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20 maggio 2013

Colloquio di lavoro: come sostenere un colloquio di lavoro, consigli e regole dei coach

Curriculum Vitae Personalizzato

La crisi sta mettendo a dura prova tutti, in particolare i più giovani

Colloquio di lavoro

Colloquio di lavoro

Le possibilità che offre il mercato del lavoro sono poche e la concorrenza si fa spietata e cercare e trovare un lavoro diventa sempre più difficile. E’ per questo motivo che il colloquio di lavoro diventa un momento importantissimo.

E’ per queste ragioni che vogliamo spiegarvi come affrontare un colloquio di lavoro. I consigli che vi daremo sono utili per qualsiasi colloquio di lavoro: a tempo indeterminato, a parziale, a progetto, stagionale ecc.

Il primo aspetto da curare per affrontare un colloquio di lavoro è quello pratico; non presentatevi con le mani in mano ma preparate un curriculum vitae esaustivo in cui vengono messe in luce, in maniera chiara e concisa le vostre esperienze lavorative e i vostri studi. Nel momento in cui stilate il vostro CV immedesimatevi in chi lo leggerà: se notate lacune o punti che potrebbero suscitare dubbi ponete rimedio. Per accorgervi se il CV è ben strutturato, vi suggeriamo di raccontarvi il cv davanti allo specchio, come fosse un racconto, aggiungendo quei dettagli che, per essere brevi, sono stati tralasciati.

Se vi siete candidati per un posto di lavora in un’azienda o in un ente (pubblico o privato) vi consigliamo di conoscere, anche usando Google, quante più notizie possibili sul posto di lavoro presso il quale sosterrete il colloquio di lavoro. Si suppone che conosciate bene l’argomento, ma è bene non presentarsi impreparati.

Dimostrate curiosità al colloquio di lavoro: non siete più all’università, dunque ponete delle domande, ma che siano quelle giuste. Fare domande giuste fa acquistare punti agli occhi del selezionatore. Infine, rispondete in maniera non banale alle domande che vi faranno: chi rimugina a lungo su una risposta non da un’ottima impressione di sé.

Siate puntuali ma non troppo: si consigliano 15 minuti di anticipo al colloquio di lavoro, troppa solerzia non sempre è gradita.

Le dieci regole da seguire per un efficace colloquio di lavoro

  • Le cose da fare al colloquio di lavoro:
  1. Sorridere: essere sorridenti è importante soprattutto all’inizio e alla fine del colloquio perché dimostra uno spirito amichevole e anche entusiasmo per la posizione per la quale vi state candidando.
  2. Evitare lo sguardo diretto del selezionatore: lo sguardo è fondamentale per l’avvio di qualsiasi rapporto interpersonale e con esso si conferisce significato all’interazione tra due individui. Chi percepisce come illegittima la posizione di potere dell’interlocutore, eviterà il contatto visivo con quest’ultimo.
  3. Evitare stretta di mano troppo forte: dare una stretta di mano troppo decisa non sempre è sintomo di sicurezza ma di finta decisione; cercate di dare una stretta di mano vigorosa ma non con la forza.
  4. Tenete una buona postura: ad un colloquio di lavoro è bene assumere una posizione eretta senza rilassarsi troppo sulla sedia (quest’ultimo atteggiamento dimostra disinteresse).
  5. Incrociare le braccia: denota chiusura; sarebbe meglio, inoltre, non accavallare le gambe ma tenere i piedi appoggiati a terra dimostrando un atteggiamento serio e distinto.
  • Le cose da non fare al colloquio di lavoro
  1. Stringere la mano in maniera debole: una stretta di mano vigorosa ma non troppo dimostra una certa sicurezza di se stessi.
  2.  Muoversi troppo sulla sedia: trasmette l’idea di una persona ansiosa; cercate di controllare i vostri    movimenti e non lasciatevi andare a spasmi convulsi!
  3. Giocherellare con qualche oggetto: trasmette insicurezza e mancanza di interesse per ciò che si sta dicendo; cercate di dare completa attenzione al vostro colloquio.
  4.  Gesticolare troppo: dimostra ansia e inoltre distrae il vostro interlocutore.  
  5. Toccarsi i capelli o il viso: trasmette insicurezza; inoltre, si da l’idea di una persona disordinata che non bada ai dettagli, dare l’idea di una persona precisa è essenziale in un colloquio di lavoro.

