Master in Management Iulm. Master in Management delle Risorse Artistiche e Culturali

Redazione Controcampus 22 Giugno 2013

Libera Università di lingue e comunicazione IULM-MI - Industria culturale, una leva strategica per l’economia del Paese.

 Master in Management delle Risorse Artistiche e Culturali: a sei mesi dal Diploma il 70%  degli studenti ha già trovato occupazione

Un percorso di studio innovativo che, nato dalla collaborazione tra Fondazione Roma e Università IULM, forma professionisti in grado di immettersi rapidamente e con successo nel mercato del lavoro.

In programma il 21 giugno a Roma presso la sede della Fondazione (Palazzo Sciarra) la presentazione del Master in Management delle Risorse Artistiche e Culturali 2013-2014 e la cerimonia di consegna dei Diplomi ai partecipanti alla seconda edizione.

Roma, 18 giugno 2013 – A nemmeno 6 mesi dal conseguimento del Diploma, il 70% dei partecipanti alla seconda edizione del Master in Management delle Risorse Artistiche e Culturali (MaRAC), nato dalla collaborazione tra la Fondazione Roma e l’Università IULM, ha già trovato un posizionamento nel mercato del lavoro, un ruolo professionale in piena sintonia con il percorso di studio effettuato: dai teatri alle case d’asta, dalle associazioni culturali agli enti pubblici e privati che operano nel campo della promozione culturale, dalle gallerie d’arte alle aziende che si occupano di progettazione e promozione di mostre ed eventi culturali.

Il dato assume una valenza ancor più significativa se comparato ai sempre più preoccupanti segnali che arrivano dal fronte occupazionale. L’ISTAT ha recentemente reso noto che per tutto il 2013 il mercato del lavoro nel nostro Paese continuerà a manifestare ‘segnali di debolezza’ con un incremento del tasso di disoccupazione all’11,9% (+1,2 punti percentuali rispetto al 2012). Sul versante ‘giovani’ la situazione è ancor più preoccupante: l’ILO (International Labour Organization), l’ente Onu responsabile delle politiche del lavoro, segnala con la matita rossa che in Italia quasi un giovane su quattro non lavora, non studia e non segue nessuna formazione professionale: una quota nettamente aumentata negli ultimi anni e superiore alla media dei Paesi avanzati.

Percorsi di studio interdisciplinari, un corpo docente altamente qualificato oltre, come visto, a interessanti prospettive occupazionali in ambiti dinamici e senza frontiere: questi in sintesi i tre plus che caratterizzano il Master in Management delle Risorse Artistiche e Culturali MaRAC, la cui quarta edizione viene presentata venerdì 21 giugno a Roma (ore 11.15) negli storici e suggestivi spazi di Palazzo Sciarra, sede della Fondazione Roma (via Marco Minghetti 17).

L’appuntamento di Palazzo Sciarra, alla presenza del Prof. Avv. Emmanuele F.M. Emanuele, Presidente della Fondazione Roma, e del Prof. Giovanni Puglisi, Rettore dell’Università IULM, i due fautori del Master, vuole anche essere l’occasione per consegnare ufficialmente il Diploma ai 30 studenti della seconda edizione, terminata lo scorso dicembre. Rivolto ai laureati italiani in possesso di una Laurea triennale del nuovo ordinamento o di una Laurea conseguita secondo il vecchio ordinamento didattico, nonché a laureati stranieri purché in possesso di un titolo di studio equiparato a quello italiano, il Master in Management delle Risorse Artistiche e Culturali si pone un obiettivo formativo ben preciso: creare professionisti qualificati nell’ambito della gestione delle risorse artistiche e culturali, figure manageriali in grado di collegare il mondo dell’impresa con quello della cultura e dell’arte.

