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19 luglio 2013

Alessia Capponi: il romanzo “Come un battito d’ali”

Come un battito d'ali di Alessia Capponi
Come un battito d'ali di Alessia Capponi

Come un battito d’ali di Alessia Capponi

Scrivere un romanzo d’amore a diciassette anni: Alessia Capponi si racconta “Come un battito d’ali”

Non esistono ragioni nell’amore. Non sussistono limiti. Alcun vincolo.

Nessuna età è inammissibile. Non si ammettono eccezioni.

L’amore è… l’amore e basta. Alcuna regola prestabilita, nessuna remora.

È sempre tempo d’amore: della spensieratezza dell’amore acerbo, dell’entusiasmo di un amore giovane o delle irrazionali ragioni dell’amore adulto.

Perché, in fondo, “l’amore non ha età”: mai adagio fu tanto vero. Sì perché solo e soltanto l’amore sa essere davvero in grado di rivelarsi e svelarsi nei suoi molteplici aspetti a chiunque sappia e voglia coglierlo, ma soprattutto viverlo senza mai combatterlo. Sempre e comunque.

Tutti possono amare. Tutti sappiamo amare. Tutti agogniamo l’amore autentico.

Ma, a raccontar d’amore… un’arte.

Un’arte che esternata imprevedibilmente in giovane età poi, si fa sublime. Di rara e autentica bellezza.

Scrivere d’amore, un romanzo d’amore in giovanissima età… Chissà quanti lo hanno sognato e sognano ancora, e quanti ancora non hanno l’ardire di farlo.

Ed è proprio sulla base questa grande passione per la scrittura creativa, che accomuna tanti giovani, e di un probabile sogno d’amore, che nasce “Come un battito d’ali”, opera prima della giovanissima e audace scrittrice Alessia Capponi.

Una storia giovane fatta per i giovani. Ma anche un romanzo d’amore destinato a chi ha voglia d’amore e leggere d’amore, senza distinguo di coorti di età. Intrigo, passione, suspance: nessuno ingrediente è affidato al caso. Il lettore, pagina dopo pagina, potrà immergersi nella storia e avvicinarsi a ciascun personaggio con la giusta dose di curiosità indotta sapientemente da una storia mai scontata.

Un romanzo d’amore decisamente coraggioso, dati i soli diciassette anni dell’autrice Alessia Capponi. Un libro che si è fatto strada da sé creandosi un percorso autonomo di crescita, raccogliendo ottimi consensi e registrando un importante numero di lettori.

Come un battito d’ali di Alessia Capponi: intervista all’attrice del romanzo, di cosa parla

Una “piccola” ma grande autrice Alessia Capponi che, con la stessa gioia e il medesimo entusiasmo della prima stesura, ci racconta il perché e i retroscena del suo “battito d’ali”.

Scrivere un romanzo d’amore a 17 anni. Un progetto sicuramente ambizioso ma che hai realizzato in maniera egregia, nonostante la giovane età. Quando hai iniziato a scrivere “Come un battito d’ali” sapevi già che sarebbe diventato un romanzo?

In realtà non ne avevo idea. Scrivevo la sera a gambe incrociate, seduta sul letto, io e il mio portatile… scrivevo fino a tardi finché le dita scorrevano da sole sulla tastiera; vivere la storia di Giulia e Francesco mi faceva sognare e addormentare serena. Spesso inviavo i singoli file alle mie amiche, come un romanzo a puntate, e a loro piaceva forse più di quanto piacesse a me. “come un battito d’ali…” è nato più come uno sfogo che come un romanzo, all’inizio non  riuscivo a vedere la visione d’insieme, ma poi ha preso la sua forma attuale, e mi sono ritrovata con 200 pagine formato A5 pronte per la stampa e rilegatura. – Fa sapere Alessia Capponi –

Alessia Capponi è passato qualche anno dalla prima stesura e la pubblicazione del tuo romanzo d’esordio. Tu stessa mi hai confessato che andresti a “rivisitare” qualcosa del racconto. Rileggere per modificarlo nei contenuti e rendere questo romanzo d’amore “più adulto” o cosa?

