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18 giugno 2013

Gettone di Presenza Cà Foscari. Azzerato il gettone di presenza per per senato e cda di Ateneo

Università “Cà Foscari” di VENEZIA – Azzerato il gettone di presenza per consiglieri e senatori. Il Rettore Carraro: «Iniziativa che attesta sensibilità e attenzione verso il delicato momento economico attuale. I fondi sosterranno la ricerca di giovani talenti»

Ca’ foscari elimina il gettone di presenza per senato e cda. Il risparmio finanzia ricerca e dottorato

Francesco D’Amaro, magistrato della Corte dei Conti e Presidente del Collegio dei Revisori di Ca’Foscari: «Esempio virtuoso che merita di essere imitato».

Ca’ Foscari cancella il gettone di presenza per senatori e componenti del Consiglio di Amministrazione:  i fondi risparmiati vengono assegnati alla ricerca e al dottorato. Lo ha deciso il Consiglio di amministrazione dell’ateneo nel corso della sua ultima seduta.

L’azzeramento del gettone di presenza per consiglieri d’amministrazione, componenti del Senato e per i componenti interni del Nucleo di valutazione porta a un risparmio che l’ateneo ha deciso di usare per il finanziamento di attività di dottorato e ricerca. Provvedimento definito «all’avanguardia nel panorama nazionale» da Francesco D’AmaroMagistrato della Corte dei Conti e Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti dell’Università Ca’ Foscari Venezia.

La misura eliminazione gettone di presenza, oltre ad andare nella direzione indicata dalla spending review, permette anche di utilizzare i fondi per sostenere una delle principali attività di Ca’ Foscari: la ricerca.

Il Rettore di Ca’ Foscari Carlo Carraro: «Si tratta di una di quelle azioni che testimoniano grande attenzione e sensibilità nei confronti di un contesto economico complesso. E contemporaneamente ci permettono di recuperare fondi importanti da investire nella ricerca, nei dottorati, nelle attività che rendono Ca’ Foscari un luogo come nessun altro. Anche in questo caso l’ateneo si dimostra precursore e innovatore».

Soddisfazione è espressa da Francesco D’Amaro: «A fronte dei tagli del Fondo di finanziamento statale alle Università italiane si tratta di un forte segnale di austerità e di parsimonia. Un esempio virtuoso che merita di essere seguito a breve da altri organismi ed Enti pubblici, al fine di contribuire al risanamento dei conti e dei bilanci, partendo dalla riduzione delle spese».

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