“Sono profondamente convinto che l’amore per il bello sia il motore della vita” – afferma il Presidente della Fondazione Roma, Prof. Avv. Emmanuele F.M. Emanuele – “e che la cultura sia al tempo stesso strumento di coesione civile e volano di crescita economica, soprattutto in Italia, il Paese che detiene il più grande tesoro artistico al mondo e il maggior numero di siti Patrimonio Unesco. Una ricchezza per nulla valorizzata, se si pensa che tutti i musei pubblici italiani guadagnano meno del solo Louvre. È quindi con grande orgoglio” – prosegue il Prof. Emanuele – “che oggi presentiamo la quarta edizione del Master in Management delle Risorse Artistiche e Culturali, organizzato dalla Fondazione Roma assieme all’Università IULM. I risultati ottenuti, anche in termini di prospettive occupazionali per gli studenti diplomati, dimostrano la bontà della nostra intuizione e confermano come cultura e impresa non siano realtà antitetiche, bensì complementari. In attesa che la classe politica si accorga dell’unico, vero, grande asset del Paese è compito della società civile, e del no profit in particolare, lanciare una grande mobilitazione delle coscienze a favore della cultura e creare gli strumenti, come il Master MaRAC, affinché questo straordinario patrimonio possa essere gestito e valorizzato al meglio, promuovendo quella sinergia tra pubblico e privato, che si avverte sempre più necessaria, e realizzando finalmente il principio costituzionale di sussidiarietà”.

“Il settore produttivo connesso ai consumi culturali pare essere uno dei pochi sopravvissuti alla drastica contrazione dei consumi cui abbiamo assistito negli ultimi anni: l’industria culturale vale oggi il 5,4% della ricchezza prodotta annualmente in Italia, per un totale di quasi 76 miliardi di euro, e dà lavoro a oltre 1 milione e quattrocentomila persone, ovvero al 5,6% dei lavoratori italiani. Sono numeri importanti che avvallano l’importanza di programmare e strutturare percorsi formativi ad hoc al fine di forgiare professionisti in grado di gestire i tanti possibili indotti provenienti dai poliedrici mercati della cultura.” sottolinea il professor Giovanni Puglisi, Rettore dell’Università IULM. La cultura può realmente fare crescere il paese.

Dalla legislazione dei beni culturali al project management degli eventi artistici e culturali, dalle strategie di marketing a quelle di comunicazione, dal fundraising all’organizzazione delle risorse umane, dall’analisi della fattibilità economica alle relazioni tra strumenti finanziari e finalità culturali: il Master fornisce le competenze necessarie a lavorare in qualunque settore legato alla gestione delle risorse artistiche e culturali.

Un particolare approfondimento è dedicato al mondo artistico e museale, con corsi e seminari dedicati ai temi della curatela, della direzione e gestione di uno spazio espositivo e dei servizi connessi alle attività museali.

E proprio per mettere alla prova quanto appreso in aula, entro la fine del Master, agli studenti viene messo a disposizione un budget per organizzare un evento culturale. Nella scorsa edizione, a coronamento del percorso di studio, gli iscritti hanno realizzato una mostra fotografica denominata «3D. Dimensione. Distorsione. De Kerckhove» che è stata ospitata presso la sede espositiva della Centrale Montemartini del Sistema Museale di Roma Capitale.

Agli studenti viene inoltre offerta la possibilità di effettuare esercitazioni, laboratori, simulazioni e stages presso importanti istituzioni ed aziende nazionali e internazionali. Ma ciò che rende il Master MaRAC un’opportunità unica sono le 30 borse di studio, di cui 20 a copertura totale (ciascuna del valore di € 3.500) e 10 a copertura parziale (ciascuna del valore di € 2.500) dei costi di iscrizione, che la Fondazione Roma mette a disposizione degli studenti più meritevoli, che vengono selezionati da un’apposita commissione di valutazione Fondazione Roma-IULM.

Master in Management delle Risorse Artistiche e Culturali MaRAC

  • Pre-iscrizioni: a partire dal 1 luglio 2013
  • Selezioni: Dicembre 2013
  • Inizio Corsi: Gennaio 2014
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avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto.Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo.Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto