• Google+
  • Commenta
17 giugno 2013

Unimore: Progetto Aware. Il progetto Aware ha la caratteristica di essere una “coordination action”

Università degli Studi di MODENA e REGGIO EMILIA – Il prof. Giacomo Cabri dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, insieme alla collega scozzese Jennifer Willies dell’Università Napier di Edimburgo, è stato chiamato ad organizzare al prestigioso Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston un incontro tra ricercatori dello stesso MIT e ricercatori del Politecnico di Milano che si occupano dei componenti software “self-aware”. L’interesse della comunità scientifica statunitense è nata dall’apprezzamento per i progetti legati al tema della “awareness” in campo informatico sviluppati nell’ambito del Progetto europeo AWARE.

L’attività di ricerca condotta nell’ambito del progetto europeo AWARE, nel contesto del VII Programma Quadro, di cui il Dipartimento di Scienze Fisiche, Informatiche e Matematiche dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia è partner, ha trovato apprezzamento e curiosità da parte della comunità scientifica statunitense.

Nelle settimane scorse, infatti, il prof. Giacomo Cabri, docente di Informatica dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, e responsabile locale del gruppo modenese che collabora al progetto, insieme a Jennifer Willies dell’Università Napier di Edimburgo (Scozia), è stato chiamato ad organizzare al prestigioso Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston un incontro tra ricercatori dello stesso MIT e ricercatori del Politecnico di Milano.

L’incontro, che ha coinvolto una ventina di ricercatori delle due prestigiose università, e si è svolto nell’ambito del progetto AWARE, di cui il docente modenese Giacomo Cabri è responsabile per le direzioni di ricerca future, aveva come obiettivo lo scambio di risultati e direzioni di ricerca, sia comuni sia complementari, relativamente al campo dei componenti software “self-aware”, cioè componenti di programmi software che sono “consapevoli” del loro stato interno e dell’ambiente in cui eseguono. “Questa consapevolezza – spiega il prof. Giacomo Cabri dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – consente loro di fornire servizi e funzionalità adattandosi alle diverse situazioni in cui eseguono. Quindi programmi software che non eseguono allo stesso modo in tutte le situazioni, ma decidono di volta in volta qual è il modo più adatto per fornire i propri servizi”.

Il progetto AWARE ha la caratteristica di essere una “coordination action”, cioè un progetto il cui scopo è quello di coordinare e supportare altri progetti europei che si occupano di tematiche simili. Nell’ambito del VII Programma Quadro, la ragione di finanziare delle Coordination Action è nata dalla constatazione che uno scambio e un confronto tra ricercatori che lavorano su temi simili favorisce e stimola nuove idee e soluzioni innovative. Nello specifico, il progetto AWARE coordina 5 progetti legati al tema della “awareness” in campo informatico. Questa caratteristica indica la possibilità di avere componenti software che sono “consapevoli” (aware) della situazione in cui si trovano ad operare e adattano le loro funzionalità collaborando con altri componenti.

Il lavoro di coordinamento svolto nell’ambito di una coordination action e del progetto AWARE in particolare – afferma il prof. Giacomo Cabri del gruppo di ricerca denominato “Agent and Pervasive Group” dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – risulta essere molto interessante, non solo perché si ha la possibilità di venire in contatto con diversi ricercatori europei, ma anche perché si ha una visione di più alto livello della ricerca nei paesi della Unione Europea”.

Il progetto è coordinato a livello europeo dall’Università Napier di Edimburgo, e ne fanno parte gruppi di ricerca dell’Imperial College di Londra e della Università di Amsterdam. Il progetto è iniziato il 1° ottobre 2010 e terminerà il 30 settembre 2013.

Google+
© Riproduzione Riservata