Per saperne di più sulle regole per avere un efficace colloquio di lavoro, abbiamo sentito il dr. Daniele Mattoni, life e executive coach certificato dall’International Coach Federation e cofondatore di Idee che TrasFormano (ICTF), la Comunità di Apprendimento dei Trainer Coach®, al quale abbiamo chiesto dei suggerimenti su come affrontare al meglio un colloquio di lavoro.

Dr. Mattoni, quali suggerimenti si sente di dare ai tanti giovani che devono affrontare un colloquio di lavoro?

Innanzitutto è necessario spiegare qual è il ruolo di un coach: siamo facilitatori di consapevolezza; abbiamo il compito di rendere consapevole la persona delle proprio capacità e risorse. Per questa ragione, come spesso ho detto nel corso dei laboratori fatti con studenti, il primo passo che suggeriamo di fare è chiarire l’obbiettivo che si vuole raggiungere. La persona deve inquadrare cosa vuole dalla propria vita professionale; in un periodo di crisi come questo, in cui non c’è molta scelta, fare questo lavoro su se stessi è molto di aiuto.

Non dimentichiamo, inoltre, che il colloquio di lavoro è una “vendita” di se stessi: è importante valorizzarsi al di fuori del contenuto del proprio curriculum. Molte aziende non cercano soltanto esperienza, ma persone!

Per raggiungere tale scopo, suggeriamo di fare un elenco delle qualità che si hanno, in modo da avere un quadro chiaro di se stessi.

Durante un colloquio di lavoro è altrettanto importante utilizzare uno stile di comunicazione assertivo: non bisogna avere un atteggiamento passivo, rinunciatario e remissivo, né attivo, aggressivo o borioso; è consigliabile porsi con autorevolezza ma, allo stesso tempo, con umiltà. Mostratevi curiosi, ponete anche voi delle domande alle persone con cui state sostenendo il vostro colloquio di lavoro. Cercate di comprendere “chi” stanno cercando. Quanto più ci riuscirete tanti più argomenti avrete per valorizzare la vostra candidatura.

I suggerimenti dati per i colloqui di lavoro sono standard oppure variano a seconda della tipologia di lavoro?

I suggerimenti sono standard, più precisamente trasversali: non riguardano un singolo campo ma coinvolgono la persona in tutto ciò che fa parte della sua vita. Un coach aiuta a fruire il meglio di sé stessi: non trasmette contenuti ma stimola, in qualità di facilitatore, le capacità della persona.

A quale tipo di persona è più utile avere il supporto di un coach?

Non c’è una tipologia specifica. Abbiamo a che fare con un pubblico variegato, di tutte le età e professioni. Solitamente si rivolge ad un coach chi ha bisogno di colmare un gap tra la situazione attuale e una situazione desiderata, a proposito di alcuni aspetti della propria vita: la distanza, infatti, viene spesso vissuta come insoddisfazione. Il coach interviene stimolando- attraverso delle domande e dei feedback, la consapevolezza e l’apprendimento, e a tradurli in azioni concrete.

Questi suggerimenti sono adatti a tutti per il colloquio di lavoro?

Sono sicuramente suggerimenti validi ma è necessario precisare che ogni persona è unica. Nel coaching non esiste un ricettario magico! Non siamo dei consiglieri ma dei facilitatori della consapevolezza; l’esperienza ha dato più volte la conferma che, strategie come quelle che ho poc’anzi elencato, hanno aiutato molte persone ad acquisire una maggiore consapevolezza e maggiori risultati.

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