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Sigaretta elettronica vietata a scuola a studenti e docenti

Redazione Controcampus 25 Aprile 2013
R. C.
20/09/2021

Sigaretta elettronica vietata a scuola, sia ai docenti che agli studenti: ecco perché.



Sigaretta elettronica vietata a scuola: No secco dei presidi alla e-cig. Ma se per qualcuno la linea dura dei presidi era fatto prevedibile e scontato, pochi in verità si sarebbero aspettati un’opposizione ufficiale, addirittura nero su bianco, con le sigarette elettroniche bandite per sempre non solo dalle aule e dai corridoi (in ossequio allo storico divieto datato 1975), ma anche dall’”hinterland scolastico” nel suo insieme: cancelli, cortili, giardini e spazi aperti antistanti gli edifici scolastici.

Sigaretta elettronica vietata a scuola anche all’aperto. A poco se non a nulla sono servite le difese d’ufficio dei più progressisti: l’e-cig non produce fumo passivo, ma solo vapore acqueo, non contiene le sostanze cancerogene tipiche della combustione, è più economica della bionda classica, facilita il compito ai tabagisti che vogliono smettere, non disperde odori molesti nell’aria ecc. La parola d’ordine ancora una volta è intransigenza.

La “mossa”, vale la pena ricordarlo, precede di un’incollatura il provvedimento del Ministro della Salute, Renato Balduzzi, che dal prossimo 23 aprile renderà attuativa l’ordinanza di divieto di vendita delle e-cig ai minorenni (misura che resterò in vigore almeno fino al 31 ottobre di quest’anno). Il precedente limite fissava la soglia legale a 16 anni.

Tra i primissimi agitatori di questa moderna crociata sulla sigaretta elettronica vietata a scuola alcuni istituti dello stivale: l’Istituto tecnico-commerciale Moreschi, il liceo scientifico Marconi, l’istituto Leonardo da Vinci, il Virgilio ed il liceo classico Berchet in Lombardia, il liceo Einstein in Piemonte ecc.

Una guerra di circolari e strombazzati proclami moralizzatori, coi presidi pronti a dichiarare guerra aperta alle sigarette elettroniche non solo tra i banchi, ma in tutti gli ambienti direttamente ed indirettamente connessi alla vita d’istituto.

Ad innescare la polemica due episodi “paradigmatici”, destinati con tutta probabilità ad alimentare nei prossimi mesi un acceso dibattito tra professori e studenti di tutta la penisola.

Il primo al liceo Berchet, dove fino a poco fa si poteva ancora fumare in cortile con tanto di portaceneri ad ogni angolo in “segno di civiltà”. Qui a provocare la dura reprimenda del preside Innocente Pessina, la risposta piccata di un ragazzo sorpreso a fumare la sua sigaretta elettronica a scuola, nei corridoi.

Convocato in presidenza, lo studente avrebbe replicato seccamente (e a ragione) alla ramanzina, facendo notare che “Se lo fanno gli insegnanti lo posso fare anch’io” e che l’e-cig non contiene nicotina e non disturba gli altri. La reazione di Pessina non si fa attendere. Arriva la famigerata circolare: “A seguito di diverse segnalazioni si rende necessario richiamare tutte le componenti scolastiche al rispetto del divieto di fumare all’interno di tutti gli spazi”.

Sigaretta elettronica vietata a scuola: divieto del ministero e dei docenti

Sigaretta elettronica vietata a scuola anche agli stessi docenti, dacché, ha spiegato il dirigente, “facciamo fatica a insegnare i comportamenti corretti . Mi pare che gli insegnanti che fumano in classe o nei corridoi siano un cattivo esempio non tollerabile. Le prime sigarette elettroniche infatti a scuola non sono entrate con gli studenti, ma con i docenti. A scuola è sbagliato fare passare il messaggio che il fumo può essere tollerato”.

Il secondo al liceo scientifico Einstein di Torino, dove un insegnate ha duramente redarguito un ragazzo, sorpreso a fumare in assoluta tranquillità, in classe, la sua sigaretta elettronica. Animi accesi e immediata stangata: circolare 116 e e-cig vietata a studenti e professori.

Ma quali sono le ragioni che spiegano il divieto della sigaretta elettronica vietata a scuola in maniera così drastica e convita da parte di molti dei nostri istituti?

Il denominatore comune di questi divieti pare vada ricercato nel carattere “diseducativo della sigaretta elettronica. L’emulazione, se“negativa”, incoraggia condotte disetiche e pericolose. Serve allora un segnale forte, insistono molti dirigenti, capace di richiamare gli insegnati e con essi tutto il mondo adulto al loro ruolo di educatori, al dovere di essere d’esempio non solo con le parole, ma anche e soprattutto con le opere, i comportamenti.

C’è poi un motivo di natura tecnico scientifica sulla sigaretta elettronica vietata a scuola: mancano studi scientifici che dimostrino con evidenza l’innocuità della sigaretta elettronica. Questa la direzione in cui sta recentemente lavorando il Consiglio Superiore di Sanità: si parla pur sempre di strumenti per respirare nicotina, quindi una sostanza tossica. Urge dunque un’accurata analisi dei costi e dei benefici connessi al consumo di e-cig da parte della comunità scientifica, che sappia fornire a consumatori e non dati certi ed incontestabili

Resistono, infine, forti perplessità di ordine squisitamente giuridico-legislativo. Ad oggi, infatti, non esiste ancora in Italia una regolamentazione chiara, univoca, capace, ad esempio, di stabilire se il dispositivo e le annesse ricariche contenenti nicotina vadano o meno considerate come normali “medicinali per funzione”, vale a dire un farmaci a tutti gli effetti.

Non manca chi, tra presidi e studenti, non ha esitato ad esprimere pesanti riserve sull’efficacia di una strategia d’intervento improntata ad un garantismo in molti casi esageratamente oltranzista, se non addirittura controproducente.

Non è vietando la sigaretta elettronica che si vince il braccio di ferro con il “fumo elettronico”. Spesso, al contrario, spiegano i più moderati, misure disincentivanti ma autoritarie ed immotivate finiscono per sovreccitare  il desiderio dell’adolescente di trasgredire ad ogni costo.

Per saperne di più sulla questione “e-cig/studenti”, sulle possibili soluzioni regolamentari e sulla necessità di una sintonizzazione “di fatto” tra scuola e mondo giovanile, abbiamo deciso di raccogliere alcuni pareri esemplificativi, che rappresentassero opportunamente sentimenti ed opinioni dei due schieramenti al centro di questa modernissima contesa: un dirigente, vice-preside di un istituto superiore ed uno studente, e-smoker convinto.

Cominciamo dall’Ing. Nicola Ienco, vice-preside dell’Istituto Professionale Trani di Salerno, il quale, oltre a regalarci la sua opinione personale di fumatore di lungo corso, ha colto l’occasione per chiarire insieme a noi alcuni degli aspetti più controversi della ferma opposizione di molti dirigenti scolastici nostrani al fumo elettronico.

In alcune scuole della Lombardia  i presidi hanno, vietato ai ragazzi di fumare sigarette elettroniche non solo all’interno degli istituti come per le sigarette normali, ma all’aperto, davanti alla scuola e nei giardini annessi perché giudicano l’e-cigarette pericolosa e diseducativa. Come commenta questa notizia?

“E’ sempre difficile assumere un atteggiamento equilibrato di fronte a fenomeni del genere. Ogni istituto è ovviamente libero di imporre la propria politica in materia di fumo. Dal mio punto di vista non so se vietare le sigarette all’aperto, oltre che in classe, possa costituire un deterrente efficace. Alla lunga si sa che un eccesso di zelo e rigore rischia di nuocere. Ma ripeto, sono scelte legittime dei presidi.”

A far scoppiare la polemica sulla sigaretta elettronica vietata a scuola è stato il fatto che molti professori, anche in classe, fumassero sigarette elettroniche. Come giudica questo comportamento da parte di alcuni docenti?

In generale, e non solo quando si parla di sigarette elettroniche, si tratta di dare il buon esempio. Senza scomodare logiche proibizionistiche, resistere alla tentazione di fumare mentre è in corso una lezione, e magari fumare in pausa all’aperto, è un piccolo sacrificio che può rappresentare uno stimolo anche per i ragazzi.