“Come un battito d’ali…” non ha avuto alcuna revisione. E’ stato edito così come è stato scritto. Non cambierei nulla relativamente alla storia; piuttosto scremerei alcune situazioni ed aggiungerei degli elementi. Ricordo di aver iniziato a trovare difficoltà nella stesura nel momento in cui ho realizzato che sarebbe potuto essere un libro. Temevo diventasse monotematico, tutto concentrato nella storia d’amore dei protagonisti; così mi sforzai di guardare intorno per cercare storie parallele da raccontare. Giulia scrive il suo diario in prima persona, tuttavia è un narratore onnisciente: sa cosa succede ovunque e molte scene sono raccontate come se improvvisamente non fosse più il suo diario. Ad oggi penso che questo mix di stile sia il vincente nella tipologia dei romanzi rosa. – Dichiara Alessia Capponi –

La cosa che più mi ha colpito del tuo scritto è soprattutto il finale. Per gran parte del romanzo il lettore vive con la protagonista l’attesa di un sicuro o quasi lieto fine. Tu, invece, in maniera imprevedibile, stravolgi la storia e dirotti il lettore conducendolo a un epilogo imprevisto e soprattutto su cui aleggia, a mio parere, anche un alone di dubbio. Era così che lo avevi ipotizzato fin dalle prime battute o hai deciso successivamente il destino dei tuoi giovani protagonisti?

Il finale non cambia in maniera imprevedibile. Il libro inizia con “Quando una storia finisce…” anticipandone la fine. Solo che il lettore non ci fa caso: spera fino all’ultimo che possano cambiare le sorti dei due giovani dimenticandosi quella pagina d’introduzione. Io stessa ho sperato finisse diversamente, ma un romanzo d’amore vive alimentandosi da solo giorno dopo giorno ed anche il mio ha deciso autonomamente il destino di Giulia e Francesco.

Quanto c’è di autobiografico nel tuo racconto? Credi che poter scrivere a 17 anni occorra più esperienza autobiografica da trasformare in storia o basta solo fantasia e  una buona dose di curiosità  rispetto a ciò che ci circonda?

Credo che in generale non ci sia un’età giusta per scrivere qualcosa che vale; da piccola ho scritto molte cose che mi fanno stupire ancora oggi. Credo che come in tutte le cose ci voglia passione e dedizione, e che un’anima sincera ed ispirata possa tirar fuori un’opera d’arte tradotta in un quadro, una scultura, un balletto od un romanzo. Sicuramente per quello che mi riguarda, a 16 anni non avevo certo l’esperienza (ma quella manca anche adesso) di innumerevoli relazioni vissute e passate, tanto da poter scrivere un “manuale relazionale” , ma avevo il cuore ferito per una storia che mi aveva fatto provare tanto, e questo bastava per poter scrivere d’amore. C’è questo di autobiografico. – Dice Alessia Capponi –

Gli altri libri di Alessia Capponi: cosa ha scritto in passato

Ho iniziato più volte nuove storie ma non le ho mai finite. L’università ha impiegato la maggior parte delle mie giornate e l’ispirazione vuole il suo tempo.

Oggi di cosa scriveresti?

Scriverei di mio nonno. La sua vita è stata un’avventura affascinante; sentire i suoi racconti mi fa tornare bambina e mi coccola molto. Nelle sue parole c’è la difficoltà di essere cresciuto solo e di lavorare fin da piccolo per un pezzo di pane, l’andare avanti prendendo quello che la vita ha da offrire, la gioia per le piccole cose e l’amore per un’unica donna, mia nonna, che un’ anno fa è venuta a mancare. 

Credo che mi faccia questo effetto perché so che è tutto vero e che quindi tutto possibile. Ho sempre pensato che l’evoluzione abbia inquinato anche l’amore, perché vedo dodicenni concedersi a un ragazzo con tanta semplicità e non capisco perché affrettare i tempi. Non dico sia sbagliato; dico solo che correndo troppo si rischia di non apprezzare quello che è il presente, e che nessun momento né età può essere vissuto due volte.

Un consiglio da Alessia Capponi a chi oggi, adolescente o che si affaccia alla vita adulta, intendesse scrivere un libro…

Lasciate che siano le parole a fissarsi da sole sulla carta. Tutto ha un suo perché anche se all’inizio sembra non aver senso. La scrittura ha qualcosa di terapeutico e rileggere fa vedere il tutto in un’altra prospettiva e spesso risponde a quelle domande che vi sembravano problemi.  Non forzate l’evoluzione delle cose; siate solo un mezzo tramite il quale sogni, desideri, paure e timori si materializzano. Questo è l’unico consiglio che mi sento di dare. La forma è solo per presentazione. – Conclude Alessia Capponi –

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