• Google+
  • Commenta
4 giugno 2013

Cyndi Barbero: “Io, laureata, motivata… sfruttata… IN STAGE”

Cyndi Barbero
Cyndi Barbero

Cyndi Barbero

Gli stage sempre più contestati, gli stagisti sempre più sfruttati, arriva oggi la paladina degli stagisti: Yatuu di Cyndi Barbero.

Quanto tempo occorre affinché un’esperienza di stage si dimostri presto per quello che é effettivamente? Una settimana?

Quindici giorni? Forse poco più.

È probabilmente, infatti, solo una mera e pura questione temporale.

Un piccolo lasso di tempo in grado però di trasformare brutalmente la vita di un giovane, catapultandolo più o meno consapevolmente nel “mitico” mondo frustrante e demotivante dello “stagista”.

Uno stagista il più delle volte sottopagato (spesso non retribuito), alla mercé dei veterani di settore o di quanti sono già ben radicati in quella stessa azienda in cui il giovane si ritrova ancora grondante di sogni, dopo l’agognata laurea.

In balia di “presunti” o reali superiori che approfittano del suo status “marginale” delegandogli spesso anche attività e compiti umilianti e avvilenti (e soprattutto “non previsti”).

Non mancano di certo le eccellenze nel mondo, aziende dove uno stage si può anche trasformare quasi “per magia” in quello che dovrebbe essere per definizione: luoghi ormai “mitici” di acquisizione di competenze e di svolgimento di un vero training formativo-professionale. Ma, il più delle volte, quello dello stagista rimane sempre, in gran parte dei paesi d’Europa, uno status non “augurabile” ai più e che ciascun giovane spera di affrontare con forza, pazienza e fiducia, mentre si innesca nel suo cuore e fin da subito, un tragicomico countdown.

Lo stage secondo Cyndi Barbero di Yatuu: “Io, laureata, motivata… sfruttata… IN STAGE”

È di questa esperienza, che accomuna tanti giovani neolaureati nel mondo, di cui racconta Cyndi Barbero, alias Yatuu, nel suo frizzantissimo libretto stile manga “Io, laureata, motivata… sfruttata… IN STAGE“. Un ironico e divertente testo che racconta, tramite l’immediatezza del fumetto realizzato dalla stessa autrice, la dura realtà degli stage. Un’inedita modalità di raccontare la vera consistenza di questa esperienza giovanile. Le mille frustrazioni e perplessità che maturano immediatamente negli stagisti nel confrontarsi con un contesto aziendale. Non sarà difficile che il libro strappi sorrisi in tanti che decideranno di leggerlo: chiunque potrà ritrovarsi in una vignetta, tanti potranno dire sorridendo amaramente “si, é vero” oppure “ebbene si, è capitato anche a me”.

“Io, laureata, motivata… sfruttata… IN STAGE” di Cyndi Barbero si affaccia sul panorama europeo soprattutto per raccontare, dunque, la verità sul mondo degli stage. Una forma di collaborazione che in breve tempo è in grado di disintegrate le più salde motivazioni, maturare le più importanti frustrazioni e che purtroppo fa entrare in contatto tanti giovani per la prima volta con il mondo del lavoro, nella maniera più deleteria possibile.

Più volte sottolineato per immagini il terribile circolo vizioso in cui uno stagista finisce per ritrovarsi: non vorrebbe essere in quel posto, con quelle persone; non é retribuito e comunque percepisce degli umilianti rimborsi forfettari, il più delle volte svolge lavori totalmente inutili o a “richiesta” di gentili e consapevoli sfruttatori della situazione. Ma poi c’è l’altro lato della medaglia: lo stage rimane pur sempre e comunque “in teoria”, un piccolo seme da far germogliare in quell’azienda o per il proprio futuro lavorativo.

C’è, quindi, da impegnarsi, mostrarsi proattivi e propositivi. E soprattutto fare, fare, fare e ancora fare. Tutto ovviamente nella speranza che tanto impegno possa trasformarsi, a fine stage, in una reale collaborazione lavorativa sancita da un contratto. La protagonista del libro, infatti, lavorerà ore e ore, tra la derisione di “omini” della sicurezza e di goliardici tassisti, sperando di ricevere a Natale il tanto ambito dono: un contratto di lavoro che finisce per diventare quasi una mitologica chimera nella sua mente.

Un libro quello di Cyndi Barbero decisamente inedito nel suo genere, ma che si erge “ancora” come momento di protesta contro questo status quo troppo diffuso e soprattutto quale scritto di denuncia di questa dura realtà che si dimostra sempre più luogo di controsensi e quasi sempre, un momento di puro sfruttamento da parte di aziende di ogni genere e dimensione. Lo stage smette oggi (o forse é sempre stato così) di essere il momento per eccellenza di formazione e apprendimento professionale e si trasforma, nei moderni contesti aziendali, nel luogo di alienazione e aberrazione per tanti giovani mal capitati. Ed é questo che Yatuu intende raccontare. Un libro da non perdere, perché uno stage così… non lo avete “ma visto”!

Google+
© Riproduzione Riservata