirarono la nascita di questo borgo, cosa ne resta e quanta strada è necessario percorrere per proiettare la città, a partire dal suo cuore pulsante, in una dimensione sovracomunale, europea, vista l’importanza strategica della sua collocazione geografica, al centro di flussi migratori.

In tale contesto e in occasione dei festeggiamenti per il bicentenario della fondazione del borgo murattiano, il Politecnico di Bari ha inteso offrire il suo contributo attraverso l’organizzazione delle “Giornate Internazionali di Studio su Murattiano” in collaborazione con la Direzione Generale del Ministro per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) e l’ANCE Bari-BAT. Il 22 e 23 aprile prossimi, esperti nazionali ed internazionali offriranno una lettura moderna e propositiva per un rilancio della città murattiana barese. In particolare, lunedì, 22 aprile, aula magna “Attilio Alto”, ore 9:00, verrà sviluppato il tema, “Città a scacchiera del Mediterraneo: Bari, Barcellona e Trieste”, secondo due sessioni succedanee: “Il Piano, la Norma, i Progetti” (mattina); “Statuti e Regolamenti Edilizi” (pomeriggio). Si proseguirà il giorno dopo, martedì, 23 aprile sul tema, “Il Borgo Murattiano nella città contemporanea” (sala delle videoconferenze del rettorato – via Amendola, 126/b).

Le giornate internazionali di studio dal Politecnico di Bari  rappresentano uno degli eventi centrali del programma curato dal Comitato insediato dal Comune di Bari per le celebrazioni del bicentenario. Le giornate disegnano un percorso che a partire dalla posa della prima pietra della Bari nuova ad opera di re Gioacchino Murat giungono sino a noi con un tema di grande attualità: il vincolo paesaggistico richiesto a tutela del borgo murattiano. “In questo senso – dice il Presidente dell’Associazione il Murattiano – le giornate di studio rispondono pienamente allo spirito che ha guidato il Comitato nella organizzazione dei vari eventi: partire dallo studio e dagli approfondimenti sulle vicende del passato per aiutarci ad individuare la direzione di marcia per le scelte che attengono allo sviluppo futuro della città di Bari”.

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