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25 marzo 2013

Lavoro stagionale: come e dove cercarlo, diritti e tutela

Lavoro stagionale
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Lavoro stagionale

Come cercare lavoro stagionale? Dove rintracciarlo e con quali modalità?

Il lavoro periodico, è il più classico degli impieghi a termine, dei lavori a tempo determinato.

Il presupposto è che un impiego stagionale duri, per l’appunto, una stagione. O meglio, si basa su un “contratto” valido solo per un determinato periodo.

Di questa categoria fanno parte i classici “lavoretti” dei giovani, utili ad accumulare esperienza e a racimolare qualche soldo.

La stagione generalmente prediletta da chi decide di intraprendere un lavoro a tempo è quella estiva. Bisogna tenere conto del fatto che ad essere coinvolti sono parecchi studenti, i quali difficilmente hanno l’opportunità di “muoversi” al di fuori di quei fatidici tre mesi.

Il settore che offre le maggiori possibilità, in quest’ottica, è quello turistico, animatori, bagnini, in un villaggio o magari nel lido di un residence.

Da non sottovalutare neppure il settore turistico-alberghiero, anch’esso di ottima prospettiva per i giovani in cerca di lavoro: farsi assumere in un albergo o in un ristorante in qualità di camerieri o cuochi, può essere infatti piuttosto remunerativo, sebbene comporti spirito di sacrificio.

Non c’è un segreto relativamente a come cercare lavoro stagionale. Di certo, conviene non arrivare mai all’ultimo momento. E’ conveniente che ci pensiate qualche mese prima. Magari a febbraio o marzo. Ci vuole un minimo di organizzazione.

Lavoro stagionale: tipi di offerte, dove e come cercare il lavoro per l’estate o l’inverno

  • tipo di offerta,
  • gli orari richiesti,
  • la retribuzione (che varia a seconda dell’impiego, della qualifica e delle competenze),
  • le garanzie.

Senza, si rischia un salto nel vuoto. Che può essere stimolante, ma anche rivelarsi un’incognita spiacevole.

Prima, però, serve anche capire come cercarlo, l’impiego. Oggigiorno, con il web, è più semplice del previsto. Basta munirsi di motore di ricerca, digitare la parola chiave giusta e procedere con un semplice clic per visualizzare le offerte più interessanti.

Per cercare lavoro, è utile consultare dunque Agenzie, Centri d’impiego regionali ed anche Siti istituzionali, alcuni specifici per tipologia d’impiego. Da non dimenticare le Informagiovani.

Non è solo l’estate a presentare opportunità di lavoro per i giovani, sebbene, come specificato prima, sia il periodo più propizio nell’anno solare. Qualcosa, volendo, si trova anche ad esempio in autunno ed in primavera. E qui entra in gioco, nella maggior parte dei casi, il settore agricolo.

Parliamo, nella fattispecie, di coloro che accettano un lavoro nelle piantagioni ortofrutticole, con mansioni che possono variare a seconda delle esigenze.

Al lavoro nei campi si può in realtà partecipare in diversi periodi dell’anno, tuttalpiù a variare sarà il raccolto stesso. L’importante è tenere presente la procedura da seguire: con l’iscrizione alla propria Sezione Circoscrizionale si ha accesso ai magazzini, ma per passare allo step successivo (le piantagioni) è consigliabile contattare le aziende.

L’autunno, in particolare, è la stagione della vendemmia, ergo non mancherà il lavoro nei vigneti. In inverno, invece, le offerte di lavoro stagionale riguarderanno prevalentemente il settore alberghiero. Per lavorare d’inverno, si consiglia di mettere le carte in tavola già a partire dai primi mesi autunnali.

Tipologie di lavoro stagionale: quali sono e come effettuare la ricerca

Occorre ribadire che la ricerca, al giorno d’oggi, avviene quasi esclusivamente online. In base a uno studio condotto sul lavoro stagionale, relativo all’estate 2011, l’83% degli utenti dichiarano internet la propria fonte privilegiata. Quanto alle professioni più gettonate, camerieri e barman si collocano in testa alla graduatoria :

1. Barman/cameriere (18%)
2. Commesso/a (16%)
3. Baby sitter (9%)
4. Animatore turistico (8%)
5. Accompagnatore/Educatore bambini (6%)
6. Dog sitter (6%)
7. Guida turistica (5%)
8. Cuoco/Pizzaiolo (5%)
9. Bagnino (4%)
10. Istruttore sportivo (4%)

Si tendono a preferire nettamente le località balneari (41%) a quelle montane (8%), mentre il lavoro vicino casa (36%) surclassa quello all’estero (10%).

Ricordiamoci inoltre che il lavoro va selezionato sulla scorta delle proprie competenze esperienze o capacità.

Ci vuole anche una certa abnegazione: essere in grado di accettare orari di lavoro proibitivi e ritmi spesso sfiancanti non è da tutti, così come lasciare casa a proprie spese trasferendosi dall’altra parte della penisola, quando non all’estero.

Di conseguenza, altre informazioni utili, oltre a quelle sull’impiego, riguarderanno la propria sistemazione una volta giunti a destinazione. E anche lì è consigliabile muoversi in anticipo, per scongiurare il rischio di stangate (si pensi agli alberghi durante l’alta stagione).

Diritti e tutela del lavoro stagionale: contratti e clausole da considerare

I diritti sono quelli di un lavoratore dipendente, con contratti di lavoro di tipo subordinato. È consentita l’assunzione di minorenni, sulla carta, in seguito all’assenso di genitori o eventuali tutori. Si richiede un’età minima di 16 anni, più regolare adempimento dell’obbligo d’istruzione (fino alla seconda superiore).

Per il minorenne ci sono da rispettare altre clausole, come la visita medica preventiva, i due giorni di lavoro settimanali e il limite massimo di 40 ore di lavoro settimanali. A tutto ciò vanno aggiunte quelle direttive che riguardano la salvaguardia, in generale, dei diritti umani e sociali del lavoratore (rispetto della dignità delle persona e delle sue libertà individuali, puntualità nei versamenti, ecc.).

Il contratto per il lavoro stagionale è ovviamente a termine e dev’essere preceduto dall’apposita informativa. È previsto un periodo di prova, oltre ad ulteriori tutele per chi svolge un impiego nelle ore notturne. Nel lavoro stagionale è utilizzato non di rado il contratto di apprendistato, in base al quale il datore di lavoro “forma” il lavoratore stesso sul piano professionale.

A tutto ciò vanno aggiunti quegli “ammortizzatori” e quelle clausole, specie in caso di licenziamento, previste per i lavoratori dipendenti. È bene precisare che qualsiasi diritto del lavoratore corrisponde, per riassumere, ad un dovere del datore di lavoro, e viceversa.

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