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28 maggio 2013

Slow Tourism. Dagli Usa per studiare il progetto Slow Tourism

Università degli Studi di TRIESTE – Continua a suscitare interesse al di fuori dei confini europei il progetto di cooperazione transfrontaliera “Slow Tourism per la promozione e la valorizzazione di itinerari slow tra l’Italia e la Slovenia” di cui l’Università di Trieste è partner. Venerdì 24 maggio, il prof. Michael Clancydell’Università di Hartford nel Cunnecticut, esperto di turismo nonché coordinatore editoriale della rivista “Annals of Tourism Research”, è venuto in Italia per conoscere da vicino il progetto e la proposta di slow tourism offerta dal territorio.

Accompagnato dal prof. Moreno Zago, referente scientifico del progetto, e dal personale del Corpo forestale regionale del Centro didattico naturalistico di Basovizza, il prof. Clancy ha visitato il moderno Centro, visionato i diversi prodotti realizzati – la multivisione su Trieste slow, l’applicazione multimediale per smartphone e la mappa del sentiero “Foresta d’Acqua” che collega il CDN al Centro Visite di Bagnoli della Val Rosandra – e percorso il sentiero Ressel, la pista ciclabile in Val Rosandra fino a raggiungere l’abitato di Botazzo. Nel pomeriggio, il prof. Clancy si è incontrato con la responsabile dell’Agenzia di viaggio Tramway Tour, Renata Slanic, referente della rete di operatori giuliano-isontini Slow Tourism che ha illustrato i diversi pacchetti turistici realizzati secondo l’approccio slow elaborato dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Ateneo triestino.

Il prof. Clancy ha espresso sincero stupore per quanto è stato fatto. Concordando che il turismo lento è un modello alternativo a quello dominante di massa, più rispettoso dell’ambiente, economicamente e socialmente sostenibile, l’impressione che ha ricavato dalla visita è che Trieste ha delle specificità interessanti per il turista internazionale: bellezze naturali, attrattive culturali, una storia di confine. Elementi, questi, che trovano una sintesi nel Centro didattico naturalistico di Basovizza dove la professionalità degli operatori si fonde con l’utilizzo delle moderne tecnologie informative. «Sono rimasto colpito dell’alto livello di discussione scientifica così come del modo di trasmettere ai visitatori di ogni età la storia naturale, sociale ed economica dell’area frontaliera» sono le parole che il docente americano ha usato nel congedarsi dal Centro.

Il Dipartimento, grazie ai finanziamenti europei e alla passione dei docenti e degli operatori coinvolti, è riuscito a collegare alcune delle eccellenze del territorio e realizzare quella sinergia necessaria tra accademia e imprese in grado di supportare gli operatori e promuovere forme di turismo nuove e più attente alle specificità del territorio.

La collaborazione con il Centro didattico naturalistico continuerà con gli eventi che si realizzeranno a fine settembre in occasione della “Notte dei ricercatori” e di “Next” dove il progetto Slow Tourism sarà presente con un proprio stand, con l’organizzazione del convegno di chiusura del progetto e con una passeggiata lungo il sentiero “Foresta d’Acqua”.

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