Lei è un fumatore. La sigaretta elettronica è davvero così pericolosa e diseducativa? Come bisogna comportarsi coi ragazzi davanti a questo fenomeno di moda così imponente?

“Non sono ben a conoscenza degli effetti della sigaretta elettronica e delle differenze con la sigaretta “classica”. Ad ogni modo, così come per tutti i fenomeni legati al fumo, è difficile imporre determinati comportamenti con la forza. Più semplice sarebbe sensibilizzare i giovani sulla portata del fenomeno stesso, e magari aiutarli a comprendere i pro (se ce ne sono) e i contro.”

Ritiene che la sigaretta elettronica vietata a scuola, senza motivarlo sia la strategia giusta per vincere questa “battaglia”?

Pensa sia giusto demonizzare oppure gestire con più elasticità e tolleranza la cosa? Farebbe lo stesso nella sua scuola? Vieterebbe di fumare cioè anche all’aperto?

“Ritengo che un approccio eccessivamente rigido possa risultare, in alcuni casi, controproducente. Ci vuole anche un po’ di tolleranza. Certo, senza ricorrere necessariamente ad uno sdoganamento della sigaretta in classe, che sia salutare o meno. Il presupposto è riuscire a mettersi per un attimo nei panni degli studenti, capire il modo in cui vivrebbero una situazione in cui tutto è vietato e nulla è consentito.”

Chi proprio non riesce a digerire il divieto di fumare e-cig a scuola, rivendicando con orgoglio l’opportunità di regolamenti scolastici più equi, flessibili e, soprattutto, “ricettivi” rispetto ad un costume giovanile così profondamente dinamico e aperto alla novità, è Selene, studentessa liceale, prossima diplomanda:

“Sono Selene, ho 18 anni e purtroppo fumo da quando ne ho 14. La voglia di smettere ci sarebbe, ma è dura, non ce la fai con facilità. Da qualche tempo sto provando con l’e-cig. A dire il vero mi trovo bene, nel senso che almeno, non fumo le sigarette “normali”. Fumo questa sigaretta da almeno 3 mesi e sento di essere sulla buona strada, però ho bisogno di fumare anche di mattina quando sono a scuola, ma sto avendo tantissimi problemi col professor G.M, insegnante di latino: non vuole che usiamo l’e-cig né in classe, e fin qui ci può anche stare, né fuori dalla classe e neppure nell’atrio della scuola o all’esterno nei giardinetti antistanti l’istituto.

Ma volete saper il bello?….lui la usa. Spesso anche nei corridoi. Allora mi  sono incavolata nera, perché mi chiedo che differenza c’è fra me e lui?

Anzi! Lui è un prof, a limite dovrebbe dare l’esempio e non pontificare su quanto sia sconveniente fumare a scuola, specie se tu per per primo dimostri di non saper stare alle regole.

Fumo e non va bene, cerco di smettere e neppure va bene, allora cosa vogliono? Ho chiesto spiegazioni logiche e soddisfacenti, ma l’unica cosa che ti sanno dire è..”il regolamento lo vieta”. Ora io sono maggiorenne e il cervello mi funziona e so che la sigaretta elettronica mi può aiutare, perché non mi lasciano fare il mio tentativo di smettere in santa pace, visto che poi lui lo fa senza alcun fastidio. Credo non sia giusto. Si potrebbe creare una sala per fumatori di e-cig, chiaramente regolamentando tutto come più si conviene, ora non so come…oppure lasciare che i ragazzi fumino all’esterno, senza che nessuno intralci questa libertà sacrosanta.

Mi rendo conto che non è facile dimostrare che si fuma per smettere, che anzi può sembrare paradossale ma qualcosa va fatto. La scuola fa bene a disincentivare il fumo tra i ragazzi, ma combattere il fumo con divieti per nulla ragionati non può che incoraggiare i ragazzi a fare di testa loro. Non li educa insomma, ma li rafforza nelle loro convinzioni. Sbagliate e non. Non mi resta augurarmi che qualcuno faccia qualcosa.”

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto